A quanto pare il buon Blair è stato sonoramente bocciato per la carica che potrebbe andare, ironia del fato, a D’Alema. Ma perché mai? Forse per quello che mister Blair ha fatto nel corso degli anni e che oggi sostiene. Guardiamo nel dettaglio.
Partiamo dalla sua attività di Governo. Il buon Blair, dopo un dominio decennale, ne è uscito con le ossa rotte. La sua popolarità è ai minimi storici (ha persino infettato il povero Brown…), la sua visione politica (la cosiddetta “terza via”) ha smarrito la bussola. Peggio ancora sul piano europeo. Non è mai riuscito a far aderire gli inglesi all’Euro e la perfida Albione persiste nel suo euroscetticismo. All’epoca della guerra in Iraq, inoltre, il nostro eroe si schierò immediatamente con Bush, bloccando sul nascere ogni possibile occasione di espressione unitaria della UE.
Non meno importante, anche se un po’ passate in sordina, le opinioni di un Blair appena rinato nella fede. Alla conferenza sul dialogo interreligioso tenuta alla Georgetown University un paio di settimane fa, il nostro così si è pronunciato:
“Siamo di fronte ad un aggressivo attacco laico dal di fuori. Ci troviamo di fronte alla minaccia dell’estremismo dal di dentro”
“Coloro che disprezzano Dio e coloro che commettono la violenza in nome di Dio, entrambi rappresentano due modi di vedere la religione. Ma entrambi non offrono speranza per la fede nel ventunesimo secolo”
Insomma, l’ateo è pari all’integralista. Eppure non mi risultano attacchi atei dietro all’11/09 o la presenza di una teocrazia atea in Afghanistan o in Iran. Così come gli scontri religiosi in India, Nigeria, Sudan, o gli atti di persecuzione come in Iraq non mi sembra che siano all’insegna dell’ateismo. A cosa si riferiva Blair allora? All’insana pretesa degli atei non solo di esistere, ma persino di prendere parte alla vita pubblica. Insomma, ateo figliolo, in privato fa quello che vuoi (così che poi si possa dire che siate tutti dei libertini e dei malvagi) ma in pubblico non esistere. Un po’ come abbiamo potuto assistere alla querelle degli ateo-bus. Su di essi puoi appiccicare le tette e i culi, un banale atto d’esistenza di un “diverso” no.
“Queste sfide [costruire un mondo di pace e prosperità] non sono solo per i musulmani o cristiani o ebrei, indù, buddisti. Sono sfide per tutti gli uomini di fede”
E quelli senza fede? Ovviamente sono loro il problema. E poi costoro non sono neppure uomini. Per volontà di dio, ovviamente.
Povero Blair, come si è ridotto. Ma non preoccupatevi, non credo che se la prenderà per la bocciatura. Potrà sempre andare in ritiro spirituale in un convento. Magari insieme a Marrazzo.
Z.M.
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