Con un lieve ritardo di 35 anni- da quando venne lanciato l’allarme dell’esaurimento delle risorse- la politica si è accorta che le risorse di questo pianeta non sono propriamente infinite. A salire alla luce della ribalta è la crisi energetica prossima ventura. Che fare con un petrolio sopra i 100 dollari? A riguardo vi sono diverse strategie.
Tempo fa Prodi suggerì di tornare al carbone. Sì, è vero, non mettetevi a ridere. In effetti allo stato attuale le riserve di carbone dovrebbero durare un paio di secoli…. in teoria. In pratica no. La domanda dell’energia è in rapida crescita e le riserve non dureranno neppure mezzo secolo in caso di uso generalizzato del carbone. Senza contare che di ingenti giacimenti in Italia non vi è neppure l’ombra.
Il centrodestra propone il ritorno al nucleare. Ma le problematiche sono le stesse. Le riserve non sono infinite. Il costo non farà che aumentare, seguendo pari pari una domanda sempre più impazzita. Senza contare i rischi per la sicurezza e i danni ambientali.
Passare all’uso generalizzato del mais? Certo, se questo pianeta fosse dieci volte più grande e con nessuna bocca da sfamare. Invece di coltivare per riempirsi la pancia, gli umani che fanno? Coltivano per mettere la benza nelle macchine. Geniale.
E quindi? L’ideale sarebbe una rivoluzione energetica su base tecnologica. Il binomio fusione nucleare ed uso generalizzato dell’idrogeno. Ma se per il primo si dovrà aspettare, nelle più rosee previsioni, almeno il 2040, per il secondo non ci sono solo problematiche tecniche ma, soprattutto, logistiche. Qual è il requisito fondamentale per comprarsi una macchina? L’esistenza di una rete di rifornimento. Qual è il requisito fondamentale per la costruzione di una rete di rifornimento? La presenza di un grande quantitativo di autovetture. Insomma, un altro dilemma.
Che fare, dunque? Prima di cercare una soluzione, direi di partire da una domanda. Ma siete proprio sicuri, ma proprio sicuri che ci sia un bisogno maggiore di energia? Ma siete proprio sicuri, ma proprio sicuri che l’energia prodotta venga effettivamente utilizzata?
Prendiamo le automobili. Com’è possibile che esistano auto che (in teoria, eh) con un litro di benzina fanno
E le case? Siete sicuri che siano progettate e costruite in termini di efficienza, di risparmio? Prima di aumentare la produzione, io cercherei di contenere gli sprechi. Questo vale per le costruzioni, per le autovetture, per l’illuminazione.
Fatto questo si può pensare alla produzione. Nucleare o carbone? Nessuno dei due. Non c’è neppure bisogno di creare qualcosa da zero, basta copiare quanto avviene in Germania. Il solare! Energia gratis e in quantità abnormi! Oltre alla costruzione di centrali a solare concentrato, la vera idea è quella di smantellare la tradizionale rete gerarchica, composta da un unico centro di produzione, per passare ad una rete multipolare, composta da più centri. Per farlo bisogna piazzare i pannelli fotovoltaici su ogni tetto disponibile, rendendo autarchici il maggior numero di case possibili.
Altra innovazione importantissima è lo sfruttamento “intelligente”. Il solare non è una forma di energia disponibile a qualunque ora. Per non oberare la produzione, la scelta più intelligente è quella di suddividere la domanda in diverse parti del giorno. Esattamente come stanno facendo in Germania, con risultati eccellenti. L’idea è di passare dal 95% di energia prodotta dai combustibili fossili e dal 5% dalle rinnovabili, al 95% prodotta dalle energie rinnovabili e solo dal 5% dai combustibili fossili. Non dimenticate che oltre al solare si può sempre utilizzare l’eolico, le biomasse, la geotermica…
Negli Stai Uniti, invece, stanno progettando la totale autosufficienza energetica entro il 2100 con il solare. E l’Italia? Pensa al carbone…
Z.M.
categoria:nucleare, solare, carbone, energie rinnovabili, crisi energetica, combustibili fossili




