lunedì, 30 giugno 2008

Ma all’estero come fanno? Le più alte cariche dello stato godono di immunità giudiziaria? Che io sappia non funziona così. Ma per il momento tralasciamo il dettaglio e partiamo dal presupposto che, in effetti, le più alte cariche di stato all’estero siano virtualmente immuni alla legge. Che succede? Nulla! Perché spesso e volentieri un leader politico, o anche una figura minore, se ha noie con la legge si dimette, affronta il processo e, solo in caso di assoluzione, potrà poi tornare alla vita politica. Se è per questo è estremamente difficile che possa venire eletto una persona con grane con la giustizia. Ma si tratta di altri paesi, protestanti o simili, per lo più. L’Italia, paese della superiore cultura cattolica il quesito neppure se lo pone. Se un leader politico era già indagato e inquisito prima della discesa in campo, no problem. Si vede che la magistratura dell’epoca era preveggente.

Ma sorvoliamo. Con il lodo, che risultato si ottiene? La quasi totale impunità di un individuo dinnanzi alla legge. Quasi perché alcuni reati sono ancora imputabili –bontà loro-, tipo tradimento ed eversione.

Bien. Ma, se non ricordo male, uno dei principi liberale era quello della possibilità di poter giudicare chi governa. Oggi lo si può fare solo con l’elezioni. Curiosamente il ceto politico non è chiamato a rispondere delle proprie azioni in sede legali. Alla fine, questa necessità di “impunizzare” non era sentita. Questioni di prospettiva, eh. Se uccidi uno, galera. Se causi un guerra con milioni di morti, hai il posto assicurato in un libro di storia.

Ma queste sono discussioni di carattere generale. Non confondiamo. In Italia un imputato vuole l’impunità per non affrontare un processo. E perché mai? Se è colpevole dovrebbe finire in galera, no? Se innocente verrà assolto. Ma se come dice, la magistratura è politicizzata allora non potrà mai venire assolto. Significa che non si farà processare mai? No, perché il soggetto in questione afferma di ritardare il processo (dopo avergli fatto perdere tempo con un’altra cosa… forse per la prescrizione? Ma no!) e non sospenderlo per l’eternità. Eh sì, finita questa legislatura il nostro abbandonerà gli incarichi politici per farsi processare. Detto da uno che è parlamentare da 14 anni… pur presenziando pochissimo in Parlamento. Ma i politici di professione sono gli altri, eh.

Ma lui, sua sommità, è stato eletto da milioni di persone. E allora? L’eletto è giudicabile dalla legge, esattamente come tutti gli altri. Il voto decide chi governerà, non chi sarà immune dalla legge. Si faccia processare, ma non in Italia. Giustizia lenta e politicizzata? D’accordo, vada all’estero, in un paese occidentale di sua scelta. Poi si vedrà. Senza dimenticare, tuttavia, che le grane con la legge sono iniziate prima della discesa in campo. Magistrati politicizzati e pure preveggenti? Possibile e plausibile, così come il fatto che Berlusconi si farà mai processare. Forse davanti al tribunale divino. Sempre che non si faccia eleggere pure lì.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore giugno 30, 2008 18:50 | Permalink | commenti
categoria:berlusconi, legge, lodo schifani
giovedì, 26 giugno 2008

Prendere le distanze dalle intemperanze del Premier non significa appoggiare acriticamente la Magistratura. Come in ogni cosa, vi sono lati positivi ma anche negativi. A dimostrazione...

Otto anni per scrivere la sentenza: giudice rimosso dalla magistratura
La sanzione inflitta dal Csm a Edi
Pinatto, oggi pm a Milano. A causa
dei ritardi vennero scarcerati dei boss
ROMA
La sezione disciplinare del Csm ha deciso la rimozione dalla magistratura del giudice Edi Pinatto, accusato di "ritardo ingiustificabile" per aver impiegato 8 anni a depositare una sentenza riguardante il processo ad alcuni esponenti del clan mafioso dei Madonia. Ritardo che provocò la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare dei boss mafiosi.

La sezione disciplinare ha accolto le richieste della Procura generale della Cassazione rappresentata da Eduardo Scardaccione, che aveva chiesto che Pinatto fosse rimosso dall’ordine giudiziario. Il pg davanti alla sezione disciplinare di palazzo dei Marescialli ha sottolineato come il ritardo di Pinatto fosse «gravissimo, ingiustificato e avesse provocato danni irreversibili violando l’essenza stessa della funzione giurisdizionale e l’immagine e la credibilità della Magistratura». In questo modo, ha sostenuto la pubblica accusa, sono stati violati «la diligenza, la laboriosità e l’equilibrio» che dovrebbero contraddistinguere un magistrato.

Ora Pinatto avrà 90 giorni per proporre il ricorso contro il provvedimento della sezione disciplinare del Csm davanti alle sezioni unite della Corte di Cassazione. Ad aprile la sezione disciplinare di palazzo dei Marescialli aveva bocciato la richiesta avanzata dall’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di sospendere in via d’urgenza dalle funzioni e dallo stipendio il giudice ’ritardatariò. Oltre al caso di Gela altri due analoghi ritardi nel deposito delle sentenze avevano riguardato Pinatto, sanzionato per ben due volte con la perdita di anzianità. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era sceso in campo nella vicenda sottolineando che non dovevano esserci «mai più ritardi come quello di Gela».
postato da: Pippem alle ore giugno 26, 2008 18:32 | Permalink | commenti
categoria:magistrati
mercoledì, 25 giugno 2008
postato da: Pippem alle ore giugno 25, 2008 23:20 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 25 giugno 2008

Dal sito http://temi.repubblica.it/micromega-online/25-giugno-2008-pancho-pardi-tutti-i-reati-sospesi-dal-decreto-vergogna/,

25 giugno 2008 - Pancho Pardi: Tutti i reati sospesi dal decreto-vergogna

di Pancho Pardi

Oggi in Senato la maggioranza ha approvato il decreto legge sulla sicurezza. Stabilisce che sono sospesi per un anno i processi per reati che prevedano una pena inferiore ai dieci anni, compiuti prima del 2002. L'idea sarebbe che i processi per reati di grave allarme sociale, e più recenti, potranno procedere con maggiore speditezza. Qui sotto un elenco che raduna i reati che vengono considerati di minore allarme sociale .

Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.
Aborto clandestino
Bancarotta fraudolenta
Sfruttamento della prostituzione
Frodi fiscali
Usura
Violenza privata
Falsificazione di documenti pubblici
Detenzione di documenti falsi validi per l'espatrio
Corruzione
Corruzione in atti giudiziari
Abuso d'ufficio
Peculato
Rivelazione di segreto d'ufficio
Intercettazioni illecite
Reati informatici
Ricettazione
Vendita di prodotti con marchi contraffatti
Vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore
Detenzione di materiale pedo-pornografico
Porto e detenzione abusiva di armi anche clandestine
Immigrazione clandestina ( art.12 c.1 l. 286\1998)
Calunnia ( 368 c.p.)
Omicidio colposo per colpa medica
Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale
Truffa comunitaria
Maltrattamenti in famiglia
Incendio e incendio boschivo
Molestie
Traffico di rifiuti
Adulterazione di sostanze alimentari
Somministrazione di medicinali pericolosi
Circonvenzione di incapaci

Il provvedimento permette di sospendere il processo Mills in cui il presidente del consiglio è imputato di corruzione in atti giudiziari

Tutte le sospensioni dovranno essere notificate, e così tutte le relative riaperture, se ci saranno. Con oneri altissimi. Poiché in un anno molti magistrati cambieranno posto o sede, i loro processi dovranno ripartire da capo. Decine di migliaia di parti lese non avranno giustizia.

Tra circa una settimana il provvedimento inzierà il suo iter alla Camera, prima in commissione e poi in aula.
Chi vuole manifestare il suo dissenso ha tempo per prepararsi.

postato da: Pippem alle ore giugno 25, 2008 16:22 | Permalink | commenti
categoria:legge
lunedì, 23 giugno 2008

Nel mondo occidentale vi è una tendenza curiosa. A far dibattito culturale non sono gli studiosi o gli intellettuali (quelli che pensano, non quelli che vanno in Tv), ma i calciatori e le varie star e starlette del mondo dello spettacolo e della moda.

Abbiamo iniziato con Gattuso:

 

(ANSA) - BADEN (AUSTRIA), 20 GIU - Italia-Spagna non solo sul campo. “Le nozze tra omosessuali non mi trovano d'accordo” ammette candidamente l'azzurro Rino Gattuso. Il centrocampista della nazionale, che però dovrà saltare la sfida in quanto squalificato, parla del confronto tra le due culture: 'Per me le nozze sono tra un uomo e una donna. Io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d'accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole'.

 

A suo onore il Ringhio lascia libertà di scelta. Quello che colpisce, tuttavia, è le grandezza argomentativa. Sull’argomento uno può essere d’accordo o meno. Ma il Gattuso come argomenta? Lui non è d’accordo perché lui crede in una cosa. Uao, non c’è che dire. E vabbé, siamo davanti a Ivan Gennaro Gattuso detto Ringhio. Ma è anche vero che molti argomentano così…

Sia come sia, non l’avesse mai detto! Subito si scatena la gazzarre dell’Arcigay e della Bindi. Il punto di partenza? L’affermazione di un calciatore. Senza dimenticare le starlette che si pronunciavano sul referendum sulla procreazione assistita.

Non fraintendete. Non è che, siccome fai la Tv, allora non hai diritto d’espressione. Ma se spari minchiate, il fatto di essere una starletta non può aiutare. E se non hai nulla da dire, perché ti fanno parlare? Perché sei una gnocca tanto o perché corri come un dannato. Grande civiltà quella occidentale.

Passiamo ad Armani. Sulla Stampa di oggi lancia l’allarme: adesso basta, gli italiani sono sciatti. Cioè? Dato che non si comprano i tuoi vestiti- uguali a quelli di tutti gli altri, solo che hanno il nome e il prezzo particolari- è un dramma nazionale? Capirai, allora Montezemolo può dire che gli italiani non sanno guidare perché non usano le Fiat.

Ma lo stilista non finisce qui. Mette in relazione la sciatteria con lo stato di degrado sociale delle città italiane. E pensare che credevo che fosse dovuto alla totale disobbedienza della legge- il fondamento della convivenza civile. Allora la soluzione è una: invece di mandare i criminali in prigione, diamogli i pantaloni firmati di Armani.

Boh, deliri da stilisti. E no, perché gli fa da spalla un articolo di Paola Mastrocola, sempre sul quotidiano. La gente non si veste firmato? Non avrà i soldi, o non sarà così superficiale? E no. La gente non ha voglia di impegnarsi. La gente non legge, i giornalisti non fanno inchieste, i magistrati non indagano ma si affidano alle intercettazioni (e come dovrebbero fare? Lente d’ingrandimento e deduzioni alla Sherlock Holmes?), gli ispettori ministeriali fan le gaffe (perché sono di nomina politica? Ma no!), i politici non fanno comizi (forse per via del Porcellum? Ma no!), la gente non sa più amare (prego?). E con questa si ferma, grazie a Thor, dio del tuono e signore delle tempeste.

Colpa del caldo? Possibile. Ma mi permetto di aggiungere un altro fattore: gente che non ha mai lavorato in vita sua e ha tempo da perdere nello scegliersi i vestiti. E hanno anche l’ardire di pubblicare la notizia su un giornale che usufruisce dei contributi all’editoria.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore giugno 23, 2008 23:56 | Permalink | commenti
categoria:moda, armani, omosessuali, gattuso
lunedì, 23 giugno 2008

ANSA) - LIONE, 21 GIU - Giorgio Napolitano chiama in causa la responsabilita' dei governi degli Stati nazionali nella formazione di una coscienza europea. 'Troppi governi hanno indicato l'Europa e in particolare la Commissione Europea, la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire loro responsabilita' e inefficienze', afferma il presidente. I governi nazionali, ha aggiunto, hanno gestito gli affari europei 'in solitudine preoccupandosi poco di coinvolgere le opinioni pubbliche e i parlamenti'.

Levico Terme (Trento) - "Se volete sapere perché l'inflazione programmata è stata fissata all'1,7%, vi do un numero di telefono: componetelo, vi risponderà la Bce, e vi spiegherà qual é il motivo tecnico per cui ci chiede di inserire nei documenti di finanza pubblica questa indicazione". Così il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, risponde alle critiche di quanti contestano il dato sull'inflazione programmata inserito dal governo nel Dpef. Replica a sindacati e a Cgil, in particolare, nella giornata conclusiva della Festa nazionale della Cisl, in corso a Levico Terme (Tn). (22 giugno)

Quel che si dice tempismo...

postato da: Pippem alle ore giugno 23, 2008 17:00 | Permalink | commenti
categoria:tremonti, inflazione, bce
sabato, 21 giugno 2008

Ricapitoliamo un po’ la politica estera dell’attuale governo. Si inizia con l’annunciare avventure in Medio Oriente. In Libano e in Afghanistan nuove regole di ingaggio. Sai com’è. Come fece notare Vauro, ci sono più morti sul posto di lavoro che in un teatro di guerra. Dato che sul primo non si può intervenire per non disturbare l’industriale medio, meglio mandare i virgulti all’estero. Ovviamente i 2 paesi citati non la presero bene. Il primo rischia una guerra civile e l’invio di qualche cowboy esagitato non aiuta. Il secondo cerca di simulare di essere un paese serio.

Poi toccò all’affare Calderoli, per la celebre t-shirt di qualche tempo fa. Risolta la grana tocca a Bossi a far casino. Gli immigrati? Li manda la Libia! E vabbuò.

Poi tocca all’Europa dell’est, con l’affaire rumeno. Risolto solo simbolicamente con la partita dell’Europeo. La cosa divertente è che, fino a poco tempo fa, il criminale era uno che compiva un’azione. Ora uno lo è per questioni di etnia. Perché loro, giustamente, non sono razzisti. Al massimo etnicisti.

Visto l’allarme sociale nel paese, la Spagna, in nome di non cosa, si impiccia. Le riposte taglienti sono sacrosante in questo caso. Con un piccolo ma. Andate a guardare tutto quello che i destrorsi han detto in questi anni su Zapatero. Io mi impiccio, ma tu no. Chi semina vento…

Per ora manca sulla lista la Cina, ma fu già pesantemente colpita in passato. La Danimarca e la Turchia furono testimoni di gaffe memorabili e attendiamo con trepidazione un bis.

Giungendo all’oggi è toccata alla UE. Non che sia la prima volta. E non che le critiche berlusconiane non siano in parte condivisibili. Che risponde il Barroso? Che la commissione è indipendente. Cioè non risponde a nessuno del suo operato, con tanti saluti alla democrazia liberale. Magari è per questo che ti hanno cassato, baby? Chi li ha messi lì? Boh. Che fanno? Boh. Qualcuno li può giudicare? Su questo la risposta c’è: no. Nessuno li può giudicare. Strano che su questo aspetto non vadano d’accordo con Berlusconi.

Il quale ha portato il volume di fuoco anche sul suolo patrio. Prima se la piglia coi magistrati che osano processarlo. E anche qui non c’è nessuna novità. Poi passa all’opposizione. E pure qui nessuna novità. E perché ne parlo, allora? Perché per due mesi i soliti giornalisti han rotto sul Berlusca statista, sul nuovo clima della politica italiana. E sì, un nuovo clima. Peccato che il clima sia ciclico. Dopo l’estate arriva l’inverno…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore giugno 21, 2008 18:36 | Permalink | commenti
categoria:politica estera, berlusconi, magistrati
sabato, 21 giugno 2008

In un post mi è stato chiesto di chiarire un punto. Si deve studiare letteratura italiana nelle scuole? No, non con l’attuale metodologia.

Qual è la differenza fra un liceo classico e uno scientifico? Nel primo si studia il greco… e basta. La differenza è tutta qui. Sai com’è, un scuola che dedica 5 ore al latino e 5 all’italiano, 2 di scienze dal 2° anno e 3 di fisica dal 3° è proprio quel che si dice un indirizzo scientifico.

Curioso che, fra tante riforme susseguitesi nell’ultimo cinquantennio, nessuno abbia pensato di porre un rimedio alla situazione. Comprensibile, tuttavia, se si tiene conto dell’ambiente culturale del paese. L’Italia è dominata dall’ignoranza umanistica, mentre la “tecnica” viene percepita come il nemico. Basti vedere le opere di “grandi” del pensiero umano (ahahahahha) come Severino e Galimberti.

A che serve il latino? Ad allenare la mente suggerì un vecchio che scrisse qualche tempo fa sulla Stampa. Se è per questo il discorso vale anche per gli scacchi. E, secondo me, i fanciulli si divertono di più.

E l’italiano? A costruire un’identità. I nazionalismi non esistono, così come non esistono le identità collettive. Gli esseri umani sono animali sociali, ma bio-culturali. Ne consegue che il branco è culturale. La cultura è essenzialmente comunicazione è deve essere comunicata. Con 3 modi: l’esercito, i riti nazionalistici e la scuola. Quest’ultima ha assunto questa funzione, non quella di insegnare agli studenti come cavarsela nel mondo.

In  quest’ottica si insegna la letteratura italiana. La quale, a rigor di logica, neppure esiste. Ma come ho già detto le identità collettive non esistono.

Siamo giunti al dunque. Lo studio della letteratura italiana non serve, a meno che non sia l’indirizzo principale dell’istituto, in questo caso il classico. Che se ne fa un astrofisico di metafore, sineddoche et similia? Nulla. Certo che se non puoi studiare le materie scientifiche perché devi imparare a memoria una robaccia come le poesie… E poi ci si chiede perché l’Italia non è in grado di competere a livello internazionale. Che scoperta! Le tue poesiole non servono nella competizione selvaggia del capitalismo in salsa globale.

Quello che si dovrebbe insegnare è l’italiano, nonché la logica  e la retorica per argomentare il proprio discorso. Guarda caso si tratta di materie che non vengono neppure prese in considerazione in ambito scolastico. Peccato che in una democrazia si dovrebbe avere gli strumenti per comprendere il dibattito e per evitare di cadere nelle trappole retoriche. Il sapere che Verga ha scritto i Malavoglia non è di aiuto, non trovate?

Quanto allo scientifico, si dovrebbe ricorrere ad una piccola riforma. Invece di considerarle separate, si dovrebbe unificare storia, filosofia e letteratura. Anche perché è così che le si dovrebbe studiare. A cambiare è anche l’obiettivo dell’insegnamento. Che senso ha imporre lo studio di fatti politici e battaglie, se poi il giorno dopo l’interrogazione si dimentica tutto? Si dovrebbe studiare le grandi dinamiche della storia, come vivevano e pensavano in epoche differenti. La storia è lo studio dell’alterità in ambito cronologico, non di x ha fatto questo, y è nato il. Nulla di originale, per carità. Si tratta solo della lezione degli Annales di qualche decennio fa. Invece di fare ogni singolo autore, si dovrebbe studiare le grandi dinamiche per poi passare a qualche esempio pratico. Ne consegue che si deve studiare la letteratura europea. La cultura italiana (che comunque non esisteva) ha perso importanza dopo il Rinascimento. Se si studia l’Illuminismo sarebbe d’aiuto leggere quello che veniva scritto dagli autori più importanti, non da qualche pirla arretrato nato nel paese che ora si chiama Italia.

E con le ore passate a scuola? Non serve aumentarle, c’è un limite all’apprendimento. Un po’ come vale nell’attività fisica. Puoi allenarti quanto vuoi, ma più di un tot non serve. Eliminando il latino, studiando l’italiano come abbiamo detto, si guadagnano almeno 8 ore (5+3). Sottinteso che la signora arte va bandita dall’ambito scientifico… Altre ore a disposizione.

Z.M.

 

postato da: Pippem alle ore giugno 21, 2008 18:14 | Permalink | commenti (6)
categoria:scuola, italiano
venerdì, 20 giugno 2008

1999.

Il caso Pantani e le consolazioni della tv

Il popolo dei tifosi non ci crede. Intervistato nei Tg parla di complotto: la piovra delle scommesse, l' invidia, le case farmaceutiche. Nessuno vuol credere che Marco Pantani, la bandiera del ciclismo mondiale, l' uomo che aveva riacceso la passione per uno sport tremendamente bello, abbia frequentato la farmacia del diavolo. Lo stupore e' grande, ma ogni stupore ha un limite. E se questo limite e' remoto, nascosto dalle nebbie del complottismo, non e' anche colpa di chi fa informazione? Questa domanda se l' e' posta Eugenio Capodacqua nell' ultima puntata del "Processo alla tappa", ed e' stata una frustata tremenda, che ha gelato i presenti. Che colpa ha l' informazione? Attenzione, che colpa ha in un momento in cui il sospetto di doping e' molto forte, riguarda tutti gli sport e molti atleti rischiano la pelle. Zdenek Zeman, allenatore della Roma, qualcosa l' ha denunciato e ci ha rimesso il posto. Prendiamo il "Processo". Ha fatto il suo dovere, ha avvertito gli spettatori della zona d' ombra che lo sport frequenta, ha preso posizione? Si' , ma forse poteva fare qualcosa di piu' . Non si puo' avere come ospiti fissi tre ex corridori, Argentin, Bugno e Cassani, che hanno sempre minimizzato, difeso con accanimento i loro colleghi. Argentin, poi, non ha mai smesso di gridare al complotto. La Tv, tutta la Tv, ha il vizio di blandire lo spettatore, di assecondarlo, di non metterlo mai in crisi. L' intervista piu' dura a Pantani, proprio sul doping, e' stata fatta da Enrico Lucci, che e' visto come un giullare e percio' gli e' permesso tutto, tanto. Forse sono quell' incontentabile cui, ironicamente, si e' rivolto Ferretti in chiusura. E faro' la fine di Zeman. Ma il lettore, lo spettatore, non va sempre adescato.

Grasso Aldo

Pagina 32
(7 giugno 1999) - Corriere della Sera

 

2008.

Il signor Aldo Grasso è ovviamente ancora al Corriere della Sera, libero di scrivere su argomenti che non conosce e non comprende, come in questo articolo del 1999.

Marco Pantani, invece, è morto tragicamente ed in circostanze misteriose (cfr. Philippe Brunel, "Gli ultimi giorni di Marco Pantani") il giorno di San Valentino del 2004, colto dalla depressione e dal mal di vivere provocati dagli attacchi gratuiti di giornalisti e magistratura, di cui questo riportato è solo tra i primi,  che dal controllo di Madonna di Campiglio in poi han cominciato a insinuare, ad accusare, senza lo straccio di una prova certa.

Veniamo ai fatti di quel 5 giugno 1999: Marco Pantani subisce un controllo (molto ci sarebbe da dire su questro controllo, per chi fosse interessato rimando alla visione del quinto DVD della serie "Tutto Pantani: una vita in salita" uscito in edicola giusto stamani) dal quale il suo ematocrito risulta oltre la soglia del 51%. Secondo le norme allora vigenti gli viene imposto uno stop cautelare, per tutelare la sua salute, ma questo dato, quello sull'ematocrito, non certifica assolutamente l'assunzione di sostanze dopanti, tant'è che sei mesi dopo l'UCI stessa cambierà la regolamentazione in materia e, indovinate un po', con le nuove regole Marco Pantani, lo stesso Pantani che Aldo Grasso e tanti altri avvoltoi han cercato di far passare per dopato d'Italia, avrebbe concluso il Giro d'Italia 1999 in maglia rosa dopo averlo dominato dalla prima all'ultima tappa.

Questa è la verità dei fatti, unica ed inconfutabile, sulla tragica vicenda di Marco Pantani, uno dei più grandi sportivi italiani degli ultimi anni, ma ovviamente le inesattezze del bell'Aldo non finiscono qui. Zeman non fu cacciato dalla Roma per le sue dichiarazioni sul doping (che poi da che pulpito, a Totti, già alla Roma a quei tempi, è concesso presentarsi ai controlli 15 min in ritardo che nessuno osi fiatare: http://www.spysport.org/totti-era-sotto-inchiesta-per-doping-procedimento-archiviato.htm), ma perchè non otteneva risultati. Perdere partite già vinte perchè si vuole giocare sempre e comunque all'attacco non si è rivelata, guarda caso, una tattica vincente.

Nonostante questo il buon Zeman continua tutt'ora la sua carriera da allenatore, tutto sommato indisturbato, così come Aldo Grasso continua a scrivere sul Corriere. Marco invece non c'è più, da quel giorno non ha più potuto allenarsi serenamente, sempre preso a difendersi da processi assurdi e da accuse campate per aria (per i dettagli consiglio la lettura del libro di Enzo Vicennati e Tonina Pantani "Era mio figlio", edito da Mondadori), trascinato da un vortice che purtroppo non ha saputo domare, salvo regalarci comunque ancora sprazzi del suo talento al Tour del 2000 ed al Giro del 2003.

Dopo 10 anni la verità sta emergendo, tanto che addirittura i DVD distribuiti in queste settimane dalla Gazzetta dello Sport, che tanto fango ha gettato sul Pirata, la riportano, riportando Marco Pantani ancora più vicino a tutta quella gente che alle infamie degli Aldi Grassi non ci aveva creduto e facendo ricredere tutti gli altri.

postato da: CyberMostro alle ore giugno 20, 2008 00:02 | Permalink | commenti
categoria:marco pantani
giovedì, 19 giugno 2008

Guardate al sito http://www.corriere.it/Speciali/Cronache/2008/Maturita/.

A tener banco, ancora una volta, sono gli strafalcioni del ministero. Dopo italiano, tocca a inglese, greco e chi più ne ha più ne metta. Quel che si dice professionalità. E che vi aspettate? Il ministro dell’istruzione viene scelto solo ed unicamente su base politica. Il quale a sua volta replica il sistema con gli assistenti. Da buoni umanisti a far la predica son bravi. Ad organizzare le tracce no.

Z.M.

 

postato da: Pippem alle ore giugno 19, 2008 21:36 | Permalink | commenti
categoria:maturitÃ