Sul forum del sito del Corriere della sera è scoppiato il caso dell’anno. Per via della guerra in Afghanistan (8 anni per rendersene conto, bravi), per via del fatto che Re Silvio va a puttane- ma di lusso-, per via della crisi economica? Ma va là, stiamo parlando del prestigioso corriere e degli italioti.
Ma, allora, l’argomento che ha destato tanto interesse qual è? Una quarantenne ha lasciato un post nel quale si lamentava della difficoltà di trovare un uomo, nonché della tristezza della sua solitudine e relativo bla-bla che esce dalla bocca femminile. Ancor più affascinanti (e veritieri, in parte) i post di risposta dei maschietti: si va dal solito atto d’accusa contro il femminismo fino al più plausibile “cocca, pensa a quanti no hai proferito nel corso degli anni”. A questo punto le femminucce si sono sentite chiamate in causa e da qui è scoppiata l’ennesima (ma comunque divertente) guerra dei sessi.
Vista la mia passione per le notizie inutili, soprattutto se oscurano quelle di ben maggior valore, sono pronto a dir la mia. Poca roba, una semplice considerazione. Partiamo dal presupposto tanto celebre quanto vero: fra maschietti e femminucce non c’è comunicazione. Né gli uni né le altre sono a conoscenza delle rispettive aspettative o relativi bisogni. Un caso da manuale è il ritorno a casa dopo una giornata di lavoro. Lui vuole solo stravaccarsi sul divano senza far nulla, lei non vuole far altro che dar aria alla bocca per esternare sensazioni e cattiverie (e non variabili di un problema da risolvere, come è lecito nell’ottica maschile). Siccome le due visioni opposte non sono conciliabili, si arriva all’inevitabile scontro. Per carità, se siete sceneggiatori di sit-com la cosa vi va alla grande. Per tutti gli altri no.
Stesso discorso sull’interazione fra maschietto e femminuccia. L’uno non sa che tipo di uomo ella desideri, l’altra non sa che tipo di donna lui desideri. Se nel caso maschile è facile appurarne i desideri (bellina, ninfomane, che non scassi le balle = che gli lasci il suo spazio per vivere), nel caso femminile la definizione “un vero uomo” lascia alquanto perplesso il maschietto medio. Deve essere gentile, ma non troppo sennò è un bamboccione. Rude, ma non troppo sennò è un cavernicolo. Deve rassicurarla (?), farla sentire speciale (il che è falso, fra l’altro). E via dicendo… Che fare, dunque? Semplice, a dir il vero. Mi risulta che gli uomini non nascano per gemmazione spontanea. Mi risulta che nell’infanzia la mamma (cioè donna) ricopra un ruolo importante. E allora perché la suddetta mammina non spiega al povero pargolo come funziona la (perversa) mente femminile? Perché non gli spiega che cosa la “femmena” media desideri, che caratteristiche ella ricerchi in uomo? Mistero. O, più semplicemente, le donne stanno zitte, pretendono che siano capite e se ciò non succede si adirano col povero maschio medio. Fanciullina mia, hai mai provato ad esporre analiticamente in un linguaggio logico ed accessibile ai non iniziati, le tue esigenze? Detto più chiaramente, maschietti e femminucce: avete mai provato a parlarvi?
Z.M.




