giovedì, 17 settembre 2009

Negli ultimi tempi si è fatta strada fra i giornali l’ipotesi di un’eventuale caduta dell’attuale Governo e relativa successione ad un ormai finito Berlusconi. L’ipotesi verte su questi fatti: perdita di credito a livello internazionale, scandali e  scandalucci in cui è coinvolto il premier operaio, bocciatura del Lodo Alfano, solite grane con la Giustizia, sconfitta alle prossime regionali, fine di della (deludente) attività governativa per passare al meno  nobile “mi paro le chiappe”.

Gli attori di questa operazione dovrebbero essere Casini (già in rotta col Premier, a cui ha fatto seguito lo strappo in diretta Tv), Fini (anche lui in rotta con Silvio IV), D’Alema (e figurati), con l’appoggio di Confindustria (che non vede di buon occhio un parvenu come Silvio). Un Governo, tuttavia, politico e non tecnico, il che vedrebbe fuori dai giochi Draghi.

Ma una cosa del genere è fattibile? Ritengo, ma potrei sbagliare ovviamente, che ci muoviamo nella fantapolitica o addirittura nel regno dei desideri più che nella realtà. Analizziamo la situazione in vista delle premesse e di un’eventuale operazione “ammazza il tappo”.

Allora. La perdita di credito non è affatto una novità, anzi era scontata. Che il mondo sghignazzi dell’Italia berlusconizzata è risaputo. Ma lo era anche nelle legislatura precedente che è durata cinque anni. E l’Italia è un paese chiuso in sé stesso che poco guada al di là delle Alpi. Lo stesso dicasi per i problemi giudiziari: ve la ricordate la legislatura precedente? Senza contare che non è affatto scontata la bocciatura del Lodo Alfano, visto che in ballo non si sono solo le scontate argomentazioni giudiziarie ma anche quelle politiche. E la sconfitta alle regionali? Sinceramente, allo stato attuale, non se ne vede il sentore. Vero che mancano più di nove mesi e in questo lasso di tempo può accadere di tutto. Ma non si deve dimenticare che per perdere le elezioni non basta perdere i voti, ma ci vuole anche qualcuno che li raccolga. E chi sarebbe di grazia? Il PD? Scusate ma è d’obbligo: ah ah ah ah ah. È più plausibile che gli eventuali voti persi per strada finiscano alla Lega, con poche briciole a Casini.

Se le premesse non reggono, miglior sorte non tocca ai novelli Bruto. Fini è in rottura con il Pdl? Molto bene, ma quanti vota si porta dietro? Diamogli un generoso 10% (su 12% di AN), a cui sommare un generoso 6% di Casini. E D’Alema? Inevitabile la rottura anche del PD, con la definitiva secessione della parte sinistra del partito. Diamogli un generosissimo 20% (su 27%). Risultato? Il 36% contro un probabile 35% dell’unione ex Pdl e Lega (almeno il 27% per il primo con un probabilismo, per difetto, 8% per il secondo. Occhio che vista l’operazione vedo la Lega in impetuosa crescita al grido di “poteri forti” e “congiura palazzo”). Morale? Non hanno i voti per farlo se non con un’alleanza con Di Pietro! Ammesso, ma non concesso, che gli elettori di Fini accettino di mollare il biporalismo per un neo grande centro (estremamente improbabile... tra l’altro mi sapreste dire su cosa sono d’accordo Fini e Casini? I temi etici? Ah ah), che quelli di Casini accettino D’Alema e i suoi (figurati) e che gli elettori di D’Alema accettino i primi due citati (forse gli ex Margherita, ma quelli ex Ds…).

E poi? Nel progetto il Governo sarebbe di breve durata, in vista delle elezioni. Ma chi si presenterebbe? An e l’Udc insieme a quel che rimane del PD? Con magari l’Idv? E siete sicuri che possano avere la meglio sull’asse FI e Lega? Non c’è il rischio che  a far cadere Berlusconi ne segua poi una nuova stagione berlusconiana ma con una maggioranza ancora più ampia? Soprattutto se il personaggio continuerà a lottare con il suo mostruoso potere mediatico? Senza la possibilità di risolvere il conflitto d’interessi visto che verrebbe vista, ormai, come un’operazione di killeraggio politico.

Morale della favola? Che oggi uno scenario simile è irrealizzabile e si renderebbe realistico solo con una totale dipartita di Berlusconi dall’agone politico (Galera? Camposanto?) e relativa implosione non solo del Pdl ma soprattutto di FI. Il che porterebbe ad un gonfiamento mostruoso della Lega (scommettiamo che potrebbe arrivare al 15/ 20%?) a cui non si potrebbe far altro che far fronte con un “Governo di salvezza nazionale” (l’ennesimo…). Ma poi? Alle elezioni? La Sinistra radicale inesistente, un PD imploso, a vincere sarebbe ancora una volta un centro-destra moderato (sulla carta) composto da An, Udc, ex Fi ex PD, ma in molti potrebbero pretendere la testa di Fini come pegno di alleanza (soprattutto gli integralisti cristianisti). Un bel clerico- reazionario ma filo impresa, magari come premier un bel Tremonti o un Montezemolo... Non per dire, ma almeno con Berlusconi si ride.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore settembre 17, 2009 14:40 | Permalink | commenti
categoria:politica, berlusconi, fini, pd , pdl
lunedì, 07 settembre 2009

«Adesso sono pronta per un film, fino a oggi non ho potuto farlo perché non ero notoria»

Così si è espressa Noemi Letizia durante l'intervista rilasciata al Daily Mail. Ingenuo io, che pensavo che la capacità richiesta per apparire in un film fosse il saper recitare. Ecco perché Monica Bellucci si è data al cinema...

postato da: Pippem alle ore settembre 07, 2009 15:27 | Permalink | commenti
categoria:ipse dixit
lunedì, 07 settembre 2009

Ma allora il buon Boffo, dopo aver dovuto dimettersi per via del cannoneggiamento di Feltri, è divenuto un martire della libertà? Siamo davanti ad un caso di squadrismo giornalistico? Per rispondere individuerei due aspetti separati: Boffo in sé e il ruolo della stampa.

Partiamo dal primo. Le dimissioni sono dovute allo sputtanamento eseguito da Feltri. Il direttore di Avvenire, uno di quelli che vanno dietro al ritornello “io- e non voi- ho dei valori, i tuoi- se li hai- non lo sono e se non fate come dico io finisce la civiltà”, è stato condannato per molestie, mentre la storiella di una presunta omosessualità è stata smentita (il che per la mia ottica non comporterebbe un problema, ma io non sono un cattolico…). Quindi? Per quel che mi riguarda, essendo il sottoscritto un “ateo/bastardo/libertino/nichilista/relativista/scientista/laicista”, la cosa sarebbe del tutto minoritaria. Anzi, a costo di scandalizzare qualcuno, parliamo di un piccolo reato avvenuto anni fa risolto tramite un patteggiamento. Sapete com’è, io mi indignerei di più di personaggi abbonati allo sputtanamento e alla menzogna come linea editoriale. Caratteristiche che ritroviamo in Boffo e per le quali l’avrei mandato in mezzo ad una strada diverso tempo addietro. Il problema è che il nostro è un cattolico, quella simpatica setta dedita al moralismo perbenista. In pratica non sono quelli come il sottoscritto a chiedere la sua testa (al massimo un po’ di coerenza…), ma gli amichetti suoi. Quindi parlare di un “complotto laicista” è ridicolo più che demenziale. Comportati bene la prossima volta, bimbo.

Altro punto è chiedersi chi sia veramente quest’uomo, come fa Giornalettismo:

 

Ma forse sarebbe meglio ricordarci perlomeno chi sia, la nostra ultima vittima del regime. Un indizio potrebbe darcelo un episodio raccontato da Denise Pardo su L’Espresso: 18 aprile 2006, forum delle lettere dell’Avvenire. Un lettore scrive: “Sarà dura rimediare ai guasti di Berlusconi, tra cui la secolarizzazione etc etc”. Lo sventurato gli risponde: “Il fenomeno della secolarizzazione in Italia era partito assai prima che Berlusconi invadesse l’etere con le sue tv. Abbiamo dimenticato la vicenda del divorzio e dell’aborto? Si ricorda quel ragionamento sibillino e falsamente democratico che dilagò anche in casa nostra, nel mondo cattolico, secondo cui si diceva: ‘Io non divorzierò mai, ma perché devo togliere questa possibilità ad altri?’. Provi a pensare, amico caro, se l’inizio della crisi non fu piuttosto questo“.

 

Parliamo, in pratica, di un fondamentalista pronto ad imporre la propria visione del mondo a tutti. Il che ci porta al fatal quesito: in una situazione opposta, dove ad essere “vittima” dello “squadrismo” sarebbe stata uno di quei direttori o editorialisti o politici ateo/bastardo/libertino/nichilista/relativista/scientista/laicista”, quale sarebbe stata la reazione del nostro eroe? Secondo me avrebbe inneggiato alla “fine dei valori”, la sciagura della secolarizzazione e compagnia cantante. Senza offesa Boffo, ma non sei un martire. Sei solo l’ennesimo moralista che di mancata moralità muore. Ennesima prova che la fede religiosa non porta al rispetto della legge. Qualcuno lo può dire ai Cattolici?

L’altro punto è il ruolo del giornalismo. Si è lamentati della violazione della privacy di Boffo. La questione non è pari rispetto a Berlusconi per il semplice motivo che quest’ultimo in quanto politico è un personaggio pubblico che deve rispondere a determinati criteri di trasparenza. Se ne deduce che il Giornale ha fatto una bella carognata, oltre ad aver sputtanato la propria linea editoriale. Il quotidiano, infatti, deplora la fuga delle notizie che avvengono nelle procure? E che fa? Fa lo stesso, dato che mi risulta che il casellario giudiziale sia accessibile a magistrati e ai diretti interessati, non a sconosciuti. Amen, ma almeno per una volta ha dato una notizia.

Ma il Giornale si è dimostrato fazioso al servizio delle esigenze del padrone, si obietta. Bene, ma potete illustrarmi un giornale che non lo sia? La stampa non vive tramite analisi illuminate, ma solo il tifo da stadio. Triste? Sì, ma è così. Non è un caso se tutta la stampa italiana si è alzata in difesa del personaggio che abbiamo visto sopra.

E le esigenze del padrone? Ritengo difficile che Berlusconi abbia avallato la linea editoriale di Feltri. Non ha da guadagnare, anzi lo ha portato allo scontro frontale con la Chiesa e riportato in auge vicende che erano sul viale del tramonto.

Insomma, per concludere la faccenda traccia un bel quadro del paese di oggi. Da una parte abbiamo una Chiesa che rompe con ‘sti “valori” giorno e notte salvo poi chiudere un occhio sui comportamenti di chi le promette un “obbedisco” sui temi etici. Al riguardo leggete fra le righe dell’intervista rilasciata da Sacconi sul Corriere della Sera. Dall’altra abbiamo un mondo culturale diviso da due bande che ciclicamente interpretano lo stesso ruolo: verginella o accusatore. Ricordare di Sircana? Chi era che difendeva la privacy, allora? O gli immigrati? Chi è che piangeva sui morti albanesi anni orsono?

In mezzo abbiamo gli Italiani che, a dispetto di tante chiacchiere, non sono cattolici bensì papisti. Non conoscono il Vangelo o la Bibbia e meno che mai ne praticano gli insegnamenti (anche perché sennò si finisce in galera…), ma guai a toccare il Papa, il santino o la madonnina. Formale omaggio al Papa in pubblico, sfrenato libertinaggio in privato. E per i pochi cattolici che si presentano come moralisti, aka Boffo, non c’è alternativa alla reprimenda “così fan tutti” (dopo lo sputtanamento per via di una falsa moralità, ovviamente). Bene, diamo ragione a Feltri, ma allora chiedo: perché vuoi imporre a tutti principi e valori che sei il primo a non rispettare?

Nel complesso l’Italia è un paese dove la critica non è accettata e la si vive solo come espressione di “poteri forti”, complotti e compagnia bella. Mi chiedo perché nessuno non fornisca la riposta italiana ai vari Simpsons, Griffin, American dad. Eh sì che di materiale ce ne sarebbe…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore settembre 07, 2009 15:23 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, libertà, cattolici, libertà dinformazione, caso boffo