È stato presentato il Ddl sulla riforma della giustizia e l’iter parlamentare si presenta già in salita. Nel dettaglio il Ddl prevede:
1) Una ragionevole durata del processo, fissata a due anni per ogni grado. Superati questi limiti il processo sarà estinto. È presente, tuttavia, la facoltà dell’imputato di non usufruire dell’estinzione.
2) Sono previste deroghe se il dibattito è o rinviato per impedimento dell’avvocato o dell’imputato; se per procedere è necessaria l’autorizzazione a procedere o se il procedimento è trasferito ad altro giudizio; oppure il tempo necessario a conseguire la presenza dell’imputato estradando; se la sospensione è imposta da una particolare disposizione di legge. Non va considerato a fini della sospensione il tempo necessario per l’acquisizione di prove.
3) Le norme non si applicheranno per i casi in cui le pene superino i dieci anni o nel caso in cui l’imputato ha ricevuto precedenti condanne. In pratica ci sarà una corsia preferenziale per gli incensurati; non si applicheranno anche per chi si associa a delinquere (mafiosa o meno), reati pedopornografici, di sequestro di persona, atti persecutori, furto con circostanze di aggravanti, delitto di circonvenzione di incapaci, terrorismo, reati legati all’immigrazione, relativi alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e in materia di circolazione stradale, il traffico illecito di rifiuti e gli incendi..
4) Le disposizioni si applicano procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge, ad eccezione di quelli pendenti davanti la Corte d’appello o alla Corte Costituzionale.
Elementi di criticità:
1) È palese il rischio di incostituzionalità per via della preferenza accordata agli incensurati. Già si preannunciano le grida “la Corte è comunista!”. Provare a far passare leggi che non siano in contrasto con la Costituzione, no eh?
2) Fissare norme dall’alto sulla durata dei procedimenti ricorda i piani quinquennali di Stalin. Così non si risolve il problema visto che non si interviene sulle cause. Ma si assicura il colpo ad effetto mediatico.
3) Il tutto presenta il simpatico effetto collaterale di cancellare migliaia di processi in corso: da quelli di Berlusconi, a quelli di Fazio, Tanzi, i furbetti del quartierino, Telecom; di rendere quasi impossibile la persecuzione dei reati legati alla pubblica amministrazione e quelli finanziari…
E non solo, come riporta il Corriere della sera:
Paradossi. E contraddizioni a iosa. Non un secolo fa, ma appena un anno fa, il legislatore aveva imposto ai presidenti di Tribunale criteri di priorità in base ai quali fissare i processi, e tra essi ad esempio un binario privilegiato per i processi ai recidivi: adesso, invece, lo stesso legislatore fa l’esatto contrario, cioè scrive una legge che costringerà i Tribunali a rallentare i processi ai recidivi per dare priorità a quelli agli incensurati, che altrimenti si prescriverebbero in appena due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. E se un anno fa in un’altra legge, uno dei tanti pacchetti sicurezza, il legislatore aveva svilito la qualità di incensurato ai fini della concessione delle attenuanti generiche, adesso invece la esalta al punto tale da farne scaturire addirittura l’estinzione del processo in mancanza di una sentenza di primo grado nei fatali 2 anni. Questo anche per tutti i reati tributari degli evasori fiscali, per gli omicidi colposi dei medici, per le truffe di ogni genere. Salvo però escludere dalla tagliola tempistica della nuova legge una contravvenzione, quale il reato degli immigrati clandestini. Beffa in vista, poi, per lo Stato che dovrà restituire agli imputati, i cui processi vengano prescritti, i soldi che in quei procedimenti erano stati sequestrati. Ma beffa soprattutto per quei coimputati di un medesimo reato che, allo scoccare dei 2 anni, vedranno l’imputato incensurato farla franca con la prescrizione del processo, e l’imputato non incensurato continuare invece a essere giudicato e magari condannato.
A cotanta meraviglia fa il paio la proposta di introdurre nuovamente l’immunità parlamentare (do You remember “la casta”?). Vista l’attuale legge elettorale ciò comporterà che chi sarà nelle grazie delle oligarche politiche che stilano le liste elettorali potrà non farsi processare.
Il tutto da coloro che vincono le elezioni all’insegna del motto “legge e ordine”, dei valori e dei principi. Sì sì.
Altro punto da segnalare è l’ormai totale assuefazione che ha colpito non solo il paese, ma anche gli osservatori politici. Da più giornali si è alzato il grido: “se non vuole farsi processare meglio il lodo che lo sfascio della giustizia del paese”. Ma assicurarsi la colpevolezza o meno del Presidente del Consiglio no? Ma è normale che uno possa sfasciare la giustizia per i suoi porci comodi con parte del demos concorde? Mah.
Z.M.