mercoledì, 30 aprile 2008

La filosofia ricopre un ruolo estremamente importante nel dibattito culturale di tutti i giorni. I filosofi vengono chiamati a commentare i fatti di cronaca, la politica, il gossip, l’estetica e tutto lo scibile umano passante per il piccolo schermo o sulla carta dei giornali. Stranamente, tuttavia, nessuno si è chiesto se tale faccenda abbia un senso alcuno. A 2500 anni di distanza dalla sua nascita, i filosofi hanno qualcosa da dire anche al mondo contemporaneo?

Come disciplina la filosofia nacque in una civiltà estremamente primitiva e del tutto insignificante, quella greca. Da lì ha iniziato la sua trionfale cavalcata attraverso la storia umana. Assorbita nel Cristianesimo- eh sì, la vera erede della filosofia classica è la Chiesa cattolica- ha continuato a brillare anche nell’evo oscuro. Da qui giunse all’evo moderno, evo da cui ha iniziato a ricevere ceffoni. Mentre i filosofi hanno disquisito per due millenni di essere, anime  e demiurghi, dal seno della filosofia nacque e si sviluppò la Scienza. Grazie alla rivoluzione concettuale dell’esperimento scientifico, i filosofi vennero cacciati a calci in culo dallo studio della realtà. Sapete com’è. In due millenni e mezzo la filosofia ha prodotto il demiurgo, le sostanze e non so cos’altro. La Scienza nell’ultimo secolo ha prodotto la Relatività e la Meccanica Quantistica.

Cacciati da un campo, i filosofi han continuato imperversare negli altri. Nonostante la nascita di altre discipline quali l’Antropologia, la Sociologia e la Psicologia. Il che è davvero incomprensibile. Esaminiamo il modus operandi del nipotino medio di Aristotele e Cartesio. Prima di tutti assistiamo al litigio feroce, all’insulto facile. Dopo di ché troviamo una produzione libraria prolifica. Buona parte della filosofia presuppone lo studio di quanto affermato da un primitivo e selvaggio vissuto decine di secoli orsono. Il fatto che poi si sia rivelato del tutto errato non ricopre importanza alcuna. Capito studenti? Studiate, studiate il Demiurgo plutoniano o l’opera di Hegel. Si rivelerà sbagliato? Eh, che vuoi che sia. Sono pur sempre stati dei grandi del pensiero umano. Al che si inferisce che la grandezza si misura nel numero degli errori e delle cazzate dette.

Si dirà che il ruolo della filosofia non si riduce allo studio di ignoranti vissuti ere fa, ma prevede anche la riflessione sulla realtà contemporanea. Vero, verissimo. Dopo essersi coperti di ridicolo per due millenni e mezzo si è ben pensato di continuare questa nobile tradizione. Ma come riflettono i nipotini di Tommaso e Cartesio? Semplice. Per prima cosa ignorano completamente la realtà, i fatti. Così, mentre gli scienziati sia sociali sia matematici si sporcano le mani in cerca di dati e cercano sempre di confrontare le proprie teorie con l’osservazione dei fenomeni, ai filosofi ciò non serve. A loro basta il puro pensiero. Grazie ad esso svolazzano per le vette elevate della conoscenza. Portandosi dietro, ovviamente, il bagaglio filosofico di tutte le ere. Concetti quali “bene, male, anima, libero arbitrio” non hanno alcun senso? E allora? Forse che la filosofia abbia un senso alcuno? E così si può iniziare, anzi si deve iniziare, ogni opera con la citazione di qualche primitivo vissuto secoli fa, anche, se non soprattutto, se è poi stato irriso dai fatti.

Alla riflessione sì geniale, si è aggiunto l’impegno politico. Vedi i vari Cacciari e Buttiglione. A distanza di due millenni e ¾ si è realizzato il sogno di Platone, quello del Re filosofo. Un paese di Severino, Galimberti, Cacciari, Buttiglione…

Al che si pone un quesito. Com’è possibile dare tanta importanza a gente che passa la vita a studiare scienza delle merendine? Credete forse che i fisici studino l’astrologia?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 30, 2008 19:22 | Permalink | commenti (14)
categoria:astrologia, filosofia, scienza