lunedì, 26 maggio 2008

Sul sito http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/10916/ ci si pone questo interrogativo: è arrivata la fusione nucleare? Per saperne di più visitate il sito.

Notizia, a suo modo, divertente. Se io fossi un giornalista la metterei in prima pagina. Pagina occupata, in Italia dalla spazzatura. Paese nel quale, guarda caso, non ne parla nessuno. In compenso sono su tutti i Tg le due discinte fanciulle che hanno invaso il campo dove si allena la nazionale. Che grande paese…

Comunque sia, la fusione nucleare è un importantissimo passo in avanti. Ma anche uno in dietro. Se il binomio nucleare e idrogeno si realizzasse, avremmo nuovi problemi. Con un impatto ambientale zero, nulla potrebbe fermare il flusso di capitali e merci che imperversano per il mondo. Eccetto che, ovviamente, il prossimo esaurimento delle risorse. Ma con un reattore funzionante si potrebbe cominciare a condurre viaggi interplanetari… Mi fermo. Nessuna classe governante riesce a vedere più in là di 5 anni, figurarsi di 50-100 anni. Purtroppo.

Ricordo, tuttavia, che il riscaldamento globale e la pressione antropica sul pianete ne verrebbero ridotte, ma non eliminate, se questa notizia risultasse vera. Perché? Perché il 30% delle emissioni serra è da imputare all’agricoltura e all’allevamento. Senza contare l’erosione dei suoli, l’edificazione selvaggia… Mi spiace, ma c’è sempre e comunque qualche atteggiamento da cambiare. E non sono pochi.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore maggio 26, 2008 18:45 | Permalink | commenti
categoria:giornali, cambiamenti climatici, tg , fusione nucleare
venerdì, 23 maggio 2008
Dire che non me l'aspettavo, sarebbe mentire. Il nostro allegro ministro dello Sviluppo Economico, del quale mi sfugge nella mia ignoranza momentaneamente l'utilità, ha profetizzato che entro i prossimi cinque anni verrà messa la prima pietra delle nuove centrali nucleari italiane, per ricondurre il nostro paese nell'era della fissione atomica, della quale pare sentissimo la mancanza.

A questo punto, mi direte tutti in coro: "sei il solito retrogada mangiabanane che rifugge il progresso!". Forse. Ammetto che spiegare le molteplici ragioni del mio no al nucleare potrebbe essere lungo e farraginoso.
E probabilmente mi serviranno più post, ma è una cosa che va fatta.

Chiariamo, innanzitutto, che non sono contrario al nucleare in sè per sè. Sono anzi convinto che sia una forma di energia ineccepibile, relativamente pulita, relativamente poco costosa con ampi margini di sviluppo. Dov'è l'inghippo? Sono contrario al nucleare in ITALIA ORA.
Cerchiamo di mettere le cose in ordine:

1. Il nucleare in questo paese è stato dismesso. E' stata compiuta una scelta, per altro con il senno di poi riprovevole, che ha fatto si che smantellassimo le nostre centrali. Abbiamo speso dei soldi per smontarle, alcune, vedi Trino Vercellese, è ancora là mezza viva mezza morta. Tornare indietro è un nonsense, ma si potrebbe tentare, sempre che ci siano dei soldi da buttar via.. E di tanti problemi che ha questo paese ora, non mi sembra prioritario.
2. Il problema delle scorie. Abbiamo ancora tonnellate di scorie radioattive che non sappiamo dove piazzare. Molte le vendiamo ai tedeschi. Non siamo stati in grado in decenni di costruire impianti o siti di stoccaggio tali da poter far sparire le scorie che vengono quotidianamente prodotte dalle centrali termoelettriche. Il volume delle scorie prodotte dal nucleare, c'è da dire, è comunque relativamente ridotto. Ma, indubbiamente fortemente nocivo. Tutt'ora sotto la colata di cemento il nocciolo del reattore di Chernobyl è ancora più radioattivo di una bomba atomica. Piazzare queste scorie non sarà così semplice. Qualcuno si ricorda il putiferio che scoppiò anni addietro in Basilicata? Chi le vuole le scorie sotto casa sua? Uno stoccaggio ad Arcore secondo voi è fattibile?
3. L'efficacia del sistema. Allora, questo è un punto importante. Se il nucleare fosse stata la soluzione, ora tutti i paesi del mondo lo utilizzerebbero. E non solo Stati Uniti o i poveracci della Korea del Nord. La Germania, osanatta come modello tecnologico, sta lentamente abbandonando la strada del nucleare perchè ritenuta non perfettamente efficiente. E noi, ci lanciamo adesso? Che si tratti di un fuori tempo?
4. Inquinamento. Si sostiene che il nucleare sia una soluzione per l'effetto serra, perchè non producendo anidride carbonica sarebbe una manna per il raggiungiamento degli standard di Kyoto. Sta di fatto che le principali fonti della fissione nucleare, uranio e plutonio, sono limitate, e difficilmente estraibili. Alcuni studi sostengono che in breve tempo i costi di produzione di tali minserali, sia economici sia in termini di inquinamento, diveranno maggiori di quelli del termoelettrico. Dalla padella alla brace?
5. Applicazione sul territorio. Un paio di cifre sul nostro scalcinato paese. Il 50% della superficie è composta da montagna e colline. In questo, vive solamente il 20% della popolazione. Nessun altro paese ha una superficie montana paragonabile alla nostra, e nella restante metà dell'Italia vivono i quattro quinti dei nostri ragazzi. Cosa vuol dire? Beh, penso sappiate che costruire una centrale nucleare richiede alcune caratteristiche topografiche, come grandi afflussi di acqua e superfici estese, tali da non poter permettere un reattore in cima Gran Paradiso. E dato che la restante superficie è così densamente popolata da non avere rivali in Europa (questo, della pazza densità demografica del bel paese è un altro problema, che affronterò in un altro post) la domanda è lampante. La centrale nucleare, dove la mettiamo? Arcore va sempre bene?
6. L'ignoranza sulla sicurezza. Le moderne centrali hanno standard di sicurezza elevatissimi. Se si escludono le zone sismiche e le zone a rischio di alluvione e/o smottamento (oddio, della nostra italietta rimane poca cosa), oggi giorno sono a prova di bomba. Ma la gente non lo sa. E' tale la convinzione che siano nocive, che avremmo manifestazioni di tale entità da rimpiangere le manganellate di Venaus per la Tav piemontese. Non vogliamo l'inceneritore, figuriamoci il centralozzo nucleare.
7. Il rapporto costi/produttività. Ammetto di essere totalmente ignorante in materia, presto mi documenterò. Ma non credo che i costi di costruzione di una centrale di ultima generazione siano così ridotti. Avremmo dei benefici? Fra quanti anni? Forse al posto di spendere tutti  questi soldi su in sistema che è superato, perchè non appoggiare i nuovi pannelli solari progettati dall'equipe di Rubbia? Tutt'ora non so rispondere, spero che chi se ne occupi di queste cose se ne intenda. Spesso, parafrasando il tremebondo Andreotti, "a pensar male ci si azzecca".

E quindi? il governo sta sbagliando? Se ci fossimo mossi vent'anni fa, con un opportuna campagna di sensibilizazzione, forse ora saremmo una nazione potente libera di vivere con la sua energia. Ma la paura e l'ignoranza hanno trionfato una volta, ed adesso siamo in ritardo. Rischiamo di spendere una sacco di soldi, buttar via i nostri investimenti, perdere tempo in battaglie legali e scaramuccie popolari, e ritrovarci ancora una volta con un soldo di cacio in mano.

Per una volta, mi piacerebbe che in questo nostro scalcinato paese si guardi avanti. Al futuro, non agli anni 80. Mi piacerebbe vedere un paese dove si investe sul fotovoltaico e sull'eolico, dove si sensibilizza la gente sulla riduzione dei consumi energetici, dove ai bambini viene spiegato che il cambiamento climatico è reale e non una barzelletta da bar.
Mi piacerebbe alzarmi al mattino e vedere che le mie tasse sono spese per invogliare il cittadino ad investire nei pannelli solari casalinghi, e non dover rimpiangere i soldi sprecati per una centrale a pochi chilometri da casa mia che non verrà mai costruita.
Mi piacerebbe veder splendere il sole.

Ma ovviamente, fuori piove.

Mi scuso per il mio dilungarmi. Sono aperto a critiche ed osservazioni. Continuerò la mia battaglia di informazione sul nucleare in futuro. A presto.

That's all folks!

P4bl0
postato da: P4bl0 alle ore maggio 23, 2008 00:31 | Permalink | commenti (3)
categoria:energie rinnovabili, cambiamenti climatici, nucleare politica ignoranza
domenica, 20 aprile 2008

Nell’ultimo discorso da leader della cricca di Confindustriali, Cordi di Montezemolo ha posto il suggello alla sua presidenza. Diversi i punti toccati del bel Cordi.

L’attacco ai sindacati non è roba nuova, ma si segnala sia per l’atto di sciacallaggio politico- infierire dopo l’ultima debacle elettorale della sinistra, tradizionalmente vicina ai sindacati- sia per la difesa della Lega. Ormai il vero partito degli operai è quello “lumbard”. Va anche detto, tuttavia, che massacrare i sindacati, gli ultimi sindacati visti intendo, non è un’idea così malsana.

Ma il vero punto saliente è la piattaforma economica propugnata. Anche qui nulla di nuovo. Eccetto per un fatto. Ma gli industriali dove vivono? E, soprattutto, dove hanno intenzione di vivere fra una cinquantina d’anni? Ancora una volta la Confindustria si erge a paladina di un sistema economico che sta distruggendo un pianeta dal diametro di 12000 km. La mania di aumentare il PIL è semplicemente folle. Sotto la sigla PIL sta di tutto e di più. Anche gli incidenti stradali fanno aumentare il PIL- macchine da rifare, arredo urbano da riparare-, anche la produzione di armi e terremoti. Ma il che comporta che la gente viva meglio? No. Se Berlusconi e Montezemolo, o Moratti e Tronchetti Provera raddoppiano il conto in banca il PIL sale. Ma voi state meglio? No. Ma vi beccate le conseguenze del sistema economico. Come si è già scritto nel sito, gli ultimi prosperosi anni dell’Occidente sono stati una parentesi nella storia dell’umanità. Parentesi esistita solo grazie al fenomeno del sviluppo- sottosviluppo. L’Occidente stava bene solo perché gli altri stavano male. Paradigmatico il fatto che appena il resto del mondo dia segnali di ripresa in Occidente si tiri la cinghia. A chi è venuta l’idea di globalizzare l’economia? Agli Confindustriali. A chi toccherà pagarne il costo? A voi. La Globalizzazione presuppone la libera circolazione di merci, capitali e persone. La prima distrugge l’ecosistema- grazie CO2!- la seconda manda in crisi l’intero sistema economico- un battito d’ali di farfalla a Tokyo causa un uragano in Brasile… pensate che possono fare i soldi-  e la terza distrugge identità millenarie, senza contare il fenomeno migratorio che già sta causando problemi. E siamo solo all’inizio…

Ma l’aspetto più grave è che la Confidustria e suoi lacché politici hanno la testa durra. Non hanno ancora capito che il sistema economico attuale è insostenibile, con la minaccia costante dei cambiamenti climatici. L’aspetto più divertente è che non è la prima volta che un civiltà si autodistrugge. Era successo ai Maya. Distrussero talmente tanto il proprio sottosuolo che furono costretti ad un’epocale migrazione. Ma il vero simbolo della follia tocca agli abitanti dell’Isola di Pasqua. Disseminarono la loro isola di Mohai, le statue gigantesche, fino a devastarne l’ecosistema. Perché lo fecero? Boh. Forse per motivi religiosi, forse per motivi sociali, forse per motivi politici. Di fatto distrussero l’unico posto dove potevano abitare. Quando arrivarono gli Europei, si trovarono di fronte solo rovine e povertà.

Selvaggi, si sa. I ben più evoluti Occidentali han ben pensato di devastare un pianeta. Perché? Ma per il PIL, ovviamente. Ovvero per comprasi un SUV, una villa con piscina… E Cordi di Montezemolo? Non dice nulla. E tanto che gli frega. Quando i disastri accadranno- almeno tra tre o quattro decenni direi, ora siamo solo alle avvisaglie… contenti dei rincari a luce, gas, benza e cibo?-  i nostri Confindustriali saranno bei che defunti.

Chissà perché vennero costruiti i Mohai. Non sarà mica che li costruirono per aumentare il PIL?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 20, 2008 16:59 | Permalink | commenti (3)
categoria:economia, pil , cambiamenti climatici, confindustria, luca cordero di montezemolo