giovedì, 20 marzo 2008

Il seguente articolo lo potete trovare al sito http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4424. L'orco, ovviamente, è Giuliano Ferrara...

 

DI DANIELE LUTTAZZI
Il Manifesto

Dalla premessa che l'embrione è vita umana, l'Orco inferisce che l'aborto è omicidio e quindi va sospeso in tutto il mondo. A nulla vale ricordargli che l'aborto è moralmente giustificato quando in gioco c'è la salute della madre o l'embrione è gravemente malato; e che comunque spetta alla madre decidere: l'Orco si dice d'accordo con la 194, ma insiste (ci sono le elezioni) con gli effetti truculenti di cui è maestro.
Per persuadere il lettore che la guerra in Iraq era giusta non esitò a pubblicare sul suo Foglio quattro pagine a colori di foto di ostaggi decapitati dai terroristi di Al Qaeda, anche se Saddam e l'Iraq non c'entravano nulla con Al Qaeda, e i terroristi che tagliavano teste erano la conseguenza di quella guerra. Grand Guignol retorico: dice che le donne non sono assassine (e intanto lo implica); accosta la pena di morte all'aborto (un deja vu che ha una sua ironia tragica: all'Onu, questa strumentalizzazione fu usata da sei stati per opporsi alla moratoria della pena di morte.
Erano Egitto, Libia, Iran, Sudan, Usa e Vaticano! ); si augura di avere la sindrome di Klinefelter (e chiede a sua moglie di pregare affinchè gli esami clinici lo confermino, una richiesta che è tutta una poetica); invoca che tale sindrome sia cancellata dalla lista delle malattie che giustificano l'aborto (non c'è mai stata nessuna lista del genere); vuole seppellire i feti abortiti (che però non sono persone, e infatti la Chiesa non li battezza); affigge in tutt'Italia manifesti con la scritta «Abortisce per un reality» (notizia falsa ); si atteggia a convertito (ma un convertito senza carità è solo un inquisitore che sorveglia e punisce); fa una similitudine impropria fra libertà delle donne e demografia coatta in Cina (in realtà questa è contro quella); si supera col paragone osceno fra aborto e Shoah.
Insomma una provocazione continua, un insistente marchiare con infamia. Poi si offende se lo contestano ai comizi, che sono il suo piccolo teatro dell'atroce (l'obbrobrio come anatomia politica: frugare nel corpo delle donne, disarticolarlo, ricomporlo, è al contempo un rituale di supplizio e una tecnica di potere). Infine trabocca: «Sulle porte delle cliniche abortiste dovrebbe esserci lo slogan 'Abort macht frei' così come all'ingresso di Auschwitz c'era scritto 'Arbeit macht frei'». E qui un lettore gli dà del fesso: aborto in tedesco si dice abtreibung. «Abort macht frei» significa «La latrina rende liberi». Lo ritrovo dove l'avevo lasciato.

Daniele Luttazzi
Fonte: www.ilmanifesto.it
Link: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/19-Marzo-2008/art4.html
19.03.08

postato da: Pippem alle ore marzo 20, 2008 20:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:giuliano ferrara, campagna elettorale, ipocrisia, aborto
sabato, 23 febbraio 2008

Personalmente non sono un grande stimatore di Veltroni. Non amo affatto la faccia di bronzo con cui può affermare di essere un homo novus. Né amo il suo ecumenismo, il suo voler piacere a tutti. Non amo certe sparate patetiche come il terzomondismo o il patriottismo all’amatriciana. Ma una cosa gli è dovuta. Gli si deve rendere atto dell’abilità con cui finora è riuscito ad impostare la campagna elettorale.

Il primo atto riguarda la capacità di dissimulare il suo passato da politico di lungo corso. La già citata storiella dell’ homo novus. Detto da uno che è già stato consigliere comunale, vice premier e sindaco di Roma…

Il secondo atto riguarda la capacità di impostare i temi di questa iniziale campagna elettorale. Prima è partito con la storia del rinnovamento delle liste elettorali, poi si è lanciato all’offensiva per ottenere un “Parlamento pulito”, ovvero di non candidare persone con guai con la giustizia. E Berlusconi? Incredibilmente, è sembrato in difficoltà, obbligato a inseguire l’avversario. Curioso per una persona che si è sempre trovata a suo agio nell’agone elettorale. Per il momento è il Kennedy –uno che, probabilmente, ha vinto grazie ai voti della mafia, non dimentichiamolo- all’amatriciana a detenere l’iniziativa.

Altro punto interessante riguarda la considerevole affinità di programma fra il Pd e il Pdl. Più che programmi differenti, infatti, si potrebbe parlare di variazioni dello stesso programma. I punti salienti sono condivisibili. Meno tasse, più salari, modernizzazione del paese… Con una piccola dimenticanza , però. Né Veltroni né Berlusconi hanno detto come intendono realizzare tali progetti. Un elettore accorto non dovrebbe badare solo a cosa si dice, ma anche, se non di più, a come si intende realizzare quanto promesso.

Al di là di tutto ciò, trovo sciocco lamentare l’affinità tra programmi. Se vi è un problema non c’è una soluzione di destra o sinistra, ma una giusta o una sbagliata. Così come è altrettanto sciocco pretendere un netto cambiamento, ad ogni tornata elettorale, della politica. O giusto o sbagliato, non sinistra o destra. La politica non dovrebbe essere un gioco al lotto dettato dal caso. Un problema? Prima proviamo una soluzione a caso, poi un'altra. In teoria si dovrebbe ragionare...

Al massimo ci si potrà lamentare che le soluzioni proposte non sono adeguate e che i politici non dicono come intendono applicare le loro proposte elettorali. E, soprattutto, che in diversi punti siamo davanti all’inciucio.

Berlusconi vuole tenersi il conflitto d’interessi? Idem Veltroni.

Berlusconi vuole tenersi Retequattro, in barba alle sentenza europee? Idem Veltroni.

Berlusconi non vuole che la magistratura intercetti la politica? Idem Veltroni, con la differenza che quest’ultimo è contrario alla pubblicazione di atti, quelli processuali, che non sono coperti dal segreto dal 1989. Visto il paese in cui viviamo ciò vorrebbe dire che i vari Fazio, i Moggi ed i furbetti del quartierino sarebbero ancora ai loro posti.

Berlusconi vuole fare la legge elettorale cojn Veltroni? Idem Veltroni, che la vuole fare con Berlusconi.

Berlusconi parla già di larghe intese? Idem Veltroni…

A questo punto sorge spontanea la domanda: qual è la differenza fra il PD e il PdL? Se si amano tanto, perché non si fanno già un partito unico?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore febbraio 23, 2008 17:55 | Permalink | commenti
categoria:campagna elettorale, berlusconi, veltroni, differenza pd e pdl