mercoledì, 19 agosto 2009

Sono morte due persone per un cocktail di alcol e droga in una rave party? Bene, subito fiocca una proposta di legge per rendere illegale il baraccone. A riguardo si potrebbe far notare che ogni volta un bolla mediatica giunga all’orizzonte subito un politico di turno si affaccia con una proposta di legge. La quale, in genere, o non passa – a volte neppure arriva alla discussione- o non fa che aumentare le pene, salvo poi dimenticarsi che un atto era già illegale e quel che serve è il controllo, non inasprire una pena che rimane virtuale. Ma è tempo perso.

Si obietta che i rave party siano illegali. Francamente ne dubito, ma se così fosse basterebbe far applicare le leggi attuali piuttosto che farne un’altra. E così torniamo al discorso originale.

Pensiamo, invece, alla montagna. Quanti morti ha fatto negli ultimi giorni? Non puoi accendere mamma Tv che subito ti fioccano notizie di morti, tragedie e “montagna killer” (perché non “alpinista pirla”?). Bene, visto che la contabilità è sfavorevole alle montagne, perché non le chiudiamo?

Si dirà: ma lì non c’era droga e alcol! Appunto, ecco il vero punto dolente. Le persone che partecipano al rave party non ne sono costrette, ma è un loro libera decisione. Crepano? Affaracci loro. Non la pensano così ampi settori dell’opinione pubblica: cattolici, moralisti di Sinistra. I quali fusi assieme danno luce ai cattocomunismi. A dar man forte abbiamo la Destra sociale e qualche Leghista. In due parole: lo Stato etico. Pronto a dirti quello che non puoi e quello che devi fare.

Che la politica abbia fisse rivoluzionarie, sempre pronta a cambiare la società passi. Che al suddetta società subisca passivamente, no. Ma avete così poca considerazione di voi da prendere ordini dal primo tonto che ciondola nel Parlamento?

Si vede bene sui divieti per i giovani di bere e fumare. Se sotto l’influsso dell’alcol fanno guai, che vengano puniti per l’azione non per la bevuta. Se il fumo fa male, beh, tanto peggio per loro. E quanto alla storiella del “non fa bene”, vi chiedo: voi quanto pesate? Lo sapete che mangiare troppo fa male? Perché invece di inneggiare all’obesità giovanile non guardiamo quella dei vecchi?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 19, 2009 15:09 | Permalink | commenti
categoria:libertĂ 
lunedì, 17 agosto 2009

Umberto Bossi e il sole d’Agosto:

 

In agricoltura mancano i giovani, sono tutti vecchi. I giovani qualche lavoro dovranno trovarlo. Se ci sono terreni agricoli che costano allo stato ma non rendono. Allora è meglio darli ai giovani, che non li facciano costare li facciano rendere“.

 

   Ho  già un candidato: il figlio Renzo, il genio bocciato tre volte alla Maturità ma solo per via dell’odio politico. Il che renderà tutti felici e contenti. Bossi senior potrà tirar avanti con le sue lumbard traditions. Chi è dotato di un minimo di cervello eviterà di prendere ordini o dover disquisire con uno come Bossi junior. E quanto a questo, sotto il sole d’Agosto potrà continuare la tradizione paterna del “la sparo più grossa io”.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 17, 2009 13:51 | Permalink | commenti
categoria:ipse dixit
lunedì, 17 agosto 2009

Romanzo di Violetta Bellocchio, Mondadori, Milano 2009. La storia, raccontata in prima persona, riguarda Layla, il cui unico talento nonché missione è quello di fare del male al prossimo. Giunta a ventotto anni decide di cambiare vita. Non per pentimento o per qualche altra idiozia in tema, ma per chiudere la “carriera” all’apice del successo e non in una fase di declino. Sfruttando un’eredità paterna, la casa chiamata “La Bambola”, decide di aprire un bed & breakfast. E da qui parte la storia.

Il libro è interessante, affascinante e scritto con maestria. Lo svolgimento della trama non è degno di un Nobel, ma vi sono diverse trovate veramente interessanti. In primis la costruzione della leggenda metropolitana di Cristina, la cameriera assassina. Il vero punto forte del libro, però, è la narrazione in prima persona dell’autrice, traboccante di un’invidiabile misantropia. Lettura interessante e consigliata.

Da rilevare la campagna pubblicitaria: dall’acquisto di un determinato numero di copie si possono ottenere diversi vantaggi. Tipo fare colazione o cenare con l’autrice. Mah.

Frase del libro:

“Andiamo, come si può peggiorare il Monopoli?”

“Metti una fossa comune al Parco della Vittoria.”

E oltre ad alzare il pugno ed augurare a Ciclope che questa volta ce la fa e nascerà (l’autrice è geniale), questo è tutto.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 17, 2009 13:44 | Permalink | commenti
categoria:recensione
mercoledì, 12 agosto 2009

 

«La Lega esorta la Rai a mandare in onda le fiction di grande ascolto in dialetto con i sottotitoli, oppure per chi ha la televisione in digitale, di aggiungere al canale audio anche la versione dialettale. Sarebbe bello se uno dei canali radio fosse interamente dedicato a tutti i dialetti d'Italia con rigorosa par condicio regionale»

 

Così parlò messere Zaia, il ministro per le Politiche Agricole. Immaginate di essere rinchiusi in casa, costretti a sorbirvi la Tv. Ma di che vi preoccupate, ci sono le fiction (argh!)! E pure in dialetto con sottotitoli italiani, o in italiano con sottotitoli in dialetto (ri argh!)! Contenti? Scommetto che non vi perdereste neppure una puntata.

Un paio di domande:

_ mentre nel mondo conta la conoscenza dell’inglese – italiani pecore nere della UE- noi puntiamo sui dialetti?

_ ma quanti dialetti ce stanno? Una ventina? E quante persone li conoscono? Un’altra ventina?

_ se nessuno, si presume, si sorbirà ‘sta roba, come si rientrerà per i capitali (mal) spesi?

Insomma signore Zaia, torni ad occuparsi di rape e cavoli. Fa una figura migliore. E quanto al Sole la smetta di picchiare così forte, su.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 12, 2009 17:39 | Permalink | commenti
categoria:angolo misantropo
mercoledì, 12 agosto 2009

Immaginate che a scuola vi sia un’ora di etica laicista e relativista. I vostri cattolicissimi pargoli non hanno l’obbligo di frequenza a discapito, però, di un credito che concorre a determinare il punteggio di laurea finale. Inoltre il docente di questa materia, pur non avendo mai conosciuto direttamente il vostro pargolo, può dire la sua agli scrutini. Vi sembra giusto? Vi sembra sensato?

La sentenza del Tar agisce proprio su questi punti. Evitare che la non frequenza comporti un credito in meno a chi presenzia (ma in genere non segue…) l’ora di religione, nonché che a giudicarti agli scrutini sia una tipa che non ti conosce neppure.

Obiezioni? È una discriminazione. Falso. Nel caso dei crediti: o a tutti o a nessuno. Ma è discriminazione verso i professori dell’ora di religione. Chi? Quelli che non sono scelti tramite concorso (come tutto) ma su chiamata del vescovo? Ve bene, ma quant’è discriminatorio farsi giudicare da una che manco ti conosce? È intelligente e non lo fa? Bene, ma allora a che serve la sua presenza al tavolo della discussione?

Ma è una discriminazione verso la cultura cattolica. Falso e pure infondato. Falso perché l’ora rimane e non viene messa in discussione (ma se anche fosse, che discriminazione sarebbe?). Infondato perché la sentenza riguarda l’aspetto giuridico, non culturale. Riguarda l’uguaglianza davanti alla legge (quella roba noiosa della Costituzione), tralasciando fra l’altro la storiella dell’identità del paese. Senza contare che adottando un lessico tanto caro al mondo cattolico, si confonde una pretesa con un diritto.

Qual è la strategia di comunicazione cattolica? Ignorare i fatti e sparare cavolate: un attacco alla laicità dello Stato (?), una discriminazione verso il mondo cattolico (!)… che il clero e i politicanti straparlino è la norma. Spero solo che gli intellettualoidi e i giornalai non seguano a ruota.

Concludo con un invito al mondo cattolico: invece di fare i soliti maialini strillanti, perché una volta tanto non rimanete sui fatti invece di fare i furbetti?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 12, 2009 17:29 | Permalink | commenti
categoria:religione, sentenza tar
martedì, 11 agosto 2009

Ancora una volta i mass media lanciano l’allarme: troppo alcol fra i giovani. Tralasciando i vecchi ubriaconi, si pone il fatal quesito: embè? Vanno in come etilico? Meglio, non fermate l’evoluzione. L’unico limite è che questa feccia non causi danni sulle autostrade a dei poveracci che passino lì per caso. E proprio per questo l’essere minorenni è un vantaggio.

 

Gabbie salariali, strilla il padano di verde vestito. Ma ci sono già. Fra Nord e Sud le retribuzioni sono diverse. Allora? C’è chi parla di proclami identitari per farsi pubblicità in vista di elezioni ed elettorato. O di astuta manovra politica per ridurre gli stipendi al Nord e pure al Sud. Ma vah, è solo il sole d’Agosto.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 11, 2009 14:52 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 11 agosto 2009

Il presidente Cei Bagnasco non si è perso l’occasione per metterci al corrente delle sue erudite analisi sulla società moderna. Partiamo con il classico “piagnisteo del perseguitato”:

 

“[oggi]i poteri ingiusti, che vorrebbero imprigionare la libertà del credente, sono molti [ma ] uno di questi - forse il più subdolo e strisciante - è il dominio della cosiddetta opinione pubblica»

 

Per esempio? In che modo l’opinione pubblica (esiste ancora?) limita la libertà del credente? Le sue chiese non traboccano d’oro, i palinsesti televisivi non ospitano programmi religiosi, i Tg non danno ampio risalto alle fesserie d’Oltrevere? Mistero. Se non fosse che:

 

“Sembra che il bene e il male dipendano dall’opinione pubblica, cioè da ciò che gli altri - rappresentati come maggioranza - pensano sui valori. Come se ciò che è morale o immorale dipendesse, in fondo, dai numeri”

 

Il che è una banalissima presa d’atto. Spazio tempo che vai, norme e valori che trovi. Quindi? Ah già, dimenticavo:

 

“È, questa, una vera e propria ideologia che mina alla radice la costruzione della persona: essa, in questo modo, non è riconosciuta responsabile di sé, ma è consegnata in balia di se stessa, senza punti di riferimento etici, senza principi di fondo universali e assoluti”

 

Ma vah. L’assenza di questi assoluti- che non vengono negati per superbia, ma semplicemente: qualcuno li ha mai visti?- non comporta nulla se non l’inazione o una generica tolleranza verso il molteplice. Tutte le porcherie dell’ultimo secolo sono state fatte all’insegna di principi e valori. Esattamente come nei millenni precedenti. Che ne pensa al riguardo mr. Bagnasco?

Fra l’altro salta a pie pari un’altra questione: ma questi assoluti sono veri e come tali vanno seguiti, oppure l’uomo ne necessita, dichiarando come tali quello che gli passa per la testa? Basta prestare ascolto alla vocina dell’amico invisibile, ovviamente:

 

“Il bene e il male non può essere deciso con i numeri, ma in virtù di quella voce universale che è nel cuore di ogni uomo e che è la coscienza: essa - se viene ascoltata senza pregiudizi - fa echeggiare quelle verità assolute e prime il cui affermarsi permette all’uomo di essere integralmente uomo e alla società di essere veramente umana”

 

Detto diversamente: scienze delle merendine. Sempre a chiacchierare in termini letterari, mai a spiegare in termini empiricamente validi.

Una menzione particolare meriterebbe “la grammatica etica universale” che diversi ricercatori (etologia e neuroscienza) hanno rinvenuto. Ma questa è figlia dell’evoluzione, non di un “coso” creatore di tutto su cui non si può dir nulla. I cui unici atti- se si accetta la storia Bibbia= parola di dio- mostrano comportamenti inaccettabili per l’età contemporanea. Ma dire ‘ste cose è tempo perso.

Ma ho titolato “l’arte di non parlar chiaro”. Perché? Perché la Chiesa non ha le palle di dire quello che pensa veramente. Il problema del mondo cattolico non è solo l’infondatezza delle sue pretese. Perché, invece di parlare di valori immutabili, che poi sono cambiati nel corso dei secoli, non ce ne dà una dimostrazione empiricamente verificabile?

Perché invece di sparare cavolate su Relativismo e Nichilismo non dice chiaro e tondo che il vero obiettivo è il Liberalismo? Vediamo:

 

"A dire il vero c'é anche chi ritiene e proclama che non ha più senso parlare di moralità e di immoralità, poiché, essendo impossibile, essi pensano, conoscere la verità delle cose, ognuno decide individualmente e assolutamente ciò che è bene o meno, basta non disturbare troppo gli altri"

 

La prima parte è Relativismo? Bene, ma la seconda si chiama Liberalismo. Perché, invece di fare psicologia da due soldi (senza portare i dati empirici, però…), non lo dice chiaro e tondo? Che esiste una sola morale data da questo “dio”- ma quale, ce ne sono tanti-, anzi dal loro “dio” e che bisogna seguirne gli insegnamenti sotto la guida del suo vicario in Terra, cioè messere lo Papa? Che solo a lui spetta il monopolio dell’etica?

Per carità, il non essere Liberali non è di certo illegale o motivo di biasimo. Il giocare sulla mala fede sì, però.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 11, 2009 14:33 | Permalink | commenti
categoria:religione, relativismo, valori, libertĂ 
venerdì, 07 agosto 2009

Intervista di Giovanni Reale su il Giornale. Poteva esimersi il nostro a tirare in ballo la scienza? Ovviamente no. Vediamo:

 

«Oggi assistiamo al predominio del pensiero scientifico su quello filosofico. Un errore. La scienza è scienza del particolare, come già sosteneva Aristotele, un empirico. Ma la filosofia si occupa di un altro tipo di realtà, la realtà generale, e con un metodo che non è quello della scienza. Prendiamo appunto Moretti-Costanzi: va a fondo dei problemi ultimativi. La tecnologia e il ragionamento scientifico vanno bene nell’ambito del conoscere cose, ma non per conoscere l’uomo»

 

Con l’ultima frase il nostro eroe ha appena sputtanato la sociologia, la psicologia, l’antropologia, la  filologia… tutte le discipline che non siano la filosofia, in pratica. Si obietterà che le scienze naturali non siano paragonabili con quelle sociali. Ma qui casca il filosofo/asino nonché l’errore. Non esiste la scienza come viene comunemente detta. Esiste un metodo scientifico e una comunità di persone che adottando questo metodo poi si confrontato fra loro per stabilire il significato o anche solo la correttezza di una ricerca. Metodo comune a tutte le discipline sopra citate. Il problema è che quando si dice scienza si pensa subito ala fisica o alla matematica. Capisco per il demos semianalfabeta, ma da uno come Reale…

Il predominio del suddetto metodo su quello filosofico è dovuto ai risultati, non a un non comprensibile capriccio. Le scienze naturali hanno annichilito la metafisica e dintorni, quelle sociali i rimanenti campi di indagine (etica in primis). Il nostro eroe dovrebbe ringraziare la scarsa diffusione delle conoscenze raggiunte da queste discipline. Altrimenti un posto in un ospizio qualunque non glielo leverebbe “niuno”.

L’intervista, tuttavia, presenta numerosi ulteriori spunti:

 

«Le vittime dello scientismo considerano sbagliati i metodi ascetici. È un errore anche dei giovani: vogliono imparare solo ciò che serve per guadagnare soldi. Si parla malissimo della cultura umanistica che invece è “facitrice di uomini”. La scienza pretende di creare sulla terra il paradiso terrestre. Ma vogliamo tener conto anche degli abissali pericoli che produce?»

 

Imparare solo ciò che serve per fare soldi? Senza offesa, ma se a vent’anni ti rendi conto di non avere imparato nulla che ti permetta di sopravvivere un po’ ti girano. Le bollette chi me le paga, Petrarca? O magari lo stesso Reale…

Storia del paradiso terrestre. Ma quando mai? La scienza produce sapere, ma è puramente speculativa. Volendo si potrebbe far sì che non ci sia nessun effetto sulla vita di tutti i giorni. Differente è la storia riguardante la tecnologia, figlia dorata dell’avventura scientifica. Ma qui è da chiamare in causa anche il capitalismo.

Senza contare, poi, che gli ultimi tentativi di realizzare paradisi in terra sono da imputare a Nazisti (imbevuti di Romanticismo e Irrazionalismo) e Comunisti (imbevuti di una variante post moderna di Illuminismo), non a cricche di tecnocrati o quant’altro. Rimane una curiosità: ma per il filosofo, il mondo va bene così com’è? Chi glielo dice a quei quattro miliardi di persone che fanno la fame? I principi e la metafisica?

E i pericoli della scienza? Tipo il nucleare? Ma la gente perché costruiva armi nucleari? Perché lo dicevano le conoscenze della chimica o perché sfruttavano le conoscenze della fisica in nome di principi e valori? Mai visto su un manualizzo di fisica l’obbligo di costruire armi nucleari. Che l’Iran si stia dotando di armi atomiche su ordine di un fisico?

 

«Fino a 40-50 anni fa, nel dire a qualcuno che era ateo lo si offendeva. Oggi se uno è credente è considerato a priori non scientifico. E invece in campo umanistico, campo del generale, si colgono forme di realtà che non appaiono attraverso i cinque sensi»

 

«È un altro errore identificare la felicità con il benessere. Quest’ultimo ha bisogno di altre fonti per essere nutrito, per esempio la tecnologia. La felicità è una cosa diversa. Ci sono mali spirituali che non si risolvono con i beni materiali»

 

Che una persona non sia scientifica non è di certo reato. Così come non è un insulto non essere considerati tali. Semplicemente non si adotta il metodo scientifico. Capita, non te lo ordina il medico. Singolare che siano tutti ad accodarsi al carro della scienza, riconoscendone implicitamente l’autorità. Fra l’altro, qualcuno mi può dire quali siano i risultati di questa benedetta filosofia e di questo benedetto umanesimo? E quali siano queste forme di realtà? E come le trovi? Con una canna?

E la storia del benessere? Come dargli torto? Ma vorrei sapere chi afferma il contrario…

Dopo questa carrellata di orrori, ditemi: faccio male a chiamare costoro studiosi di scienze delle merendine?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 07, 2009 21:22 | Permalink | commenti
categoria:filosofia, scienza
giovedì, 06 agosto 2009

Ancora una volta il Papa torna sul Relativismo. Attacca con un paragone con la Rivoluzione Francese:

 

"Se allora c'era la 'dittatura del razionalismo', all'epoca attuale si registra in molti ambienti una sorta di 'dittatura del relativismo'. Entrambe - ha aggiunto - appaiono risposte inadeguate alla giusta domanda dell'uomo di usare a pieno della propria ragione come elemento distintivo e costitutivo della propria identità".

 

Personalmente spero di no, passare dai Giacobini a Napoleone non è un spettacolo affascinante. Soprattutto se hai già un candidato Napoleone. Fate il nome…

Secondo affondo:

 

“Il relativismo contemporaneo mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l`essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo. Oggi però, come allora, l`uomo 'mendicante di significato e compimento' va alla continua ricerca di risposte esaustive alle domande di fondo che non cessa di porsi".

 

E questa è bella grossa. Allora, per l’ennesima volta, ricordiamo che il Relativismo non è una dottrina unitaria, ma presenta diversi aspetti. Abbiamo quello concettuale, quello della storiella “la verità non esiste”, ma è facile da confutare. Basta fare la prova del bastone e della testa del filosofo.

Poi ne abbiamo altri due. Ma questi ultimi non sono affatto dottrine. Quello culturale è uno strumento adottato dagli antropologi per studiare culture differenti. Quello etico, invece, è una banalissima presa d’atto: continuum spazio-temporale che vai, etica che trovi. Con buona pace dei tanto decantati valori assoluti. Si potrebbe far notare che l’etica derivi dalla selezione naturale, esattamente come tutti gli altri animali, ma non credo che per quanti si ritengano fatti ad immagine e somiglianza verso un “dio” ciò vada bene. Quindi glissiamo, ma vediamo che la suddetta presa d’atto è facile da motivare.

La Chiesa stessa ne è la prova. Feroce avversaria per secoli della libertà di opinione  e di culto, ora se ne erge a paladina (o lo fa vedere…). Sbagliava allora? Sbaglia oggi? Lo stesso dicasi per la pena di morte. Chi si oppone è la stessa istituzione che era solita fare barbecue in piazza con persone come piatto principale. Sbagliava allora? Sbagliava oggi? Mistero. O più semplicemente: continuum spazio-temporale che vai…

Secondo punto, non meno affascinante. La Chiesa denuncia che la Scienza o qualunque altro ismo le passi per la mente (Scientismo, Relativismo, Liberalismo…) non fornisca le risposte esistenziali dell’uomo. E allora? Quale scienziato ha mai detto che questo sia lo scopo della Scienza? Zichichi? Tuttavia questa frase è un autogol per il mondo religioso. Se trovi una risposta non ti poni più la domanda. Nessuno si chiede quale sia la formula della gravitazione universale, ce l’abbiamo già. Ma se l’uomo continua a porsi domande esistenziali, a rigor di logica ne consegue che i tanto sbandierati dispensatori di “vere verità” e di “valori assoluti” (che cambiano ogni decennio…) abbiano fatto cilecca. Fra i quali anche sua santità messer lo Papa.

Concludo ricordando, ancora una volta, che la scristianizzata Europa contemporanea è la più libera, ricca e in pace degli ultimi cinque millenni. Perché non ci dice la sua opinione su questo, sua santità?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 06, 2009 15:43 | Permalink | commenti
categoria:religione, papa, relativismo, valori, vera veritĂ 
lunedì, 03 agosto 2009

Quando si parla della libertà di culto nel mondo, cosa vi viene in mente? Quando si parla di persecuzioni dettate dall’intolleranza verso altre fedi, che vi viene in mente? Quando si parla di persone uccise in Pakistan perché diversamente credenti, che vi viene in mente? Una sola parola: Islam. I cui membri hanno fatto passare all’Onu una risoluzione che dovrebbe in teoria difendere la libertà di culto e l’impossibilità di “offendere” la loro fede (in pratica si riduce al “io ho ragione e se sei diverso nel migliore dei casi vai in galera”). Il tutto nel silenzio dei media, eccetto un articolo di Dawkins (quel Dawkins) pubblicato dal Corriere.

Se si facesse notare il fatto che una fede religiosa ha problemi con i Cristiani (Cattolici, Protestanti e pure Ortodossi), con gli Ebrei, con gli Indù, con i vari culti animistici africani, con l’Ateismo e l’Agnosticismo (definiti nel migliore dei casi come apostasia, nel peggiore fate voi), ma non con i Buddhisti per il semplice fatto che non vi sono ancora giunti a contatto, che parola vi verrebbe in mente? Ancora una volta, una sola: Islam.

Z.M.

 

postato da: Pippem alle ore agosto 03, 2009 14:37 | Permalink | commenti
categoria:religione, islam