Nel mondo occidentale vi è una tendenza curiosa. A far dibattito culturale non sono gli studiosi o gli intellettuali (quelli che pensano, non quelli che vanno in Tv), ma i calciatori e le varie star e starlette del mondo dello spettacolo e della moda.
Abbiamo iniziato con Gattuso:
(ANSA) - BADEN (AUSTRIA), 20 GIU - Italia-Spagna non solo sul campo. “Le nozze tra omosessuali non mi trovano d'accordo” ammette candidamente l'azzurro Rino Gattuso. Il centrocampista della nazionale, che però dovrà saltare la sfida in quanto squalificato, parla del confronto tra le due culture: 'Per me le nozze sono tra un uomo e una donna. Io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d'accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole'.
A suo onore il Ringhio lascia libertà di scelta. Quello che colpisce, tuttavia, è le grandezza argomentativa. Sull’argomento uno può essere d’accordo o meno. Ma il Gattuso come argomenta? Lui non è d’accordo perché lui crede in una cosa. Uao, non c’è che dire. E vabbé, siamo davanti a Ivan Gennaro Gattuso detto Ringhio. Ma è anche vero che molti argomentano così…
Sia come sia, non l’avesse mai detto! Subito si scatena la gazzarre dell’Arcigay e della Bindi. Il punto di partenza? L’affermazione di un calciatore. Senza dimenticare le starlette che si pronunciavano sul referendum sulla procreazione assistita.
Non fraintendete. Non è che, siccome fai la Tv, allora non hai diritto d’espressione. Ma se spari minchiate, il fatto di essere una starletta non può aiutare. E se non hai nulla da dire, perché ti fanno parlare? Perché sei una gnocca tanto o perché corri come un dannato. Grande civiltà quella occidentale.
Passiamo ad Armani. Sulla Stampa di oggi lancia l’allarme: adesso basta, gli italiani sono sciatti. Cioè? Dato che non si comprano i tuoi vestiti- uguali a quelli di tutti gli altri, solo che hanno il nome e il prezzo particolari- è un dramma nazionale? Capirai, allora Montezemolo può dire che gli italiani non sanno guidare perché non usano le Fiat.
Ma lo stilista non finisce qui. Mette in relazione la sciatteria con lo stato di degrado sociale delle città italiane. E pensare che credevo che fosse dovuto alla totale disobbedienza della legge- il fondamento della convivenza civile. Allora la soluzione è una: invece di mandare i criminali in prigione, diamogli i pantaloni firmati di Armani.
Boh, deliri da stilisti. E no, perché gli fa da spalla un articolo di Paola Mastrocola, sempre sul quotidiano. La gente non si veste firmato? Non avrà i soldi, o non sarà così superficiale? E no. La gente non ha voglia di impegnarsi. La gente non legge, i giornalisti non fanno inchieste, i magistrati non indagano ma si affidano alle intercettazioni (e come dovrebbero fare? Lente d’ingrandimento e deduzioni alla Sherlock Holmes?), gli ispettori ministeriali fan le gaffe (perché sono di nomina politica? Ma no!), i politici non fanno comizi (forse per via del Porcellum? Ma no!), la gente non sa più amare (prego?). E con questa si ferma, grazie a Thor, dio del tuono e signore delle tempeste.
Colpa del caldo? Possibile. Ma mi permetto di aggiungere un altro fattore: gente che non ha mai lavorato in vita sua e ha tempo da perdere nello scegliersi i vestiti. E hanno anche l’ardire di pubblicare la notizia su un giornale che usufruisce dei contributi all’editoria.
Z.M.




