giovedì, 26 marzo 2009

 

di Andrea D'Avino.

Forse, avessero certi professori, gli studenti guerriglieri evocati dal ministro Brunetta non sarebbero cosi pericolosi. Se al posto di quei docenti che, per dirla con Cossiga, << fomentano i disordini e andrebbero picchiati selvaggiamente>>, andassero tutti a scuola dal professor Borghezio, probabilmente ci sarebbero meno scontri di piazza; magari prenderebbe fuoco qualche accampamento abitato da immigrati, ma d'altra parte si sa, qualche sacrificio in nome della sicurezza bisogna farlo. Ora, essendo l'europarlamentare leghista un avvocato, e non avendo mai praticato in nessuna aula accademica italiana, potrebbe apparire quantomeno stramba la possibilità che il corpulento padano possa dedicarsi all'insegnamento, che fortunatamente per ora esclude materie come "Fenomenologia della superiorità razziale" o "Storia della polenta taragna". E cosi, snobbato inspiegabilmente nel nostro paese, Marione si sposta in un'accogliente Francia, precisamente a un convegno del movimento di estrema destra "Nissa Rebela", dove la sua vocazione professoriale ha finalmente trovato sfogo. Invitato da Philippe Vardon, che la giustizia d’Oltralpe ha già riconosciuto colpevole non solo di islamofobia ma, anche, di ricostituzione di partito fascista, Borghezio ha prima rispolverato i classici cavalli di battaglia delle radici celtiche del suo popolo (<< Mi accusano di usare un simbolo fascista come la croce celtica sulla copertina della nostra rivista, ma io me ne frego!>>) e delle piccole e grandi battaglie da combattere per restare << Padroni a casa propria>>, per poi ritirarsi dallo scenario per trattenersi con pochi interlocutori, tutti militanti del partito transalpino. Ed è qui che inizia la lezione di prof. Padania, il quale, pensando di essere a riparo da orecchie indiscrete, si preoccupava di spiegare a degli attentissimi cugini francesi il segreto del successo della Lega Nord, e più in senso lato, come fare emergere a livello nazionale l'estremismo di destra, facendolo rimanere comunque all'interno dell'arco costituzionale. Queste le parole dell'eurodeputato: <<Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni, dovete insistere molto sull'aspetto regionalista del movimento. Ci sono molte buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici ma come un nuovo movimento cattolico, regionale, ecc., ma rimanendo sempre gli stessi alla fine. Penetrate ovunque potete, ma non dite alla gente che siete fascisti>>. La notizia, di pubblico dominio grazie alla videoinchiesta "Ascenseur pour les fachos" di Barbara Conforti e Stephane Lepetit, e rimbalzata in rete immediatamente su numerosissimi blog d'informazione, ovviamente non ha trovato spazio alcuno nel nostro paese, nè in tv nè nella stragrande maggioranza degli organi di stampa: che peccato, ancora una volta il dolce Mariolino non potrà essere il nostro professore preferito, ma tantoquanto a lui va bene, in un periodo cosi il rischio di ricevere una mela avvelenata da qualche gentile studente seduto al primo banco non è un'ipotesi cosi remota.

Video: http://www.youtube.com/watch?v=lk8vpuajKGc&eurl=http%3A%2F%2Fwww%2Efacebook%2Ecom%2Fhome%2Ephp&feature=player_embedded

postato da: Criptycxircom alle ore marzo 26, 2009 14:16 | Permalink | commenti
categoria:lega, fascismo, borghezio, vardon, nissa rebela