giovedì, 16 aprile 2009

Sul caso Adriano è facile indulgere nell’ironia e nella demagogia. È ricco, famoso, contornato da fanciulle discinte, il suo lavoro consiste nel correre dietro ad una palla. Dopo un’infanzia di miseria ha avuto la possibilità di cambiare la propria vita. Eppure Adriano in questi anni si è comportato da bimbo viziato ed ora risulta depresso, disperso in Brasile per ritrovare la voglia e la gioia di giocare nuovamente al calcio.

Come ho detto è facile criticare. Ma mi permetto di dargli un consiglio: si faccia tre mesi di fabbrica. E poi sì che potrà assaporare di nuovo la gioia nel giocare a calcio. Sfortunatamente altri non possono fare l’operazione inversa.

Z.M

postato da: Pippem alle ore aprile 16, 2009 22:07 | Permalink | commenti
categoria:adriano, angolo misantropo