venerdì, 29 agosto 2008

In India hanno inventato un nuovo sport: la caccia al Cristiano. Per carità, magari è anche divertente ma non mi sembra un'usanza molto carina. Il che comporta due cose:

  1. Ma gli orientali non erano tolleranti? L'India non era “la democrazia più grande del mondo”?

  2. L'attuale Governo non è cristiano? Non vorrei sbagliare ma non mi risulta che si siano levate le proteste da tanti cristiani teocon... non è che sono Cristiani solo quando si tratta di rompere le balle agli omosessuali? Vero che i suddetti Cristiani (eccetto Gasparri e Meloni) hanno ben pensato di tacere dinnanzi alla Cina... Si vede che il dio denaro vale più del dio inventato.

Sia come sia, vi sono alcune cose da imparare. Primo, molte culture non vogliono cambiare e mandare i missionari significa, dal loro punto di vista, colonizzarli culturalmente e intaccare tradizioni e culture fondanti per il loro ordinamento sociale.

Secondo, l'Occidente non ha armi (tralasciando la questione etica). Che fare? Sanzioni economiche? Pressioni diplomatiche? Sai che ridere.

Terzo, è molto meglio non interferire con altre culture, giusto per evitare guai... vuoi vedere che la Prima Direttiva di Star Trek non era poi così campata in aria? Peccato che la Globalizzazione porterà ad un maggior mescolamento culturale. Auguri.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 29, 2008 13:32 | Permalink | commenti
categoria:india, cristiani
mercoledì, 27 agosto 2008
postato da: Pippem alle ore agosto 27, 2008 16:19 | Permalink | commenti
categoria:opinione pubblica, crisi georgia
venerdì, 22 agosto 2008

Bush è un americano tutto di un pezzo. Si tratta di uomo religioso, dai saldi valori morali e dai principi ferrei. Per questo non si ci si dovrebbe stupire della sua idiozia. Che pretendete? Una persona intelligente analizza la realtà per quella che è, non tramite deliri bio-culturali. Vabbuò, direte voi, si sapeva già. Vero, però mi preme evidenziare la coerenza di questo grand'uomo, il quale passerà sicuramente alla storia.

Nel recente conflitto fra Russia e Georgia, il mr. President ha dato il meglio di sé. Prima difendendo l'aggressore, la Georgia (sì ha iniziato lei, non la Russia...), poi bacchettando la Russia sul comportamento tenuto. Affermando, in pratica, che nel XXI secolo non si può iniziare un conflitto (ma è stata la Georgia), non si può schiacciare l'aggressore sconfitto (e che si deve fare? Dargli il 5?) e che non si può condurre la politica estera tramite minacce e intimidazioni. Bene, parole sagge dirà qualcuno.. ma, scusate tanto: l'attuale amministrazione non si comporta allo stesso modo (si parte dall'Iraq per poi giungere alla Siria e all'Iran)? Sì, si chiama ragion di stato. E allora non venirci a far la morale, baby.

P.S. Vale anche per i Russi, ovviamente. I barbari dell'Est si lamentano del doppio standard applicato tra le regioni russofile della Georgia e il Kosovo. A ragione, fra l'altro. Ma il signor Putin non dovrebbe dimenticarsi la posizione tenuta dalla Russia per l'occasione. Contrari, ovviamente. Anche qui ragion di stato... e allora non gridare come un maialino, baby. Si chiama politica e talvolta si deve essere leoni, tal altra volpi. Se poi sei Bush sono cazzi, amico.

Z.M.


postato da: Pippem alle ore agosto 22, 2008 22:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:bush, russia, geogia
venerdì, 15 agosto 2008

Leggete al sito http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Ma-i-figli-danno-la-felicita/2037197&ref=hpstr1. Scommettiamo che al posto del dialogo partiranno le minacce e gli insulti dei fanatici dei mocciosi? Nel nostro piccolo era già successo con un  "L'angolo del misantropo" postato un po' di tempo fa.

postato da: Pippem alle ore agosto 15, 2008 13:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:figli, felicità
giovedì, 14 agosto 2008
 

Il cosiddetto Progetto Intelligente è davvero strano. Così come ne sono davvero strani i sostenitori. Costoro fanno di tutto per accreditarlo come teoria scientifica. In realtà non è possibile. Una teoria scientifica è tale se può essere falsificata. Non è scientifico chi rifiuta a priori eventuali confutazioni. Non è scientifico basarsi su asserzioni indimostrabili e non falsificabili.

Questo è il caso del Progetto Intelligente. L'idea alla base è che l'Evoluzione sia guidata da una “cosa” (un dio? Alieni? L'uomo dal futuro? Boh?). Il quale è per l'appunto non è né dimostrabile né falsificabile.

Poco male, insomma. Non è di certo obbligatorio pensare in maniera scientifica. Si può benissimo definire il tutto come un'interpretazione filosofica, religiosa, ideologica. Ma ciò non avviene. Ed è su questo che i sostenitori di quest'idea dovrebbero riflettere. Anche se non l'ammettono, di fatto riconoscono la superiorità del pensiero scientifico. Per questo fanno di tutto per ammantare di scientificità ciò che non è. Il fatto stesso di avere l'aggettivo scientifico è spesso usato come sinonimo di verità, soprattutto da cialtroni che millantano mirabili scoperte.

Al di là di ciò, gli uomini di scienza dovrebbero essere compiaciuti più che infastiditi da questa situazione. I religiosi spesso contestano le scoperte scientifiche, salvo poi riconoscerne l'implicita superiorità. Divertente, no?

P.S. Ovviamente, ciò che non è scientifico non può essere insegnato durante le ore dedicate alla scienza. Nulla impedisce, tuttavia, di esporre la dottrina in un contesto più adeguato, vedi la filosofia o la religione.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore agosto 14, 2008 15:49 | Permalink | commenti
categoria:scienza, progetto intelligente
martedì, 05 agosto 2008

Dal sito http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4857&ID_sezione=&sezione=,

La politica del riciclo di Michele Ainis

Magari ci avrò capito poco. O magari la colpa è dei giornali, compreso quello su cui scrivo ora. Ma sta di fatto che quest’estate le notizie sparate in prima pagina mi sembrano per lo più altrettante bufale, storielle buone per i grulli. O meglio, non tanto le notizie: gli annunci di notizie, le trovate reboanti che la politica strombazza ai quattro venti.
Metti le misure contro il bullismo a scuola. Era ora, verrebbe da esclamare. E dunque bentornato al 7 in condotta, che il ministro Gelmini rispolvera dagli archivi del proprio dicastero. Bisogna misurare la disciplina, non solo le interrogazioni in classe. Ma perché, fin qui non succedeva? Nella scuola italiana era forse lecito prendere a pernacchie i professori? No di certo: la condotta già concorre alla valutazione complessiva degli alunni. Tanto che l’anno scorso fece rumore una decisione del Tar che restituì la promozione a un ragazzino dell’istituto Franceschi-Quasimodo di Milano, bocciato perché disturbava le lezioni. Dice: ma il nuovo provvedimento del ministro traduce la condotta in voto, al pari del voto d’italiano. Falso anche questo, almeno per le medie. C’era un «giudizio» sulla condotta, continuerà ad esserci un giudizio.
Però alla riforma Gelmini va attribuito quantomeno il merito d’imporre lo studio dell’educazione civica. Questa sì, è una grande innovazione. Sarà per il mestiere con cui mi guadagno lo stipendio, ma ho sempre un lutto al braccio quando vedo quanta ignoranza circola sulla Costituzione. Solo che nei programmi scolastici l’educazione civica c’è già, e c’è dal 1958. Non a caso digitando «manuale di educazione civica» su Google s’aprono 113 mila siti. Non a caso fra tali manuali s’incontrano quelli scritti da colleghi insigni come Sabino Cassese e Gustavo Zagrebelsky. Poi magari ben pochi professori ne chiedono conto agli studenti, ma questo è un altro paio di maniche.
Tuttavia la Gelmini è in buona compagnia. Qualche settimana fa il ministro Maroni propose di concedere la cittadinanza italiana ai bimbi rom abbandonati dai genitori. C’era stata una polemica furiosa sulla schedatura dei minori nei campi nomadi, e tutti lì a dire quant’è bravo Maroni, lo vedete che non è affatto un orco. Nessuno che gli abbia ricordato come il diritto in questione sia già vigente nel nostro ordinamento dal 1912, con una legge firmata da Vittorio Emanuele III. Dopo di che la legge attuale, che a sua volta risale al 1992, conferma integralmente quel diritto: è cittadino per nascita il figlio di genitori ignoti, e se papà e mamma ti lasciano per strada evidentemente sono ignoti. D’altronde che mai dovremmo fare di questi bambini, attribuirgli la cittadinanza del Burundi?
Infine c’è Brunetta, il ministro che caccia i fannulloni. Visita fiscale al primo giorno di malattia, ha tuonato come Giove. Peccato che essa fosse già prevista dal contratto dei ministeriali, anno 1995. Per essere precisi, quel contratto stabilisce che la visita possa essere disposta al primo giorno d’assenza, ma in seguito varie circolari hanno trasformato il «può» in «deve». Ah, la forza della circolare! Anche Brunetta ne ha appena emanata una (la n. 7), dopo aver dettato l’obbligo di produrre solo certificati rilasciati da una struttura sanitaria pubblica; anche perché altrimenti sui pronto soccorso si sarebbe riversata una folla scalpitante. Sicché la circolare di Brunetta dice che va bene anche il certificato del medico di base. Tutto più o meno come prima, ma intanto l’annuncio ha fatto il giro del pianeta.
Insomma delle due l’una. O i ministri non conoscono le leggi che cercano invano d’emendare, col risultato d’aggiungere diritto alle botti di diritto da cui ci abbeveriamo tutto il santo giorno. O le conoscono, e ne conoscono altresì la scarsa applicazione. Perché in Italia, dopotutto, la vera rivoluzione sarebbe il rispetto delle leggi. Tuttavia per questo servono le competenze giuste, non basta improvvisare. Io però un consiglio ce l’avrei. Abbiamo un ministro per l’Attuazione del programma; affianchiamogli un ministro per la Conoscenza delle leggi, nonché un terzo ministro per la loro Applicazione. Ma per quest’ultimo incarico dovremmo riesumare Che Guevara.

 

postato da: Pippem alle ore agosto 05, 2008 00:21 | Permalink | commenti
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