Ma allora il buon Boffo, dopo aver dovuto dimettersi per via del cannoneggiamento di Feltri, è divenuto un martire della libertà? Siamo davanti ad un caso di squadrismo giornalistico? Per rispondere individuerei due aspetti separati: Boffo in sé e il ruolo della stampa.
Partiamo dal primo. Le dimissioni sono dovute allo sputtanamento eseguito da Feltri. Il direttore di Avvenire, uno di quelli che vanno dietro al ritornello “io- e non voi- ho dei valori, i tuoi- se li hai- non lo sono e se non fate come dico io finisce la civiltà”, è stato condannato per molestie, mentre la storiella di una presunta omosessualità è stata smentita (il che per la mia ottica non comporterebbe un problema, ma io non sono un cattolico…). Quindi? Per quel che mi riguarda, essendo il sottoscritto un “ateo/bastardo/libertino/nichilista/relativista/scientista/laicista”, la cosa sarebbe del tutto minoritaria. Anzi, a costo di scandalizzare qualcuno, parliamo di un piccolo reato avvenuto anni fa risolto tramite un patteggiamento. Sapete com’è, io mi indignerei di più di personaggi abbonati allo sputtanamento e alla menzogna come linea editoriale. Caratteristiche che ritroviamo in Boffo e per le quali l’avrei mandato in mezzo ad una strada diverso tempo addietro. Il problema è che il nostro è un cattolico, quella simpatica setta dedita al moralismo perbenista. In pratica non sono quelli come il sottoscritto a chiedere la sua testa (al massimo un po’ di coerenza…), ma gli amichetti suoi. Quindi parlare di un “complotto laicista” è ridicolo più che demenziale. Comportati bene la prossima volta, bimbo.
Altro punto è chiedersi chi sia veramente quest’uomo, come fa Giornalettismo:
Ma forse sarebbe meglio ricordarci perlomeno chi sia, la nostra ultima vittima del regime. Un indizio potrebbe darcelo un episodio raccontato da Denise Pardo su L’Espresso: 18 aprile 2006, forum delle lettere dell’Avvenire. Un lettore scrive: “Sarà dura rimediare ai guasti di Berlusconi, tra cui la secolarizzazione etc etc”. Lo sventurato gli risponde: “Il fenomeno della secolarizzazione in Italia era partito assai prima che Berlusconi invadesse l’etere con le sue tv. Abbiamo dimenticato la vicenda del divorzio e dell’aborto? Si ricorda quel ragionamento sibillino e falsamente democratico che dilagò anche in casa nostra, nel mondo cattolico, secondo cui si diceva: ‘Io non divorzierò mai, ma perché devo togliere questa possibilità ad altri?’. Provi a pensare, amico caro, se l’inizio della crisi non fu piuttosto questo“.
Parliamo, in pratica, di un fondamentalista pronto ad imporre la propria visione del mondo a tutti. Il che ci porta al fatal quesito: in una situazione opposta, dove ad essere “vittima” dello “squadrismo” sarebbe stata uno di quei direttori o editorialisti o politici ateo/bastardo/libertino/nichilista/relativista/scientista/laicista”, quale sarebbe stata la reazione del nostro eroe? Secondo me avrebbe inneggiato alla “fine dei valori”, la sciagura della secolarizzazione e compagnia cantante. Senza offesa Boffo, ma non sei un martire. Sei solo l’ennesimo moralista che di mancata moralità muore. Ennesima prova che la fede religiosa non porta al rispetto della legge. Qualcuno lo può dire ai Cattolici?
L’altro punto è il ruolo del giornalismo. Si è lamentati della violazione della privacy di Boffo. La questione non è pari rispetto a Berlusconi per il semplice motivo che quest’ultimo in quanto politico è un personaggio pubblico che deve rispondere a determinati criteri di trasparenza. Se ne deduce che il Giornale ha fatto una bella carognata, oltre ad aver sputtanato la propria linea editoriale. Il quotidiano, infatti, deplora la fuga delle notizie che avvengono nelle procure? E che fa? Fa lo stesso, dato che mi risulta che il casellario giudiziale sia accessibile a magistrati e ai diretti interessati, non a sconosciuti. Amen, ma almeno per una volta ha dato una notizia.
Ma il Giornale si è dimostrato fazioso al servizio delle esigenze del padrone, si obietta. Bene, ma potete illustrarmi un giornale che non lo sia? La stampa non vive tramite analisi illuminate, ma solo il tifo da stadio. Triste? Sì, ma è così. Non è un caso se tutta la stampa italiana si è alzata in difesa del personaggio che abbiamo visto sopra.
E le esigenze del padrone? Ritengo difficile che Berlusconi abbia avallato la linea editoriale di Feltri. Non ha da guadagnare, anzi lo ha portato allo scontro frontale con la Chiesa e riportato in auge vicende che erano sul viale del tramonto.
Insomma, per concludere la faccenda traccia un bel quadro del paese di oggi. Da una parte abbiamo una Chiesa che rompe con ‘sti “valori” giorno e notte salvo poi chiudere un occhio sui comportamenti di chi le promette un “obbedisco” sui temi etici. Al riguardo leggete fra le righe dell’intervista rilasciata da Sacconi sul Corriere della Sera. Dall’altra abbiamo un mondo culturale diviso da due bande che ciclicamente interpretano lo stesso ruolo: verginella o accusatore. Ricordare di Sircana? Chi era che difendeva la privacy, allora? O gli immigrati? Chi è che piangeva sui morti albanesi anni orsono?
In mezzo abbiamo gli Italiani che, a dispetto di tante chiacchiere, non sono cattolici bensì papisti. Non conoscono il Vangelo o la Bibbia e meno che mai ne praticano gli insegnamenti (anche perché sennò si finisce in galera…), ma guai a toccare il Papa, il santino o la madonnina. Formale omaggio al Papa in pubblico, sfrenato libertinaggio in privato. E per i pochi cattolici che si presentano come moralisti, aka Boffo, non c’è alternativa alla reprimenda “così fan tutti” (dopo lo sputtanamento per via di una falsa moralità, ovviamente). Bene, diamo ragione a Feltri, ma allora chiedo: perché vuoi imporre a tutti principi e valori che sei il primo a non rispettare?
Nel complesso l’Italia è un paese dove la critica non è accettata e la si vive solo come espressione di “poteri forti”, complotti e compagnia bella. Mi chiedo perché nessuno non fornisca la riposta italiana ai vari Simpsons, Griffin, American dad. Eh sì che di materiale ce ne sarebbe…
Z.M.
categoria:giornalismo, libertà , cattolici, libertà dinformazione, caso boffo




