giovedì, 03 dicembre 2009

Ma cosa avrà mai dichiarato Fini da scatenare tutto questo vespaio? Vediamo:

 

Ha il consenso per governare, ma non l’immunità assoluta. Lui confonde la leadership con la monarchia assoluta… il consenso popolare che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità“:

 

Scontato, ovvio. Il problema che nel PdL queste frasi non sono affatto scontate. Così Silvio I è passato da un partito di plastica (Forza Italia) ad uno feudale (PdL). È la cosa non è affatto normale.

Poi:

 

“Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza può aprire scenari….speriamo che lo facciano con scrupolo perché è una bomba atomica. Lei lo saprà ma Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro dell’Interno. Uno è vicepresidente del Csm, l’altro è presidente del Consiglio...”

 

E, allora? Dove sarebbe lo scandalo sollevate da queste parole? Fermo restando che Fini si è dichiarato sicuro dell’innocenza di Sua Maestà Silvio I, è scontato che una figura istituzionale inviti a proseguire nelle indagini. Anche se non porteranno a nulla è un dovere morale prima ancora che politico.

È logico supporre che l’elettore medio del PdL sia incavolato nei confronti di Fini per i numerosi smarcamenti degli ultimi tempi. Bene, benissimo. Ma i problemi sollevati dal Presidente della Camera sono rilevanti. Che cos’è il PdL se non un sistema feudale dove il feudatario comanda e decide da solo e dove i vassalli, valvassori e servi della gleba fanno la fila ad adorarlo? Se l’elettore medio del PdL la smettesse di intonare “Meno male che Silvio c’è” e cominciasse un po’ a pensare si porrebbe il quesito: ma dopo Silvio, che ne sarà del partito visto che è senza idee, senza dirigenza, senza un programma, visto che è un amalgama di liberali (pochi), socialisti, ex-comunisti, post democristiani, post fascisti tutti riuniti dalla figura del capo? Così tanto per chiedere.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore dicembre 03, 2009 14:32 | Permalink | commenti
categoria:politica, berlusconi, fini, pdl
venerdì, 27 novembre 2009

Così parlò Napolitano:

«Sento il bisogno di dire qualche cosa in questo particolare momento per interesse del Paese - che deve affrontare seri e complessi problemi di ordine economico e sociale - richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione, cui si sta assistendo, delle polemiche e tensioni non solo tra opposte parti politiche ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali. Va ribadito che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggia sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini elettori il consenso necessario per governare.
E' indispensabile che da tutte le parti venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche, e che quanti appartengono alla istituzione preposta all’esercizio della giurisdizione, si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione. E spetta al Parlamento esaminare in un clima più costruttivo misure di riforma volte a definire corretti equilibri tra politica e giustizia».

 

Nulla può abbattere una maggioranza in Parlamento, cosa banale. Davvero è così? No, perché così dicendo si accetta il frame di Silvio I. La narrazione politica è la seguente: “io Silvio I sono legittimato dal popolo, ma la magistratura rossa e comunista sta per scatenare una guerra civile pur di farmi fuori per via giudiziaria”. Quando Napolitano chiama all’ordine la magistratura fa passare implicitamente che la narrazione di Sua Maestà sia corretta. Anche Alfano quando denuncia che le inchieste giudiziarie in cui è coinvolto il presdelcons inizino con la discesa in campo (falso, ovviamente) si muove su questa narrazione. Che ha il pregio, inoltre, di non parlare delle inchieste giudiziarie, lasciando il passo al chiacchiericcio in libertà.

Il problema dell’Opposizione è l’accettare supinamente questa narrazione. Ogni qualvolta che si commette questo fatale errore il risultato è univoco: si perde.

Anche la malsana idea di barattare lo sfascio della giustizia con un ripristino dell’immunità non fa che accettare il frame.

Come dovrebbe comportarsi il Pd, quindi? Combattendo il frame: negare  la “persecuzione”, rendere ben distinti la riforma della giustizia dall’ennesime legge vergogna pronto al varo da parte del Pdl, con conseguenti risultati catastrofici per il demos. E ricordare che ad alzare i toni sia un’unica persona: Silvio I. Ma come ben sappiamo il Pd non sa fare l’opposizione, a differenza di Berlusconi. Lui sì che è bravo a farla. Peccato che non sia bravo a governare…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore novembre 27, 2009 15:05 | Permalink | commenti
categoria:berlusconi, napolitano, narrazione politica
mercoledì, 18 novembre 2009

Su giornali quali Libero e il Giornale si moltiplicano articoli dedicati al malfunzionamento della magistratura. Perché? Per creare il frame adatto alla riforma. Alla solita magistratura rossa e politicizzata (ma allora perché la sinistra è finita alla sbarra in Liguria, Campania, Calabria, Puglia? Le toghe azzurre al fianco di quelle rosse?), abbiamo anche quella inefficiente. Ma a questa situazione si porrà rimedio con la riforma. Da cui: sei contro la riforma- allora appoggi la casta della magistratura e la sua inefficienza. Così facendo si evita di entrare in dettaglio nella riforma (“i noiosi tecnicismi che non interessano alla gente”). E di spiegare come possa risolvere la situazione il bruciare quei 100.000 processi in corso e che saranno in corso.

Tanto per stare in tema, passiamo a Silvio I. Ricordate che argomentò la necessità del lodo per non intralciare i suoi impegni istituzionali? Bene, ma allora perché è sufficiente mandare un sms con su scritto “ohi, raga, oggi ho daffà” per far saltare l’udienza? Così, tanto per chiedere.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore novembre 18, 2009 19:38 | Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, berlusconi, legge
venerdì, 13 novembre 2009

È stato presentato il Ddl sulla riforma della giustizia e l’iter parlamentare si presenta già in salita. Nel dettaglio il Ddl prevede:

 

1)      Una ragionevole durata del processo, fissata a due anni per ogni grado. Superati questi limiti il processo sarà estinto. È presente, tuttavia, la facoltà dell’imputato di non usufruire dell’estinzione.

2)      Sono previste deroghe se il dibattito è o rinviato per impedimento dell’avvocato o dell’imputato; se per procedere è necessaria l’autorizzazione a procedere o se il procedimento è trasferito ad altro giudizio; oppure il tempo necessario a conseguire la presenza dell’imputato estradando; se la sospensione è imposta da una particolare disposizione di legge. Non va considerato a fini della sospensione il tempo necessario per l’acquisizione di prove.

3)      Le norme non si applicheranno per i casi in cui le pene superino i dieci anni o nel caso in cui l’imputato ha ricevuto precedenti condanne. In pratica ci sarà una corsia preferenziale per gli incensurati; non si applicheranno anche per chi si associa a delinquere (mafiosa o meno), reati pedopornografici, di sequestro di persona, atti persecutori, furto con circostanze di aggravanti, delitto di circonvenzione di incapaci, terrorismo, reati legati all’immigrazione, relativi alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e in materia di circolazione stradale, il traffico illecito di rifiuti e gli incendi..

4)      Le disposizioni si applicano procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge, ad eccezione di quelli pendenti davanti la Corte d’appello o alla Corte Costituzionale.

 

Elementi di criticità:    

1)      È palese il rischio di incostituzionalità per via della preferenza accordata agli incensurati. Già si preannunciano le grida “la Corte è comunista!”. Provare a far passare leggi che non siano in contrasto con la Costituzione, no eh?

2)      Fissare norme dall’alto sulla durata dei procedimenti ricorda i piani quinquennali di Stalin. Così non si risolve il problema visto che non si interviene sulle cause. Ma si assicura il colpo ad effetto mediatico.

3)      Il tutto presenta il simpatico effetto collaterale di cancellare migliaia di processi in corso: da quelli di Berlusconi, a quelli di Fazio, Tanzi, i furbetti del quartierino, Telecom; di rendere quasi impossibile la persecuzione dei reati legati alla pubblica amministrazione e quelli finanziari…

   

E non solo, come riporta il Corriere della sera:

 

         Paradossi. E contraddizioni a iosa. Non un secolo fa, ma ap­pena un anno fa, il legislatore aveva imposto ai presidenti di Tribunale criteri di priorità in base ai quali fissare i processi, e tra essi ad esempio un bina­rio privilegiato per i processi ai recidivi: adesso, invece, lo stesso legislatore fa l’esatto contrario, cioè scrive una leg­ge che costringerà i Tribunali a rallentare i processi ai recidi­vi per dare priorità a quelli agli incensurati, che altrimen­ti si prescriverebbero in appe­na due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. E se un anno fa in un’altra legge, uno dei tanti pacchetti sicurezza, il le­gislatore aveva svilito la quali­tà di incensurato ai fini della concessione delle attenuanti generiche, adesso invece la esalta al punto tale da farne scaturire addirittura l’estinzio­ne del processo in mancanza di una sentenza di primo gra­do nei fatali 2 anni. Questo an­che per tutti i reati tributari de­gli evasori fiscali, per gli omici­di colposi dei medici, per le truffe di ogni genere. Salvo pe­rò escludere dalla tagliola tem­pistica della nuova legge una contravvenzione, quale il rea­to degli immigrati clandestini. Beffa in vista, poi, per lo Sta­to che dovrà restituire agli im­putati, i cui processi vengano prescritti, i soldi che in quei procedimenti erano stati se­questrati. Ma beffa soprattutto per quei coimputati di un me­desimo reato che, allo scocca­re dei 2 anni, vedranno l’impu­tato incensurato farla franca con la prescrizione del proces­so, e l’imputato non incensura­to continuare invece a essere giudicato e magari condanna­to.

 

  A cotanta meraviglia fa il paio la proposta di introdurre nuovamente l’immunità parlamentare (do You remember “la casta”?). Vista l’attuale legge elettorale ciò comporterà che chi sarà nelle grazie delle oligarche politiche che stilano le liste elettorali potrà non farsi processare.

  Il tutto da coloro che vincono le elezioni all’insegna del motto “legge e ordine”, dei valori e dei principi. Sì sì.

Altro punto da segnalare è l’ormai totale assuefazione che ha colpito non solo il paese, ma anche gli osservatori politici. Da più giornali si è alzato il grido: “se non vuole farsi processare meglio il lodo che lo sfascio della giustizia del paese”. Ma assicurarsi la colpevolezza o meno del Presidente del Consiglio no? Ma è normale che uno possa sfasciare la giustizia per i suoi porci comodi con parte del demos concorde? Mah.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore novembre 13, 2009 14:29 | Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, berlusconi
mercoledì, 11 novembre 2009

Che Gianfranco Fini sia inviso a molti nella base del PdL e nel Governo è risaputo. Che sia accusato di tradimento e di ordire alle spalle di Sua Maestà anche. Ma che l’accusa sia del tutto infondata no.

  Prendiamo gli ultimi (per ora…) problemi giudiziari che affliggono Silvio I. La sua soluzione è semplice: o si devasta la giustizia per ottenere la sua immunità o si reintroduce l’immunità parlamentare (do You remember “la Casta”?). Fini più accorto ha fatto notare che:

1)      non si può sfasciare la giustizia per pararsi il culo. Va bene che i bifolchi sono tonti, ma non fino a questo punto…

2)      rimane l’ostacolo del Quirinale e di un’eventuale incostituzionalità delle leggi adottate

  Ne consegue: che senso ha andare allo scontro aperto con Napolitano? È più semplice raggiungere l’obiettivo mantenendo buoni rapporti con il Quirinale. Così come si può sempre giocare la carta “rendere la giustizia più efficiente” al posto di “mi paro il culo alla facciazza vostra”.

  Insomma, Fini si mostra più ragionevole rispetto allo stuolo di servi di cui ama circondarsi Sua Maestà. E pure più razionale: grazie a lui Silvio I non verserà una lira ed eviterà la galera. Ma siccome nel PdL se non fai il cane latrante sei un traditore, si becca gli insulti.

  Quanto a noi, abbiamo appreso due lezioni: il pensiero unico fa male a chi lo pratica (militane PdL) più a chi lo subisce (Fini) e con i “valori” non risolvi nulla, ma solo con la razionalità. Che, ovviamente, viene messa a tacere.

  Z.M.

postato da: Pippem alle ore novembre 11, 2009 14:58 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, giustizia, berlusconi, fini
sabato, 31 ottobre 2009

Il termine D’Alemoni venne coniata più di dieci anni fa da Pansa, in quanto unione dei nomi D’Alema e Berlusconi. Si trattava di un atto d’accusa contro la sostanziale fusione dei due sia come idee e attività politiche sia come modalità di comportamento. Ora che abbiamo la candidatura di D’Alema per la UE con l’appoggio del Governo, siamo davanti ad un nuovo inciucio? No, non credo. Sia perché l’idea di inciucio è un po’ fuorviante (la collaborazione fra maggioranza e opposizione è la norma, non un’anomalia…) sia perché la definirei una normale partita politica. Analizziamo in dettaglio.

Il Governo nella faccenda ha vantaggi e svantaggi. I secondi sono facili da individuare. La presenza di D’Alema al vertice della UE comporterà una perdita di poltrone occupate finora dagli italiani. Nel complesso l’Italia non ci rimette, il PdL sì visto che i candidati trombati sono i suoi.

E i vantaggi? Una candidatura andata in porto comporta prestigio non solo per il paese ma anche per il Governo. Anche se l’operazione fallisse, comunque il PdL potrà sempre giocare la carta “ma noi vi abbiamo candidato!”, ottenendo così una sorta di prelazione di prestigio. Utile in vista delle riforme che si preannunciano, soprattutto per disinnescare un’opposizione degna di questo nome. Nel caso in cui il PD giochi con il coltello fra i denti, si potrà sempre evidenziare l’ingratitudine e la mancanza di senso di responsabilità dell’opposizione.

Ultimo, infine, c’è sempre il fatto, se l’operazione fosse coronata dal successo, di liberarsi di D’Alema che, per qualche misterioso motivo che sfugge ai più, gode di un elevato credito nel Palazzo.

E per quanto riguarda il PD? I svantaggi sono evidenti, basta prendere i pro del PdL e volgerli al contrario. Per l’allegria di Bersani, il quale si trova alle prese con un partito in fibrillazione e con il serio rischio di trovarsi con un’opposizione azzoppata ancor prima di cominciare.  Alla fine, per quanto, riguarda i vantaggi l’unico che trovo è quello di liberarsi, se tutto va bene, di D’Alema…

Insomma, è in corso un gioco d’astuzia, con la consapevolezza che la partita sia tutto fuorché facile, non essendo il baffino l’unico candidato in gioco. La domanda, quindi, la matterei così: chi è stato, chi è e chi sarà il più astuto fra i due duellanti, alla fine dei giochi?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore ottobre 31, 2009 14:15 | Permalink | commenti
categoria:unione europea, berlusconi, dalema
giovedì, 22 ottobre 2009

Ha destato scandalo l’aver scoperto che sul popolare sito compaiono gruppi che inneggiano alla morte di Sua Maestà Silvio IV. Chissà perché, poi. Non vi compaiono gruppi per uccidere anche Travaglio, Nedved, il gattino Virgola e tanti altri?

Sia come sia, il sito non può essere oscurato essendo il server in California. Per farlo c’è bisogno di rogatorie internazionali e visto quello che è successo l’ultima volta eviterei se fossi nel pluri indagato e inquisito cavaliere. Morale: i gruppi rimarranno e la mamma dei cretini è sempre incinta.

Ma è reato si obietta. Vero, verissimo, ma lo sono anche le numerose sparate che si sentono tutti i giorni da parte del mondo politico e quello dei media. E non succede nulla. Poi, chiedere il rispetto delle leggi in Italia è una degna battuta di un degnissimo comico.

Allora, che è tutto ‘sto casino? O Alfano non conosce molto bene la materia e per questo chiede cose non raggiungibili, o questo fatto va letto nell’ottica complessiva di una campagna comunicativa. Come gli esponenti del Governo dicono a più riprese da diversi giorni, oltre alla solita sinistra che fa dell’odio e dell’antiberlusconismo la sua ragione d’essere (Bondi docet), abbiamo avuto le minacce delle BR. Peccato che sia un lettera inviata ad un giornale, mentre le scritte di minaccia ad un delegato della Fiom su un muro siano passate sotto silenzio. Peccato, inoltre, che Elio Vito, Ministro per i Rapporti con il Parlamento si sia così espresso:

 

“Non ci sono specifiche segnalazioni di allarme per la sicurezza di Silvio Berlusconi da parte dei nostri servizi segreti. Tuttavia, in ragione dei rischi potenziali che potrebbero nascere per il gesto di qualche esaltato "il presidente del Consiglio è stato sensibilizzato sulla necessità di evitare contatti ravvicinati con il pubblico soprattutto in occasione di circostanze occasionali e non pianificabili che per la loro natura non consentono la puntuale e preventiva predisposizione riguardanti i servizi di tutela"

 

Detto anche: abbiam fifa che ci fischino, stiamo lontani dalla gente, ma di minacce neppure l’ombra. Ma, ergo, di che stiam parlando? Probabilmente si tratta dell’idea di far  passare l’immagine del premier vittima non solo di complotti internazionali, ma addirittura di un clima di odio e violenza. Prima le toghe militarizzate, poi i fanatici. Di sinistra entrambe ovviamente. Il che porterebbe all’elettore medio, poco informato e poco istruito, a rivalutare la figura del Cavaliere, piuttosto in appanno negli ultimi tempi.

O, forse, quelli del Governo ci credono davvero. E si sentono sotto minaccia da parte di un gigantesco complotto mondiale. Allora sì che ci sarebbe da preoccuparsi…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore ottobre 22, 2009 16:48 | Permalink | commenti
categoria:sicurezza, berlusconi, facebook
venerdì, 09 ottobre 2009

Ma cosa rischia il nostro Re Silvio ora che gli han cassato il Lodo? In pratica nulla o quasi. Gran parte delle grane legali possono essere eluse con la prescrizione o con leggine ad hoc. Ma allora perché tutta questa foga e queste dichiarazioni del tutto inadeguate?

La difficoltà dell’azione di Governo è una mezza balla. Lo stesso Re Silvio sostiene sempre che il presdelcons non ha veri poteri e negli anni precedenti le solite grane giudiziarie non gli hanno impedito il (mal)governo del paese. Certo, andare in aula è una seccatura, ma non è motivo sufficiente per varare una norma come il lodo che avrebbe portato sicuramente a scontri ed ora, dopo la bocciatura, scendere in campo contro l’intero mondo ormai sotto l’egida comunista. Ed uno scontro istituzionale con Napolitano è una pessima idea.

Solita guerra con la magistratura, giustizia ad orologeria? Se fosse successo 5 anni fa? Era in politica, giustizia ad orologeria. Se fosse successo 10 anni fa? Era in politica, giustizia ad orologeria. Se fosse successo 15 anni fa? Era in politica… chiudete la frase voi. Suvvia, signori.

Insomma, il nostro eroe se l’è cercata e così facendo si è bruciato l’aura di istituzionalità e da statista dei primi mesi post elettorali pregiudicandosi per sempre la possibilità di diventare Presidente della Repubblica. E pensare che poteva giocare la carta delle persecuzioni giudiziarie con un sorriso sulle labbra…

Lo stesso si dica nel campo avverso. Berlusconi molto difficilmente si dimetterà (andare al voto non farebbe che riproporre la stessa situazione, quindi a che servirebbe?), mentre il PD vuole evitare a tutti i costi il relativo bagno di sangue elettorale. L’unico ad avere interesse sarebbe per l’appunto Di Pietro ma non può ottenere nuove elezioni. All’interno del Pdl, invece, cresce la fronda anti-Re. Fin dove arriverà (contate quante volte il Pdl è andato sotto nelle votazioni)? Difficile a dirsi e saranno le prossime votazioni a stabilirne la consistenza elettorale. In ogni caso i frondisti sono i primi a prendere tempo per consolidarsi.

Sullo scacchiere internazionale nulla di nuovo, basta leggere la stampa estera.

Insomma, ‘sto lodo non era affatto necessario e non porterà ad immediati cambiamenti nello scenario politico, ma sotto sotto qualcosa comincia a muoversi. Grazie per l’appunto al Lodo che è stato un ottimo catalizzatore delle disavventure degli ultimi sei mesi. E questo casino era in buona parte evitabile (la battuta “non sono un santo” era da proferire subito, Silvio…) Oh Re Silvio, ma che mi hai combinato?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore ottobre 09, 2009 15:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, berlusconi, lodo alfano
venerdì, 02 ottobre 2009

Vista la tanto temuta puntata di Annozero? Personalmente l’ho trovata un po’ deludente. Niente registrazioni di Silvio, la caciara scontata dei difensori di Papi. In compenso l’elevato share di ascolto: in suo nome ci sorbiamo il Grande Fratello e dobbiamo perdere Santoro? Almeno movimenta un po’ lo scenario politico. E poi Vauro è magnifico.

 

Tremonti? Dalli al Sovietico! È una mia impressione o il nostro eroe si è (ri)dato al suo primo amore, il socialismo? Al di là delle sparate contro l’avidità e la ricerca del profitto, contro le banche e gli economisti, ecco l’ultima: le tanto odiate banche esistono per far credito alle imprese, mica per inseguire il profitto. Eh sì, manco i comunisti dissero una cosa del genere. Almeno loro le banche le chiusero. A quando l’obbligo patriottico di versare in banca per pagare l’obolo alla Fiat?

Scherzi a parte, questa e altre frasi denotano due punti:

1)      Tremonti ha capito poco del sistema capitalista.

2)      Tremonti non ha capito la causa della crisi finanziaria, ovvero l’eccesso di credito fornito dalle banche a cani e porci, fino a sopravanzare il valore materiale della ricchezza e passare a quello gonfiato della finanza. Almeno che non suggerisca che le banche debbano far credito fino a fallire o fino ad arrivare al punto del fallimento. Così potrà intervenire lo Stato con i vostri soldi. Fra una Robin Hood Tax e l’altra ovviamente.

Ci sarebbe da preoccuparsi per l’eventualità che quest’uomo diriga l’ottava economia del mondo. Ah, lo sta già facendo? Azz.

 

Berlusconi è prossimo alla caduta? Non credo, ho già scritto al riguardo. Però, se questa eventualità si realizzasse, guadagneremmo un santo. Lui, san Silvio, che non ha potuto governare e riformare il paese per colpa dei poteri forti e delle èlite di merda di brunettiana memoria. Anche da morto sarà materiale da satira. Quest’uomo è spettacolare.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore ottobre 02, 2009 15:09 | Permalink | commenti (2)
categoria:economia, berlusconi, tremonti, annozero
giovedì, 17 settembre 2009

Negli ultimi tempi si è fatta strada fra i giornali l’ipotesi di un’eventuale caduta dell’attuale Governo e relativa successione ad un ormai finito Berlusconi. L’ipotesi verte su questi fatti: perdita di credito a livello internazionale, scandali e  scandalucci in cui è coinvolto il premier operaio, bocciatura del Lodo Alfano, solite grane con la Giustizia, sconfitta alle prossime regionali, fine di della (deludente) attività governativa per passare al meno  nobile “mi paro le chiappe”.

Gli attori di questa operazione dovrebbero essere Casini (già in rotta col Premier, a cui ha fatto seguito lo strappo in diretta Tv), Fini (anche lui in rotta con Silvio IV), D’Alema (e figurati), con l’appoggio di Confindustria (che non vede di buon occhio un parvenu come Silvio). Un Governo, tuttavia, politico e non tecnico, il che vedrebbe fuori dai giochi Draghi.

Ma una cosa del genere è fattibile? Ritengo, ma potrei sbagliare ovviamente, che ci muoviamo nella fantapolitica o addirittura nel regno dei desideri più che nella realtà. Analizziamo la situazione in vista delle premesse e di un’eventuale operazione “ammazza il tappo”.

Allora. La perdita di credito non è affatto una novità, anzi era scontata. Che il mondo sghignazzi dell’Italia berlusconizzata è risaputo. Ma lo era anche nelle legislatura precedente che è durata cinque anni. E l’Italia è un paese chiuso in sé stesso che poco guada al di là delle Alpi. Lo stesso dicasi per i problemi giudiziari: ve la ricordate la legislatura precedente? Senza contare che non è affatto scontata la bocciatura del Lodo Alfano, visto che in ballo non si sono solo le scontate argomentazioni giudiziarie ma anche quelle politiche. E la sconfitta alle regionali? Sinceramente, allo stato attuale, non se ne vede il sentore. Vero che mancano più di nove mesi e in questo lasso di tempo può accadere di tutto. Ma non si deve dimenticare che per perdere le elezioni non basta perdere i voti, ma ci vuole anche qualcuno che li raccolga. E chi sarebbe di grazia? Il PD? Scusate ma è d’obbligo: ah ah ah ah ah. È più plausibile che gli eventuali voti persi per strada finiscano alla Lega, con poche briciole a Casini.

Se le premesse non reggono, miglior sorte non tocca ai novelli Bruto. Fini è in rottura con il Pdl? Molto bene, ma quanti vota si porta dietro? Diamogli un generoso 10% (su 12% di AN), a cui sommare un generoso 6% di Casini. E D’Alema? Inevitabile la rottura anche del PD, con la definitiva secessione della parte sinistra del partito. Diamogli un generosissimo 20% (su 27%). Risultato? Il 36% contro un probabile 35% dell’unione ex Pdl e Lega (almeno il 27% per il primo con un probabilismo, per difetto, 8% per il secondo. Occhio che vista l’operazione vedo la Lega in impetuosa crescita al grido di “poteri forti” e “congiura palazzo”). Morale? Non hanno i voti per farlo se non con un’alleanza con Di Pietro! Ammesso, ma non concesso, che gli elettori di Fini accettino di mollare il biporalismo per un neo grande centro (estremamente improbabile... tra l’altro mi sapreste dire su cosa sono d’accordo Fini e Casini? I temi etici? Ah ah), che quelli di Casini accettino D’Alema e i suoi (figurati) e che gli elettori di D’Alema accettino i primi due citati (forse gli ex Margherita, ma quelli ex Ds…).

E poi? Nel progetto il Governo sarebbe di breve durata, in vista delle elezioni. Ma chi si presenterebbe? An e l’Udc insieme a quel che rimane del PD? Con magari l’Idv? E siete sicuri che possano avere la meglio sull’asse FI e Lega? Non c’è il rischio che  a far cadere Berlusconi ne segua poi una nuova stagione berlusconiana ma con una maggioranza ancora più ampia? Soprattutto se il personaggio continuerà a lottare con il suo mostruoso potere mediatico? Senza la possibilità di risolvere il conflitto d’interessi visto che verrebbe vista, ormai, come un’operazione di killeraggio politico.

Morale della favola? Che oggi uno scenario simile è irrealizzabile e si renderebbe realistico solo con una totale dipartita di Berlusconi dall’agone politico (Galera? Camposanto?) e relativa implosione non solo del Pdl ma soprattutto di FI. Il che porterebbe ad un gonfiamento mostruoso della Lega (scommettiamo che potrebbe arrivare al 15/ 20%?) a cui non si potrebbe far altro che far fronte con un “Governo di salvezza nazionale” (l’ennesimo…). Ma poi? Alle elezioni? La Sinistra radicale inesistente, un PD imploso, a vincere sarebbe ancora una volta un centro-destra moderato (sulla carta) composto da An, Udc, ex Fi ex PD, ma in molti potrebbero pretendere la testa di Fini come pegno di alleanza (soprattutto gli integralisti cristianisti). Un bel clerico- reazionario ma filo impresa, magari come premier un bel Tremonti o un Montezemolo... Non per dire, ma almeno con Berlusconi si ride.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore settembre 17, 2009 14:40 | Permalink | commenti
categoria:politica, berlusconi, fini, pd , pdl