domenica, 19 aprile 2009

L’affaire Balotelli è un’ottima occasione per truccare le carte del discorso. Se siete dei cialtroni, ovviamente.

  I fatti: durante la partita di ieri Balotelli è stato oggetto di insulti a sfondo razziale per tutta la partita. E pure prima, visto che i “tifosi” han provveduto anche durante il riscaldamento. Per intenderci, però: un conto è lo sfottò, la presa in giro. Un altro l’insulto razzista.

  Su questo campo si gioca il primo tentativo per dribblare la questione. Il giocatore è stato oggetto di critiche? Eh, ma se le va a cercare. Vero, verissimo. Balotelli è un pagliaccio, un montato, un moccioso, tutto quello che volete. Ma nel caso gli si può dire questo, non gli insulti a sfondo razziale. Che non sono la stessa cosa, se permette.

  Secondo dribbling: quello provato dai juventini. I quali contestano le prevedibili sanzioni alla società con la solita argomentazione all’italiana: perché solo a noi? Il che è vero, nonché tipico dell’italiota. Il mancato rispetto della legge è motivato con il “così fan tutti”. Il che lascia aperta la strada al patetico “perché io e gli altri no?”. Risultato? Nessuna rispetta la legge ed in più c’è la scusa per non farla applicare mai.

  In effetti già con la Roma ci furono episodi poco edificanti e non successe nulla. Va da sé che basterebbe applicare la legge e non ci ritroveremmo in situazioni simili. Ma va da sé che un simile comportamento causerebbe nel bel paese una rivoluzione. Una rivoluzione che l’italico non farebbe in caso di dittature, soppressioni della libertà, ruberie ai danni dei molti da parete dei pochi. Ma se provate ad imporre l’imperio della legge…

  Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 19, 2009 20:42 | Permalink | commenti
categoria:razzismo, logica, balotelli