martedì, 05 maggio 2009

Scrive Susanna Tamaro sul Giornale di oggi:

 

Mi colpisce molto, dunque, lo spirito di feroce crociata che pervade l’universo dei laici. Perché tanto livore, tanto impiego di energia, tanta intolleranza verso persone che hanno una diversa visione del mondo? Perché tanto impellente è il bisogno di convincere le persone credenti che hanno imboccato una via sbagliata? Forse perché da noi si leva una voce in difesa della vita e contro altre barbarie che, astutamente e subdolamente, si vogliono far passare come progressi per la libertà dell’uomo?

 

Non c’è forse dietro questa crociata delle certezze - perché queste persone, beate loro, vivono confortate da straordinarie certezze - la volontà di rimuovere la parte più profonda dell’uomo, la più oscura, quella che lo lega al mistero del male e alla finitezza e che ne fa una creatura perennemente alla ricerca di senso?

 

  La scrittrice ha scritto frasi pesanti e sarebbe gradito avere le prove. Le porta? No. Porta un solo caso a sostegno della sua tesi? No. Ma proviamo a cercarle ‘ste benedette prove.

  Allora, c’è una persecuzione nei confronti dei religiosi? A me risulta che possano andare liberamente nelle loro chiese traboccanti d’oro (ma non nelle moschee la cui costruzione è bloccata dai vari papa boys italici). A me risulta che si possano esprimere liberamente come meglio credono (salvo scatenare, com’è ovvio, delle reazioni). A me risulta che godano di ampia copertura mediatica, con tanto di programmi a loro dedicati (vedi A sua immagine dove il buon Cantalamessa si è profuso in una bella intemerata contro gli ateo bus). A me risulta che nessuno cerchi di imporgli credenze differenti dalle loro e relativi comportamenti. E a me risulta che quelli che ti vengano a suonare alle 6 di mattina e che ti fermino per strada, inneggiando alla “vera verità”, siano i religiosi. Senza contare la parte sulla difesa della libertà e dei diritti… leggete un bel libro di storia ogni tanto.

  Proviamo l’inverso. Uno può dire che dio non esista? No, perché offende la sensibilità dei religiosi e, ovviamente, l’inverso non vale (in Irlanda si discute se sanzionare quella frase come blasfemia). Atro esempio è l’ateo bus. Tette e culi sì, l’ateo no. Uno può decidere quando staccare o meno un sondino dal suo corpo? No, perché non sta bene a un tizio che voi non conoscete minimamente. Uno può richiedere rispetto per aver compiuto scelte di vita differenti? No, perché in quanto ateo sei un relativista, un nichilista e compagnia bella. Beninteso, se sei queste cose sei una persona intelligente. Ma nell’ottica religiosa quelle parole sono l’equivalente di un insulto.

  Eh sì, madama Tamaro, c’è una crociata. Ma indovinate da parte di chi verso chi. Diversamente portaci ‘na prova, a tamarra.

 

P.S. Nel resto dell’articolo la nostra si lancia nelle solite follie bio-culturali: male, senso di finitezza, ricerca di senso…

  Z.M.

postato da: Pippem alle ore maggio 05, 2009 21:07 | Permalink | commenti
categoria:religione, libertà, cattolici, atei, susanna tamaro