Il recente avvenimento di Rivoli è essenziale per capire l’italico vulgo. Analizziamo l’episodio di per sé. Dalle prime indiscrezioni sembra che non sia dovuto a cedimenti strutturali, bensì ad un puro e semplice caso di imperizia (un tubo di ghisa dimenticato dagli anni ’90). Se ne consegue che l’episodio, questo precisamente, non era prevedibile, non essendo stato un problema strutturale. Chiunque sia stato al Darwin sa delle condizioni fatiscenti dell’edificio, ma sa anche che le mura sono belle solide. Che non si confonda l’incapacità con altro.
Se usciamo, tuttavia, dal caso specifico, non si può che notare dello stato disastroso in cui versa il sistema scolastico: per questa volta non di programmi o insegnamenti, ma degli edifici stessi. I dati sono noti e stranoti per cui non è necessario menzionarli ulteriormente. Ho interesse a focalizzare l’attenzione su un altro aspetto. Tutti conoscono questa situazione, cosi come del rimanente disastro a livello infrastrutture (ospedali, strade, caserme…). E allora perché nessuno ha fatto niente? La risposta è ovvia: colpa dei politici, del palazzo. Ma è davvero così?
Per mettere a posto le scuole occorrono soldi e pure tanti (si stima sui 5 miliardi, un bel pezzo di una finanziaria). Perché la politica non li ha destinati a tale scopo? Semplice, perché non ce ne sono. In buona barba ai capitalisti di tutto il mondo la ricchezza non è infinita e non si produce. Un minimo di conoscenza di fisica e chimica dovrebbe ricordare il seguente adagio: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Tenendo conto della situazione economica del paese, per destinare i soldi a questo scopo bisogna prenderli da un’altra parte. Quale? E contro quali ostacoli si dovrà combattere? I politici sono mediocri, non stupidi. Sanno bene che ai cittadini non gliene frega niente, per questo evitano di lavorare sulle infrastrutture per dedicarsi ad altre spese più popolari. Non è vero? Bene, allora ditemi che cosa si può tagliare. Le pensioni? Le spese assurde del sistema scolastico (in primis le università)? Il salto automatico nelle retribuzioni nella pubblica amministrazione? Come no. Tagliamo i costi della politica grida il popolo incolto. Va bene, e a quanto ammonta il guadagno? Boh, nessuno lo sa anche perché tenendo conto dell’esiguità della cifra ci sarebbe da ridere o da insultare il sopracitato popolo bue.
Così arriviamo alla farsa in salsa italiana. Tutti a piagnucolare nelle fiaccolate, su morti prevedibili (come quella di S. Giuliano di Puglia, non questa), a sfogare la propria rabbia contro qualunque cosa- il cialtrone che risponde a nome di Bertolaso se la prende con la burocrazia citando di qualche milioncino bloccato dalla burocrazia. Un piccola cifra bloccata da un sistema creato da qualcuno… per una volta si potrà dire politica?- a gridare “mai più”- la Gelmini destina qualche milioncino per le 100 scuole peggiori! Grazia al cazzo, e le rimanenti 48000? Boh- finché non si giunge alla catarsi definitiva.
Fra una settimana tutto sarà dimenticato, nulla sarà fatto. Perché? Perché non gliene frega niente a nessuno. Qualcuno è disposto a rinunciare anche solo a 100 euro per mettere a posto la situazione? No.
Lo stesso dicasi per tutti i radical-chic che si mettono in bocca concetti come decrescita, riscaldamento globale e fine risorse. Qualcuno ha cambiato il proprio stile di vita? No. E il cibo? Una dieta mediterranea permette al pianeta di sostenere una popolazione di 5 miliardi, una americana di 1 e una indiana di 10. Avete smesso di mangiare carne (l’allevamento non colo causa Co2, ma consuma acqua e territorio da desitnare all’agricoltura)? E i marmocchi? Il pianeta è sovrappopolato, ma ciò non impedisce di progettare prima o poi di fare uno o più marmocchi. O le macchine: quanta Co2 immettono nell’atmosfera? E nulla si è fatto, tranne le chiacchiere da pub o da bar (dipende dall’età…).
Moralismo? Difficile, essendo relativista. Si tratta solo di coerenza. Avete fatto una scelta e allora comportatevi di conseguenza. Se invece decidete altrimenti, più fatti e meno lacrime. Ma nulla accadrà. In Italia funziona così: accade la tragedia preannunciata, tutti si commuovono, tutti promettono che non accadrà mai più ma nulla viene fatto. Solo una bella catarsi collettiva per lavarsi la coscienza.
A meno che non ve ne freghi niente… ma allora non piagnucolate. E non dimenticate che la vostra cultura è all’insegna del “la morte dà significato alla vita”. Ancora una volta, mon amis, coerenza.
Z.M.




