venerdì, 31 ottobre 2008
postato da: Pippem alle ore ottobre 31, 2008 17:27 | Permalink | commenti
categoria:scuola
martedì, 28 ottobre 2008

Da quando la politica ha fatto propria la teoria del marketing e l’utilizzo dei mezzi mass mediatici, assistiamo alla guerra dei sondaggi. Su molte questioni a dar l’avvio alla riflessione sono per l’appunto queste percentuali magiche. Ultimi a chiamarli in causa sono stati Veltroni l’Africano (Berlusconi in calo nel consenso) e Sua Emittenza (il quale è “miracolosamente” al 70% dei sondaggi, ipse dixit).

Per certi aspetti l’utilizzo del sondaggio è un utile strumento di ricerca: è in grado di saggiare gli umori popolari e valutare come determinate misure vengano accolte. Tuttavia sono presenti dei forti limiti: si basa su un gruppo limitato di ricerca, si può mentire alle domande, esse a loro volta potrebbero essere mal formulate e peggio poste…

Ma tralasciamo queste problematiche da metodologia di ricerca sociale per passare ad una questione politica. Se il sondaggio è uno strumento per valutare il rapporto fra politica e cittadinanza non dovrebbe ricoprire il ruolo di guida della politica. Il battibecco fra Uolter e Berlusca non ha alcun senso politicamente parlando. Il consenso o meno di una determinata azione politica non è il sinonimo della sua efficienza o meno, anzi, talvolta potrebbe essere proprio il contrario. Peccato che una politica debole, incapace per sua colpa a ricoprire il ruolo di guida del paese, non fa altro che affidarsi alle suddette percentuali magiche.

A differenza di quanto si possa pensare, ciò non è positivo per la democrazia rappresentativa liberale. Scopo delle elezioni è eleggere una classe politica chiamata a governare, salvo poi essere giudicata alle successive elezioni. Il ruolo dei cittadini finisce al momento del voto, salvo poi subentrare la funzione di controllo, ma i sondaggi al riguardo non possono che essere inadeguati. Un governo efficiente potrebbe essere costretto a varare misure impopolari, mentre non si deve dimenticare il fortissimo deficit cognitivo della maggioranza della cittadinanza, tale che sulla maggioranza delle questioni non è in grado di pronunciarsi con cognizione di causa. Siete proprio certi della bontà di una pavida classe politica costretta a seguire i sondaggi?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore ottobre 28, 2008 21:39 | Permalink | commenti
categoria:politica, sondaggi
sabato, 25 ottobre 2008
postato da: Pippem alle ore ottobre 25, 2008 14:21 | Permalink | commenti
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