lunedì, 07 settembre 2009

Ma allora il buon Boffo, dopo aver dovuto dimettersi per via del cannoneggiamento di Feltri, è divenuto un martire della libertà? Siamo davanti ad un caso di squadrismo giornalistico? Per rispondere individuerei due aspetti separati: Boffo in sé e il ruolo della stampa.

Partiamo dal primo. Le dimissioni sono dovute allo sputtanamento eseguito da Feltri. Il direttore di Avvenire, uno di quelli che vanno dietro al ritornello “io- e non voi- ho dei valori, i tuoi- se li hai- non lo sono e se non fate come dico io finisce la civiltà”, è stato condannato per molestie, mentre la storiella di una presunta omosessualità è stata smentita (il che per la mia ottica non comporterebbe un problema, ma io non sono un cattolico…). Quindi? Per quel che mi riguarda, essendo il sottoscritto un “ateo/bastardo/libertino/nichilista/relativista/scientista/laicista”, la cosa sarebbe del tutto minoritaria. Anzi, a costo di scandalizzare qualcuno, parliamo di un piccolo reato avvenuto anni fa risolto tramite un patteggiamento. Sapete com’è, io mi indignerei di più di personaggi abbonati allo sputtanamento e alla menzogna come linea editoriale. Caratteristiche che ritroviamo in Boffo e per le quali l’avrei mandato in mezzo ad una strada diverso tempo addietro. Il problema è che il nostro è un cattolico, quella simpatica setta dedita al moralismo perbenista. In pratica non sono quelli come il sottoscritto a chiedere la sua testa (al massimo un po’ di coerenza…), ma gli amichetti suoi. Quindi parlare di un “complotto laicista” è ridicolo più che demenziale. Comportati bene la prossima volta, bimbo.

Altro punto è chiedersi chi sia veramente quest’uomo, come fa Giornalettismo:

 

Ma forse sarebbe meglio ricordarci perlomeno chi sia, la nostra ultima vittima del regime. Un indizio potrebbe darcelo un episodio raccontato da Denise Pardo su L’Espresso: 18 aprile 2006, forum delle lettere dell’Avvenire. Un lettore scrive: “Sarà dura rimediare ai guasti di Berlusconi, tra cui la secolarizzazione etc etc”. Lo sventurato gli risponde: “Il fenomeno della secolarizzazione in Italia era partito assai prima che Berlusconi invadesse l’etere con le sue tv. Abbiamo dimenticato la vicenda del divorzio e dell’aborto? Si ricorda quel ragionamento sibillino e falsamente democratico che dilagò anche in casa nostra, nel mondo cattolico, secondo cui si diceva: ‘Io non divorzierò mai, ma perché devo togliere questa possibilità ad altri?’. Provi a pensare, amico caro, se l’inizio della crisi non fu piuttosto questo“.

 

Parliamo, in pratica, di un fondamentalista pronto ad imporre la propria visione del mondo a tutti. Il che ci porta al fatal quesito: in una situazione opposta, dove ad essere “vittima” dello “squadrismo” sarebbe stata uno di quei direttori o editorialisti o politici ateo/bastardo/libertino/nichilista/relativista/scientista/laicista”, quale sarebbe stata la reazione del nostro eroe? Secondo me avrebbe inneggiato alla “fine dei valori”, la sciagura della secolarizzazione e compagnia cantante. Senza offesa Boffo, ma non sei un martire. Sei solo l’ennesimo moralista che di mancata moralità muore. Ennesima prova che la fede religiosa non porta al rispetto della legge. Qualcuno lo può dire ai Cattolici?

L’altro punto è il ruolo del giornalismo. Si è lamentati della violazione della privacy di Boffo. La questione non è pari rispetto a Berlusconi per il semplice motivo che quest’ultimo in quanto politico è un personaggio pubblico che deve rispondere a determinati criteri di trasparenza. Se ne deduce che il Giornale ha fatto una bella carognata, oltre ad aver sputtanato la propria linea editoriale. Il quotidiano, infatti, deplora la fuga delle notizie che avvengono nelle procure? E che fa? Fa lo stesso, dato che mi risulta che il casellario giudiziale sia accessibile a magistrati e ai diretti interessati, non a sconosciuti. Amen, ma almeno per una volta ha dato una notizia.

Ma il Giornale si è dimostrato fazioso al servizio delle esigenze del padrone, si obietta. Bene, ma potete illustrarmi un giornale che non lo sia? La stampa non vive tramite analisi illuminate, ma solo il tifo da stadio. Triste? Sì, ma è così. Non è un caso se tutta la stampa italiana si è alzata in difesa del personaggio che abbiamo visto sopra.

E le esigenze del padrone? Ritengo difficile che Berlusconi abbia avallato la linea editoriale di Feltri. Non ha da guadagnare, anzi lo ha portato allo scontro frontale con la Chiesa e riportato in auge vicende che erano sul viale del tramonto.

Insomma, per concludere la faccenda traccia un bel quadro del paese di oggi. Da una parte abbiamo una Chiesa che rompe con ‘sti “valori” giorno e notte salvo poi chiudere un occhio sui comportamenti di chi le promette un “obbedisco” sui temi etici. Al riguardo leggete fra le righe dell’intervista rilasciata da Sacconi sul Corriere della Sera. Dall’altra abbiamo un mondo culturale diviso da due bande che ciclicamente interpretano lo stesso ruolo: verginella o accusatore. Ricordare di Sircana? Chi era che difendeva la privacy, allora? O gli immigrati? Chi è che piangeva sui morti albanesi anni orsono?

In mezzo abbiamo gli Italiani che, a dispetto di tante chiacchiere, non sono cattolici bensì papisti. Non conoscono il Vangelo o la Bibbia e meno che mai ne praticano gli insegnamenti (anche perché sennò si finisce in galera…), ma guai a toccare il Papa, il santino o la madonnina. Formale omaggio al Papa in pubblico, sfrenato libertinaggio in privato. E per i pochi cattolici che si presentano come moralisti, aka Boffo, non c’è alternativa alla reprimenda “così fan tutti” (dopo lo sputtanamento per via di una falsa moralità, ovviamente). Bene, diamo ragione a Feltri, ma allora chiedo: perché vuoi imporre a tutti principi e valori che sei il primo a non rispettare?

Nel complesso l’Italia è un paese dove la critica non è accettata e la si vive solo come espressione di “poteri forti”, complotti e compagnia bella. Mi chiedo perché nessuno non fornisca la riposta italiana ai vari Simpsons, Griffin, American dad. Eh sì che di materiale ce ne sarebbe…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore settembre 07, 2009 15:23 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, libertà, cattolici, libertà dinformazione, caso boffo
martedì, 05 maggio 2009

Scrive Susanna Tamaro sul Giornale di oggi:

 

Mi colpisce molto, dunque, lo spirito di feroce crociata che pervade l’universo dei laici. Perché tanto livore, tanto impiego di energia, tanta intolleranza verso persone che hanno una diversa visione del mondo? Perché tanto impellente è il bisogno di convincere le persone credenti che hanno imboccato una via sbagliata? Forse perché da noi si leva una voce in difesa della vita e contro altre barbarie che, astutamente e subdolamente, si vogliono far passare come progressi per la libertà dell’uomo?

 

Non c’è forse dietro questa crociata delle certezze - perché queste persone, beate loro, vivono confortate da straordinarie certezze - la volontà di rimuovere la parte più profonda dell’uomo, la più oscura, quella che lo lega al mistero del male e alla finitezza e che ne fa una creatura perennemente alla ricerca di senso?

 

  La scrittrice ha scritto frasi pesanti e sarebbe gradito avere le prove. Le porta? No. Porta un solo caso a sostegno della sua tesi? No. Ma proviamo a cercarle ‘ste benedette prove.

  Allora, c’è una persecuzione nei confronti dei religiosi? A me risulta che possano andare liberamente nelle loro chiese traboccanti d’oro (ma non nelle moschee la cui costruzione è bloccata dai vari papa boys italici). A me risulta che si possano esprimere liberamente come meglio credono (salvo scatenare, com’è ovvio, delle reazioni). A me risulta che godano di ampia copertura mediatica, con tanto di programmi a loro dedicati (vedi A sua immagine dove il buon Cantalamessa si è profuso in una bella intemerata contro gli ateo bus). A me risulta che nessuno cerchi di imporgli credenze differenti dalle loro e relativi comportamenti. E a me risulta che quelli che ti vengano a suonare alle 6 di mattina e che ti fermino per strada, inneggiando alla “vera verità”, siano i religiosi. Senza contare la parte sulla difesa della libertà e dei diritti… leggete un bel libro di storia ogni tanto.

  Proviamo l’inverso. Uno può dire che dio non esista? No, perché offende la sensibilità dei religiosi e, ovviamente, l’inverso non vale (in Irlanda si discute se sanzionare quella frase come blasfemia). Atro esempio è l’ateo bus. Tette e culi sì, l’ateo no. Uno può decidere quando staccare o meno un sondino dal suo corpo? No, perché non sta bene a un tizio che voi non conoscete minimamente. Uno può richiedere rispetto per aver compiuto scelte di vita differenti? No, perché in quanto ateo sei un relativista, un nichilista e compagnia bella. Beninteso, se sei queste cose sei una persona intelligente. Ma nell’ottica religiosa quelle parole sono l’equivalente di un insulto.

  Eh sì, madama Tamaro, c’è una crociata. Ma indovinate da parte di chi verso chi. Diversamente portaci ‘na prova, a tamarra.

 

P.S. Nel resto dell’articolo la nostra si lancia nelle solite follie bio-culturali: male, senso di finitezza, ricerca di senso…

  Z.M.

postato da: Pippem alle ore maggio 05, 2009 21:07 | Permalink | commenti
categoria:religione, libertà, cattolici, atei, susanna tamaro
mercoledì, 29 aprile 2009

 

  Nel tentativo di scovare i parassiti fiscali si è deciso di utilizzare come indicatore economico l’iscrizione del proprio marmocchio ad una scuola privata. Il ragionamento non fa una grinza: se la retta è di diverse migliaia di euro al mese, come si può dichiarare un reddito di 10.000 euro l’anno?

  Insomma, nulla di scandaloso. Non è certo una discriminazione o una accusa generica per chi manda i marmocchi dai privati. È solo un banalissimo indicatore economico e nulla più. Ovvio che gli uomini di chiesa (si legga l’intervista di ieri sulla Stampa, al riguardo) e i cattolici abbiano qualcosa da ridire. Sia perché la strategia del vittimismo paga, sia perché quando si tratta di chiedere gli sghei la Chiesa è sempre in pole position.

  Argomenti? I soliti: “discriminazione” verso i cattolici, violazione di una libertà costituzionalmente sancita, niente aiuti economici da parte dello Stato. Si attende con ansia l’accusa verso il complotto ateo massone mondiale.

  Ma è così? No, come abbiamo visto è un  banalissimo indicatore economico, non differente dal ritenere il possedere una Ferrari un indicatore di un probabile reddito superiore ai 5.000 euro annui… Sfortuna vuole che i cattolici abbiano un approccio piuttosto elastico con la realtà e non si accorgano di una simile banalità. A meno che non siano leggermente preoccupati per questa lotta all’evasione. Ma Dio non faceva sì che gli uomini seguissero le leggi? Ma questa è un’altra storia…

  Ma entriamo nel discorso più in generale. Se tu cattolico vuoi mandare il pargolo dai preti, qualcuno vuole impedirtelo? No. Ma allora dove nasce il discorso sulla libertà violata? Semplice, loro vogliono che il suddetto pargolo (il loro) sia mandato a scuola (la loro) ma pagate dallo Stato (cioè voi). Ricapitoliamo: non vogliono che il pargolo viva con il vostro, figlio di pvoletavi e atei massoni satanisti, ma vogliono che siate voi a pagare la scuola al loro figlio. Altro che libertà, qui si tratta di sghei! E se avete il coraggio di dire no hanno pure la faccia tosta di lamentarsene.

  Tralasciando l’ovvia obiezione che l’integralismo non aiuta il confronto con chi ha la “colpa” di essere diverso, la domanda è: ma siete scemi? Pagate la scuola agli altri? Già che ci siamo, se volete pagarmi il mutuo della casa non mi offendo, eh. Al massimo strillo di un complotto ateo massone contro di me…

 

  Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 29, 2009 14:12 | Permalink | commenti
categoria:scuola, cattolici, evasione fiscale
lunedì, 13 aprile 2009

Girovagando su Internet (tutto pur di non studiare) mi sono imbattuto in una discussione su un forum. Un persona, presumibilmente religiosa, chiede perché gli atei siano favorevoli all’aborto e propone di attuare un confronto fra “culture” (presumo della “vita” e della “morte”…). Sfortunatamente la discussione non ha preso il via, perdendoci così delle chicche fondamentali per la storia dell’umorismo umano. Ma è sufficiente il quesito mosso per avere molto materiale a disposizione.

  Tanto per iniziare non esiste un movimento o una cultura atea. Sotto questa etichetta si muovono le più disparate persone, molte delle quali del tutto incuranti della questione. Siamo davanti al cosiddetto effetto alone: riscontrare un comportamento in una persona per poi estenderlo a tutta la cultura, etnia e così via. Come dire che tutti i Siciliani siano mafiosi, per intenderci. Quindi l’equazione “ateo= favorevole all’aborto” non è valida. Salvo avere dati statistici di segno opposto, ovviamente. Li avete?

  Il confronto fra culture, quindi, non è fattibile non essendocene una atea. Per la questione, invece, io inviterei all’uso della razionalità. Se si vieta l’aborto non ve ne saranno più? No, li si farà in segreto (come un tempo) con effetti facilmente prevedibili. Il legislatore si mosse proprio per far fronte a questa problematica, con il chiaro intento di ridurre l’entità del fenomeno. E i dati statistici degli ultimi decenni gli hanno dato ragione. Quindi essere “favorevoli” o “contrari” è un comportamento tanto incomprensibile quanto infantile. Se c’è un problema si cerca di risolverlo e nulla più.

  Nella categoria degli infantili rientra anche Giuliano Ferrara con la sua lista, poi abortita, “aborto, no grazie”. Bene, benissimo, ma come si proponeva il nostro di risolvere il problema? Nel paese non vi sono abortifici e in ogni clinica vi è del personale per far fronte alla situazione e per fornire supporto psicologico. Si fa tutto ciò che può essere fatto per ridurre l’entità del fenomeno. Spargere un’immagine opposta nel paese è solo disonesto. E puta caso il nostro Ferrara ci ha provato. Ma ripongo il quesito: come intendeva far fronte al problema? Boh. Che dire, a me non piace una giornata nuvolosa. Quindi via alla lista “sì al sole”  e subito tutte le giornate saranno soleggiate. Sole per tutti! Ma per favore…

  Il richiesto confronto culturale, però, ci fa capire come ‘sta gente sragioni. Invece di basarsi su fatti e soluzioni razionali ci si basa su deliri culturali. E sulle fantasie. Si veda al riguardo le cosiddette “mamme erode” che nella fantasia culturale cattolica dovrebbero essere abbonate all’aborto. Ovviamente sono donne di successo, egoiste, relativiste e il solito armamentario usato dai religiosi. La fantasia corrisponde ai fatti? No, perché la maggior parte di chi abortisce appartiene alle fasce sociali più svantaggiate: poveri, immigrati, spesso clandestini. È una questione di soldi, non di cultura. Ma, se non rammento male, i cattolici seguono l’insegnamento di Gesù detto il Cristo. Il quale invitava a spogliarsi dei beni e di darli ai poveri (l’episodio del giovane ricco vi dice niente?). Ergo i nostri impavidi paladini potrebbero occuparsi economicamente delle potenziali candidate all’aborto. Volete mettere un telefonino, gli abiti firmati, una Tv con una vita? Visto? Problema risolto, altro che Ferrara. A meno che i paladini della vita siano tali a costo zero…

  Non cultura, ma razionalità. E coerenza.

  Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 13, 2009 13:29 | Permalink | commenti
categoria:aborto, cattolici, la vita è sacra, aborto no grazie
lunedì, 23 marzo 2009

 Dopo il viaggio in Africa e relative conseguenze, dopo l’affaire Williamson, ecco che arriva l’accusa dei vescovi per voce di Bagnasco. Il Papa è stato “irriso e strumentalizzato”, un trattamento indegno per una “guida spirituale”, vi è stata un’ “insistenza pregiudiziale delle agenzie internazionali” e le dichiarazioni di politici e agenzie internazionali sono state all’insegna della superficialità. Strano che nessuno abbia gridato al pregiudizio anticristiano e al complotto ateo-massone. Ma è davvero così?

Scorrendo le reazioni non direi proprio, anzi. Addirittura abbiamo riscontrato una difesa da parte di Berlusconi e Franceschini (chissà perché la cosa non mi stupisce…): il Papa ha diritto alla libertà espressione. Vero, e chi gli dice nulla? Ci si dovrebbe ricordare, però, che alla libertà d’espressione segue la responsabilità di quanto detto, nonché la disponibilità a raccogliere le obiezioni (nell’umanamente possibile). Ed è questo il punto: ai cattolici (o ai religiosi in generale) non va bene che qualcuno possa sostenere il contrario delle loro convinzioni, meno che mai eventuali confutazioni. Per questo si tira in ballo la storia della “guida morale”. E che vorrebbe dire, che in quanto tale il Papa o chi per lui può dire tutto e il contrario di tutto in modo apodittico e insindacabile? Proprio per via di questa sua natura da “guida spirituale” dovrebbe, invece, essere più esposto alle obiezioni, nonché più umile nel rapportarsi con la gente. A meno che il Papa non sia il Papa e tutti gli altri non siano nessuno. Comprese anche le altre, e numerose, “guide spirituali di questo pianeta.

Ma i cattolici come si rapportano con i diversamente credenti e i non credenti? Abbandonata, dopo il Concilio II, la pretesa di essere l’unica fede, proprio per mano di Ratzinger si assiste ad una restaurazione pre-concilio. Della serie non siamo gli unici nel giusto (perché? Perché lo dico io… vedasi titolo del post, misero laicista, nichilista e relativista), mentre tutti gli altri sono nel migliore dei casi degli ignoranti (non conoscono la vera verità), oppure nei peggiori stupidi (non la riconoscono) o addirittura empi (persistono). Rispetto, eh.

Verso chi la pensa diversamente su una qualunque questione la via è semplice: loro sono atei (e stupratori: http://metilparaben.blogspot.com/2009/03/ateo-stupratore-by-firetrip.html; tra l’altro grazie a Bagnasco scopriamo che “il vero scontro di civiltà è quello fra credenti e non credenti. Non quindi un conflitto fra culture religiose diverse, ma tra chi fa discendere l'uomo da Dio, e da chi lo colloca nel mezzo di un'evoluzione ancora in corso «nell'esasperato paradigma evoluzionista»”), massoni, nichilistici, relativisti, edonisti, senza valori, interisti, e tutta una serie di parole che non vogliono dire niente ma che vengono usate come un randello. Per l’amor del dialogo, ovviamente.

Insomma, perché Bagnasco se ne è uscita con ‘sta sparata? Il motivo è semplice. Quando sei in difficoltà attacca gli attaccanti. Meglio se con argomenti falsi e capziosi. D’altronde stiamo parlando di gente che ha tenuto il potere per 2000 anni solo con la forza delle parole. E stiamo parlando di gente che detiene la “vera verità”. Che bisogno hanno di dialogare con il prossimo e ascoltarne le argomentazioni?

Z.M.

 

P.S. Per il testo integrale della prolusione di Bagnasco (23 marzo 2009, oggi): http://www.avvenireonline.it/cei/Prolusioni/20090323.htm.

postato da: Pippem alle ore marzo 23, 2009 22:39 | Permalink | commenti (3)
categoria:papa, cattolici, preservativo, negazionisti, williamson
giovedì, 19 marzo 2009

Ovvero concordo con la sparata sul preservativo? No, così come non concordo con le sparate precedenti (e quelle future). E allora in cosa appoggio il “pastore tedesco” (bella trovata de il Manifesto… e poi uno si chiede perché nessuno lo compri)? Lo appoggio e concordo con lui nel richiamare all’ordine i religiosi. Troppo spesso la religione è un mero contenitore dove ognuno ci mette quello che vuole, segue quello che vuole. Fino a giungere nella curiosa specie dei credenti non praticanti. Le cose in cui credono hanno così tanto valore dal guardarsi bene da metterle in pratica.

Almeno il Papa è chiaro e coerente. Se siete cattolici dovete seguirne la dottrina. Essa è superata, non più al passo dei tempi? Delle due l’una: o l’intera religione è interpretabile secondo il mutare dei tempi- ma allora come la si può proclamare infallibile? Allora anche lo stesso concetto di dio è soggetto a cambiamenti- o  non lo è. D’altronde i libri sacri sono tali perché scritti secondo ispirazione o su dettato  divino.

Consci del problema gli uomini di chiesa sono soliti “sorvolare” su alcuni poco edificanti passaggi dell’antico e del nuovo testamento, approfittando della scarsa memoria storica della gente, per far proprie conquiste sociali e politiche che i loro predecessori avversarono con tutta la forza a loro disposizione. Tanto per citare qualche esempio: libertà di culto (e non), libertà d’opinione, ruolo della donna. E poi abbiamo i Marcello Pera di tutto il mondo che ti vengono a dire che il Liberalismo è nato in seno al cristianesimo…

Sia come sia, ognuno di noi è libero di seguire e credere ciò che più gli aggrada (o almeno uno stato liberale funziona così). Per un cattolico non dovrebbe essere così, visto che a rigor di logica dovrebbe seguire la dottrina della Chiesa. Non volete farlo? E qual è il problema? Significa che non siete cattolici.

Z.M.

 

P.S.

Devo dire che la furente reazione di mezzo mondo alle parole del Papa mi ha decisamente spiazzato. La posizione della Chiesa era già nota, così come le idee (restauratrici) del pontefice a riguardo della dottrina. Curiosamente a muoversi sono stati paesi insospettabili, ovvero la Francia del nuovo corso della “laicità positiva” di Sarkozy e la Germania (con a governo la Cdu e con la Merkel al comando) che non è propriamente un paese di senza dio (ruolo che spetta ai paesi scandinavi e alla Repubblica Ceca). Se fosse stato il “laicista” Zapatero capirei, ma vista la situazione… Immagino che il discorso tenuto in questo post valga anche per loro. Oh cattolici, ma in che credete?

postato da: Pippem alle ore marzo 19, 2009 22:27 | Permalink | commenti
categoria:religione, papa, cattolici, preservativo
mercoledì, 18 marzo 2009

In questi giorni il Parlamento ha dato inizio alla farsa della discussione del “Testamento biologico”. Come procede? Come al solito: quando si vuole vietare una libertà si contrappone ad essa un fantomatica “vera libertà” (così come quando si vuole promuovere un vizio si contrappone alla virtù una “vera virtù”).

  Come dovrebbe essere una legge che inneggia alla libertà? Semplice: ognuno decide per sé, in pieno delle proprie facoltà mentali e dopo una dovuta informazione, e la sua volontà diventa legge. Come procede la legge? Da una parte vengono messi ostacoli burocratici (la volontà è da confermare ogni tre anni e davanti ad un notaio), da una parte si gioca con i sofismi. La proposta di legge garantisce (nonostante gli ostacoli sopra citati che di fatto inficiano il tutto) la scelta o meno delle cure (anche se è tutto da vedere il ruolo del medico: la volontà è indicativa o cogente?), ma molto elegantemente mette un limite. Potete scegliere se continuare la somministrazione o meno di un farmaco, ma non di fare a meno della ventilazione e dell’idratazione.

  Questa scelta è semplicemente ideologica. Senza i farmaci il corpo non dura, quindi con buona pace dei teocon, comunque il corpo morrà. Qual è il problema, quindi? Per il principio che sta alla base, fanciulli e fanciulle.

  Prima di tutto: voi le tasse che la pagate a fare? Io le pago per avere servizi, fra i quali quelli sanitari. Ma attenzione: sono servizi che io decido di usufruirne. Se passa la linea del governo e di parte della setta degli “ippocratici”, cioè quei operai del settore sanitario che te la menano con ‘sto cavolo di giuramento (provate a farvi operare senza avere una lira da un doc privato… allora sì che conta il “giuramento di Ippocrate”), saranno loro a scegliere sul vostro corpo a dispetto della vostra volontà. Quanto ci vorrà prima che vi vengano a dire cosa dovreste mangiare e come dovreste comportarvi? Quanto ci vorrà prima che vi vengano a dire come dovreste vivere?

  Il bello dei fanatici dell’attaccamento alle macchine (i “pro life”, autonominatasi tali ovviamente) è il loro argomentare. Prendiamo due esempi. Il primo è quello proposto da Socci in una puntata di Otto e mezzo. A parer suo, il permettere la sospensione della nutrizione avrebbe comportato il rischio di comportamenti analoghi coi mocciosi. Perché non potrei sospendere la loro alimentazione? Mah, non saprei, forse perché non c’è un’espressione, documentata e legale, di volontà? Non serve? E allora nutriamo forzatamente chi fa la dieta. O chi protesta. Ce lo vedete Gandhi obbligato a mangiare per decreto di un ministro socciano?

  Sempre  a Otto e mezzo (che della departita di Ferrara ci ha guadagnato eccome, detto en passant) oggi è  andata in scena Eugenia Roccella. A pare suo il progetto di legge è una forma di tutela per i più deboli, i più fragili. Insomma quei decerebrati che non sono in grado di scegliere con la propria testa e che necessitano dell’intervento di sua maestà lo Stato. Al che porrei un quesito: ma se ‘sti sciocchi, ‘sti decerebrati, ‘sti bamboccioni sono così influenzabili, non sono un pericolo per sé stessi e per gli altri? E chi corrisponde a questa definizione non è chi finisce in gattabuia? Perché votano? Perché sono liberi se non possono essere responsabili delle proprie azioni?

Insomma il quesito di fondo è semplice: voi, voi che leggete, siete adulti responsabili in grado di decidere con la propria zucca o siete un paio di bamboccioni? Se siete i secondi, allora, perché siete voi a decidere cosa mangiare, quale lavoro svolgere, cosa leggere… perché non vi fate dire queste cose dallo Stato?

  Per concludere vorrei occuparmi di un ultimo sofismo. Sulla questione vi sono due posizioni: da una parte quella religiosa che afferma che l’uomo non possa decidere sulla propria vita (e perché allora decidete che cosa fare da grandi?), dall’altra quella dei liberali che sostiene la libertà di ognuno di scegliere per sé (e solo e solamente per sé). I primi sono soliti affermare che se a passare è la seconda linea allora è comunque un’imposizione, l’imposizione dell’idea che ognuno possa decidere della propria vita. Vero, ma vale anche il contrario. Che fare, quindi? Facile a dirsi: imponiamo che ognuno decida secondo la propria volontà e secondo il proprio (eventuale) credo, tanto per i cattolici, tanto per i liberali. Che dolce imposizione, non trovate?

  Z.M.

postato da: Pippem alle ore marzo 18, 2009 21:53 | Permalink | commenti (2)
categoria:libertà, cattolici, eugenia roccella, liberali, testamento biologico, la vita è sacra
martedì, 10 giugno 2008

Occupiamocene seriamente, adesso. Sull’argomento vi è un po’ di confusione. La laicità riguarda due sfere, quella politica e quella religiosa.

Chiedere che la Chiesa cattolica non si intrometti nella vita politica è semplicemente impossibile. Anzi, è antistorico. Il Cristianesimo è intrinsecamente connesso con il potere politico da almeno il 4° secolo. Nonostante ciò non è difficile sentire, dai soliti scimmioni umanistici, che il Cristianesimo ha effettuato la separazione fra Stato e Chiesa. In virtù dell’evangelico “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Curioso, no? Una frase è in grado di contraddire due millenni di storia. Non c’è che dire, i cattolici fanno miracoli…

La separazione fra le due sfere è avvenuta grazie al movimento illuminista, nell’alveo delle riforme avvenute nel 18° secolo. Prima di allora era normale che la Chiesa fornisse legittimità al potere politico, nonché i quadri amministrativi. Anche se questo fenomeno è stato in continuo declino fin dall’11° secolo. Tuttavia il processo è stato portato a termine solo nel 18° secolo. Altro che una frasetta del Vangelo.

A riprova prendiamo gli Ortodossi. In questa setta religiosa il fenomeno non è avvenuto. Fino alla rivoluzione del 1917, la sfera religiosa era intimamente connessa con quella politica. Saran Cristiani pure loro, o no? Dicasi lo stesso con le varie sette Protestanti.

Se non vivete in una teocrazia ringraziate gli Illuministi, non i Cristiani. Guarda caso il mondo islamico non ha conosciuto un movimento simile. E infatti non c’è separazione fra Stato e Chiesa. Coincidenza, eh.

Sia come sia, se uno Stato non è laico non è colpa tanto della religione, ma quanto della politica. Al massimo si può chiedere un po’ di cortesia. Un conto è parlare in termini generali- tipo l’aborto è brutto- un conto è dire che la legge x dello stato y non va bene. Sennò Napolitano può dire che il Papa si veste in modo in ridicolo.

Come dicevo la responsabilità è della politica. Qualunque setta religiosa può dire quello che vuole, ma una politica laica la prende in considerazione come qualunque altra proposta (o anche no). Rammentando anche che lo stato è aconfessionale. Cioè una confessione non può prevalere sulle altre. Certo che se hai dei politici senza palle non puoi pretendere molto.

E la storiella dell’identità? Bel discorso, purché ci si rammenti che l’identità delimita quel che siamo, non quello che dovremmo essere. Voi siete Cristiani? E perché non vi comportate come tali? Ma se escono sempre statistiche impietose in cui i “cattolici” italiani non sanno manco chi è Mosé, figurarsi l’aver preso in mano un Vangelo. Cristiani, eh.

Rammentando il verbo:

 

13. Guai a voi, scribi e farisei, voi ipocriti! Assomigliate a sepolcri imbiancati che all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e di simulazione.

 

Z.M.

postato da: Pippem alle ore giugno 10, 2008 22:34 | Permalink | commenti
categoria:religione, islam, cattolici, laicità
martedì, 10 giugno 2008

Al dispetto di quel che dicono i soliti relativisti comunisti, nel recente incontro fra Berlusconi e sua santità (l’altra, non Berlusconi) non vi è stata alcuna violazione della laicità. Nell’incontro, nonché negli interventi precedenti, la Chiesa ha disquisito, legittimamente, di tasse, sicurezza, vita (cioè aborto, eutanasia, leggi varie), laicità stessa. Per la fretta si è dimenticato di menzionare che il Sacramento del matrimonio è sacro e l’aver 2 mogli non aiuta. Nulla di che, può capitare. Cosi come capita che nel Vaticano si parli di politica e non di Cristo. Nulla di che, può capitare.

Si è solo temuto quando sua Santità (Ratzinger, non l’altra) si è lasciata andare su un improvvido commento sulle scarpe del Premier, attuale Presidente del Consiglio. Il quale ha cordialmente, ma fermamente, ricordato il valore della vecchia formula “libera Chiesa in libero stato”, ricordando tuttavia che si tratta di laicità, non laicismo.

Cos’è il laicismo, dunque? Si tratta di un mortale errore, che porta erroneamente a pensare che la Chiesa non ha sempre ragione e che non siano solo i cattolici ad aver valori e principi vari. Nonché il mettere in dubbio che i valori cattolici siano non negoziabili, espressione della vera verità. Uff, dannati laicisti. Come si può dialogare con costoro, questi arroganti superbi, se non capiscono che solo i cattolici hanno la vera verità?

Grazie alle due santità! Con il loro fulgido esempio ci rammentano la bellezza del confronto costruttivo con il prossimo. Basta che costui si renda conto che è sempre nel torto. E nel caso della Santità che si occupa della politica italiana (Berlusconi, non l’altra), grazie a lui ci ricordiamo che in Italia esistono solo i cattolici. O, al massimo, se gli altri non credenti o diversamente credenti esistono, ci rammentano che non contano. Grazie, vostre santità!

Z.M.

postato da: Pippem alle ore giugno 10, 2008 22:10 | Permalink | commenti
categoria:papa, , berlusconi, cattolici, laicità, santità
lunedì, 26 maggio 2008

In ambito cattolico si è soliti opporsi a ciò che non è “naturale”. O, meglio, a ciò che non lo è per loro e a ciò che fa comodo loro che non sia. Vedi l’omosessualità. Non è naturale dicono lorsignori. Chi si prende la briga di andare a spiegarlo a quel migliaio di specie animali (mammiferi) che la praticano?

Al che controbattano che non si deve fare perché non ci si riproduce e, quindi, non è naturale. Peccato che non tutti gli animali si riproducano, ma solo il maschio dominante. E peccato che un omosessuale sarà pure un culattone, ma di certo non è impotente. A far figli, se vuole, lo può fare. Comunque sappiate che i preti, allora, sono contro natura.

Sia come sia, perché ‘sta storia del naturale non la si applica in altri ambiti? L’aereo e la auto non sono naturali. Se il tizio barbuto seduto sulla nuvola avesse voluto che gli esseri umani volassero, avrebbe dato loro un bel paio di ali. Piumate, naturalmente.

Per analogia il discorso vale per tutta la tecnica. O la si rifiuta perché non naturale, o si accetta che tutto ciò che accade in natura è naturale. Anche stupri, omicidi e stragi. Ma, allora, da dove deriva il senso morale? Dall’anima? No, dall’intelligenza. I comportamenti sopracitati sono irrazionali e irragionevoli. Per questo la morale, nel corso dei millenni, vi si è adeguata.

Sempre se si considera l’uomo una creatura naturale. Sbaglio o gli esseri umani sono tali per creazione e per l’anima, due concetti decisamente poco naturali? Vuoi vedere che, l’unico fra tutti a non essere naturale è proprio l’uomo?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore maggio 26, 2008 18:13 | Permalink | commenti
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