giovedì, 16 luglio 2009

Partiamo da Beppe Grillo e dalla sua, estemporanea a dir poco, candidatura nel PD. Candidatura che non avrà un gran futuro dinnanzi a sé. Per l’arroganza dei cacicchi del PD a dirla alla Micromega? Forse, per carità. Quando si tratta di parlar male del PD sono sempre in prima fila. Peccato che, a rigor di logica, questo non sia il caso. Per candidarsi alle primarie si dovevano rispettare alcune determinate norme: tessera entro data e luogo prescritti. Inoltre, ch’io sappia, un partito può riservarsi la facoltà o meno di accettare l’iscrizione di una persona. È una rappresentanza di interessi, non un’istituzione pubblica. Ebbene, il nostro eroe popolare non ha rispettato nessuna delle regole menzionate, senza contare che le sparate precedenti sul partito difficilmente hanno creato un clima cordiale nei suoi confronti. Fosse solo questo, però…

Purtroppo non è così. Il Grillo non rispetta le regole ed un precedente importante lo testimonia. Ricordate le firme del referendum? Raccolte al di fuori delle norme che ne disciplinano la materia. Dopo l’ovvia bocciatura tutti a gridare allo scandalo. Leggersi il regolamento o le leggi, no eh? A meno che non sia pubblicità... anche se il modus operandi mi ricorda quello di Berlusconi. Che abbia ragione Scalfari nel sostenere che Beppe Grillo è il Berlusconi della Sinistra? Personalmente non lo credo, ma qualche somiglianza c’è.

Secondo punto. Quanto vale la vita di un diciottenne picchiato a morte da un gruppo di pulotti senza alcun motivo? Tre anni. Aggiungete eventuali indulti, buone condotte e arresti domiciliari (sotto i tre anni in prigione non ci entri). Scandalo? Solo una domanda: perché nessun boss mafioso è mai stato picchiato a morte?

Terzo punto. Sentenza Spaccarotella: sei anni. Tanto, poco? Recuperando i benefici sopra citati fate voi. Ma sappiate che se un pulotto dei poveri prende la mira e spara ad una macchina dall’altra parte della strada e vi prende in pieno, questa è la condanna. Ancora una volta fate voi.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore luglio 16, 2009 14:54 | Permalink | commenti
categoria:legge, beppe grillo, pd
martedì, 26 maggio 2009

Per quanto possa sembrare strano, fra i due personaggi sopra citati ci sono diversi punti in comune. Soprattutto per lo stile espressivo e per le idee politiche. Quel che cambia è il trattamento che riserva loro i media.

Ricordate il V-day? All’epoca Grillo mandò a quel paese la Casta e i media fecero quadrato a difesa della politica. Memorabile, al riguardo, l’editoriale del Tg2 dove, in pratica, lo si accusava di promuovere la violenza e il terrorismo. Si dirà: un vaffa è sufficiente? Mah.

Passiamo a sua maestà Silvio I. Il nostro si è lasciato andare: il Parlamento è inutile e compagnia bella. I media l’han censurato? No. Ma come: un uomo di Governo, anzi, il capo del Governo, con doveri e incarichi pubblici, può dire una cosa simile senza alcuna reazione? Mentre se un comico manda a quel paese una casta è il mandante di violenza politica? La risposta è tanto semplice quanto folgorante: chi ha messo quei tizi a dirigerei Tg? Ecco spiegato tanta differenza di comportamento.

Gli unici a storcere il naso sono stati gli imbrattacarte di Sinistra. Ma lor signori dovrebbero rilassarsi. La democrazia non è in pericolo, ma Berlusconi è la democrazia. Per essere precisi è una democrazia di tipo puro, dove l’elemento democratico sopravanza o, addirittura, cancella la componente liberale. Vi siete mai chiesti se al demos interessi o meno l’architettura liberale? Visti i sondaggi e visto chi manda al potere direi proprio di no. Altro che Berlusconi, è il demos il problema. Ma visto che viviamo in un’epoca di sfrenato populismo nessuno si azzarda a dirlo o anche solo a prenderne atto. Quindi, signori miei, coerenza: l’avete voluta la bici? Allora pedalate.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore maggio 26, 2009 13:38 | Permalink | commenti
categoria:democrazia, berlusconi, beppe grillo
venerdì, 25 aprile 2008

Oggi, 25 aprile, giorno della Liberazione. Un giorno speciale, soprattutto per chi abita a Torino. I fortunati possono beneficiare di ben due spettacoli. Uno istituzionale delle solite forze sinistrate, l’altro di Beppe Grillo.

Quest’ultimo, come al solito, ha sollevato critiche. Come può un comico, chiedere l’abolizione della Legge Gasparri, dei finanziamenti pubblici all’editoria- soprattutto se di partito- e l’abolizione dell’ordine dei giornalisti? Che ingrato… è pensare che sono leggi che proprio un comico dovrebbe apprezzare di più.

La Legge Gasparri prevede che uno disponga di tutte le televisioni private. In caso di vittoria alle elezioni potrà mettere la mani anche sulla RAI. Vi sembra una legge ingiusta? Ma allora siete proprio dei comunisti.

La legge sui finanziamenti pubblici prevede che paghiate i giornali. Non li comprate ma pagate lo stesso? E allora? Avete solo da comprarli. Così pagherete doppio, ma avrete anche doppia soddisfazione. Vuoi mettere? Fate girare l’economia e aiutate il mondo dell’editoria.

Quanto all’ordina dei giornalisti, non ho nulla da dire. Come si può attaccare il frutto dell’italico genio, dell’ardore fascista? L’Italia è l’unico paese al mondo che può disporre di simile genialità! E voi volete abolirlo? Inconcepibile.

Giuste le critiche di demagogia. Come può un comico pretendere l’attuazione di un’informazione libera e corretta? Insomma, ringraziate la nostra classe politica che vi difende da simili demagogie. Nel mentre, inoltre, che sono impegnati a ridurre l’Ici, a caciare gli immigrati, a far crescere il PIL…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 25, 2008 17:13 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, demagogia, beppe grillo, finanziamenti pubblici
mercoledì, 27 febbraio 2008

Quando si deve arringare la folla è buona regola entrare nelle grazie di chi ascolta. A costo di mentire, a costo di sparare palle. Più o meno è quanto è successo al recente Mondezza day, patrocinato dall’irriducibile Beppe Grillo. Dato che, tuttavia, al sottoscritto della benevolenza dei napuli non me ne cala né tanto né poco, provvederò ad apportare alcune correzioni.

Il comico genovese, come si può rilevare sul suo stesso blog,  http://www.beppegrillo.it/2008/02/napoli_scusa.html, esordisce con una menzogna storica.

Nel 1861 il Regno delle due Sicilie non fu annesso dai piemontesi, anzi. Cavour non ne voleva sapere. L’ardita operazione, e pure incosciente, fu portata a compimento da Garibaldi e da 1000 straccioni in camicia rossa. Tanto per dimostrare quanto fosse florido, efficiente e militarmente potente il Regno delle due Sicilie…

Altrettanto mendace è la storiella che i napuli sotto i Borboni stessero meglio. L’allora regno borbonico era uno dei più arretrati e oppressivi d’Europa. Vero che sotto i Savoia le cose non sono andate meglio, ma ciò vale per tutta l’Italia.

Così come non ha senso chiedere scusa per la Iervolino o Bassolino. Questi ed altri incapaci politici sono figli del Vesuvio, non piemontesi d’importazione. Lo stesso dicasi per buona parte della casta politica repubblicana. Un Sud maltrattato? E allora chiedetene conto ai politici meridionali.

Quanto al rapporto con Greci, Etruschi e non so altro, ci troviamo di fronte a puro e semplice millantato credito. Ma secondo voi, quale caspio di rapporto può esserci fra S. Gennaro e Socrate?

Insomma, è tempo di abbandonare i soliti piagnistei da fatalismo meridionale e farsi un bel lavaggio di coscienza. Sicuri che tutti i problemi del Sud vengano dall’esterno e non da una mentalità primitiva e arretrata, così ben sottolineata dal noto “familismo amorale” introdotto dal sociologo Banfield? Le lamentele sono inutili, se il peggior nemico si tratta di sé stessi…

 

P.S.

L’idea di una indipendenza della Campania, su modello del Kosovo, raccoglie tutto il mio favore. Voglio proprio vedere quanti ne piangeranno la perdita. Bye bye Napoli… Vesuvio, wash them with the fire!

Z.M.

postato da: Pippem alle ore febbraio 27, 2008 22:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:napoli, spazzatura, beppe grillo, nazione, familismo, familismo amorale, monnezza day