Che Alemanno non sia una vetta del pensiero umano lo si poteva intuire. Che una persona mediamente intelligente attribuisca la colpa delle aggressioni dei marmocchi armati di coltello ad uno sceneggiato televisivo, bè, questo non lo si poteva intuire. Eppure è successo.
Non che questa analisi non sia affascinante. Affermare che tutti i tizi che girano in periferia con coltelli e intenti belluini abbiano visto la stessa trasmissione tv è una manna per il signor Murdoch. E sì, visto che la fiction incriminata è stata trasmessa da Sky. E pensare che in molti ritengono Sky una tv da nicchia con poco seguito. E pensare che in molti ritengono che gli abitanti delle periferie più degradate non abbiamo i mezzi per abbonarsi a Sky. Sbagliavano evidentemente.
Sia come sia, è affascinante valutare la concezione dei pargoli che il primo cittadino propugna. Per lui il marmocchio è un foglio bianco senza cervello, prono a qualunque fesseria che passa in tv (anche se, magari, non l’ha vista… ma voi l’avete vista la fiction in questione?). Un po’ come Don Chisciotte che a furia di leggere i romanzi cavallereschi sbrocca. È un peccato che all’epoca non ci fosse la democrazia, sennò vista l’intelligenza del personaggio letterario in questione avrebbe avuto un posto sicuro. Magari di sindaco della capitale italiana.
Ritornello che trova i suoi epigoni nelle denuncie contro i videogiochi, la musica metal… Evidenziare, invece, lo stato di degrado e di abbandono delle periferie, il formarsi di modelli culturali differenti da quello “nazionale”, no. Sapete com’è, vuoi mai essere accusato di “giustificare” il crimine. D’altronde se avverti uno di non giocare a pallone sotto un nocciolo radioattivo è evidente che giustifichi i tumori. Quando si attaccano gli “intellettuali” e si da credito al popolo si ottengono questi risultati. Viva la democrazia, viva la democrazia. E le analisi sempliciste.
Una domanda: ma quando da giovane quelli come Alemanno e i suoi “nemici politici”, i comunisti, andavano in giro a gambizzare la persone e lanciare molotov inneggiando a Mao o a Pinochet, la colpa di chi era? Della Tv?
A seguirlo nel solco della genialità è arrivata un’altra vetta del pensiero umano, Brunetta. Il quale se le presa con film, fiction e compagnia cantante che denunciano la situazione dei precari. Anche qui: risolvere il problema? No, eh.
In compenso si evidenzia il frame concettuale della Destra. Il mondo è cattivo, ognuno deve essere educato con le cattive (modello padre severo ma giusto), ognuno deve essere l’imprenditore di se stesso. Se abile diverrà ricco e rispettabile, mentre gli scarsi saranno i poveri (quelli delle periferie di Alemanno?). Interessante visione, per carità. Però è curioso che a dirlo siano spesso i figli di papà (non Brunetta, però, figlio di proletari), interessante come si salti a piè pari il ruolo del caso nella vita di tutti noi (dove nasci, che educazione ricevi, chi incontri). Altrettanto interessante è la costante sottovalutazione delle aspettative delle masse che della libertà non sanno che farsene. Perché se si è liberi di arricchirsi si è anche liberi di impoverirsi. In queste condizioni è facile aspettarsi una rivolta delle masse. Se poi lo abbiniamo alla nascente formazione di una èlite mondiale cosmopolita sradicata e disinteressata dai luoghi, abbiamo uno scenario splendido. Una riedizione del periodo storico 1848-1945. Ah lo stato sociale, questa pretesa assurda…
Altrettanto interessante, alla fine, che a questa visione del mondo si accodino le masse- e quindi propugnando un sistema meritocratico, almeno sulla carta- salvo poi sparare a zero su ogni èlite. La democrazia è davvero divertente…
Z.M.




