Su “Libero” del 2 novembre scorso, Antonio Socci annunciava dalla prima pagina la scoperta energetica del millennio. La nuova energia che ci libererà dalla schiavitù del petrolio. Introducendo i lettori del quotidiano alle mirabilie dell’invenzione di Fabio Cardone e Roberto Mignani. Un annuncio siderale, di quelli col botto. Una rivoluzione di proporzioni storiche.
No, non sto scherzando. Provate a immaginare davvero una forma di energia nucleare pulita, pulitissima anzi, e a buon mercato, e senza i problemi di approvvigionamento dell’uranio…
Roba che una notizia del genere ti fa il giro del mondo in mezz’ora. Occupa tutti i telegiornali per pomeriggi interi. Piovono telefonate da “Nature” e “Science” che si chiedono perplesse come mai hanno bucato la notizia scientifica del secolo. Già mi vedo il “New York Times” del giorno dopo che strilla a nove colonne il fallimento di Bush nella ricerca, non senza lodare il genio italiano che torna a brillare sulle umane genti. Altro che pizza e mandolino…
Invece no. La notizia è cascata in un vuoto spinto, circondata dal silenzio di ogni altro mezzo d’informazione, salvo qualche blog incredulo o credulone in rete.
Come mai? Le ragioni sono diverse. La prima è che gli scienziati, in blocco, si sono rifiutati di commentare una notizia data da un quotidiano e non da una peer review. L’errore, naturalmente, è nel metodo. Come mai Cardone – che nell’articolo di Socci vanta “una montagna di pubblicazioni” – affida a un quotidiano con una diffusione modesta e non ad altre più consone riviste una scoperta che – se fosse vera – avrebbe la copertina delle più prestigiose riviste internazionali?
“Gli esperimenti – dice Socci – sono stati condotti in Italia dal 2003 presso laboratori militari e civili con la collaborazione dei tecnici militari A. Aracu, A. Bellitto, F. Contalbo, P. Muraglia e dei ricercatori civili G. Cherubini, A. Petrucci, F. Rosetto, G. Spera.” Come mai allora c’è una domanda di brevetto presentata dall’Università Roma Tre il 7 novembre 2002? E soprattutto come mai in questi cinque anni, dato che la domanda era stata presentata, nessuno ci ha raccontato dei prodigiosi esperimenti?
“Abbiamo scoperto – asserisce Cardone intervistato da Socci – reazioni nucleari causate dagli ultrasuoni all’interno di elementi naturali privi di radioattività e le abbiamo chiamate reazioni piezonucleari”. Ma poi aggiunge lui stesso che esperimenti del genere erano stati tentati da Diebner e Gerlach nel 1944, nella Germania nazista. E che successivamente sono continuati nel 1992, con G. Russ, e nel 2002, con R. Taleyarkhan. Ecco un nome noto. Lo scorso anno, nel numero speciale sull’energia, scrivevamo, a proposito degli esperimenti di Taleyarkhan: “Nel 2002 Rusi Taleyarkhan, fisico dell’Oak Ridge National Laboratory, riferì su «Science» che, sottoponendo un recipiente pieno di acetone a un bombardamento di ultrasuoni ad alta intensità e neutroni, si formavano bolle microscopiche che implodevano a velocità ipersonica. L’acetone era stato prodotto a partire dal deuterio (l’isotopo dell’idrogeno con un neutrone) e, secondo Taleyarkhan, le straordinarie temperature e pressioni che si formavano all’interno delle bolle durante le implosioni costringevano alcuni atomi di deuterio a fondersi con i neutroni immessi dall’esterno, formando atomi di trizio (idrogeno con due neutroni per nucleo).”
Ma nell’articolo si diceva anche chiaramente: “L’esperimento è stato ripetuto da un altro gruppo dello stesso laboratorio, ma non si sono registrati chiari segni di fusione”. Ma le reazioni piezonucleari di cui parla Cardone sono la fusione a bolle o la sonofusione di Taleyarkhan? Secondo qualche fisico che conosce la materia e si è sbottonato, il fenomeno esiste, ma con la cavitazione acustica si riescono a raggiungere, nella materia, temperature simili a quelle che si registrano sulla superficie delle stelle, e non nel nucleo, dove avvengono i fenomeni di fusione. Si badi, non è una questione di distanza (del tipo: ci siamo vicini, se siamo sulla superficie prima o poi arriveremo anche al centro…), ma di temperatura: sulla superficie parliamo di migliaia di gradi, nel nucleo di milioni.
Ma andiamo avanti. Perché c’è di meglio. Socci infatti riesce a farsi raccontare, a proposito degli esperimenti tedeschi durante la guerra, che a quei lavori “seguì la realizzazione dei primi ordigni nucleari ibridi a fissione-fusione, che fortunatamente non vennero usati in Europa durante il secondo conflitto mondiale”. Ora, qui gli equivoci sono parecchi. Par di capire che i tedeschi avessero costruito bombe nucleari durante la guerra e che, per ragioni imprecisate, ma “fortunatamente” non li avrebbero usati. Forse per motivi umanitari, anche se mi permetto di dubitarlo… O forse il riferimento, alquanto confuso, è agli ordigni a fusione con innesco a fissione realizzati a partire da un’idea di Stanislaw Ulam DOPO la guerra, e che comunque non hanno nulla a che vedere con tutto questo e con la Germania (chissà cosa direbbe Edward Teller, che già durante il Progetto Manhattan spingeva per non accontentarsi di una bomba a fissione ma per costruire piuttosto quella che lui, un galantuomo, chiamava “la super”). Ma Socci di questi dettagli non si è curato. Figuriamoci, abbiamo l’energia ideale e ci perdiamo in chiacchiere sulla Germania nazista…
Tutto qui? No. Perché con un salto logico considerevole, un’acrobazia scientifica spettacolare, Socci chiede a Cardone quali altre applicazioni ci sarebbero (perché, l’energia pulita e a buon mercato vi pare poco?). La risposta è notevole: “Lo studio di come governare le trasmutazioni della materia prodotte da questo fenomeno può portare in medicina a metodi per la eliminazione dei tessuti dannosi nel corpo umano mediante la loro trasformazione”. Qui Socci è affascinato, ma sorvola. Come, c’è gente che si fa un mazzo così da decenni per provare a battere il cancro e lasciamo dire come se nulla fosse che potremmo trasformare i tessuti nocivi senza interventi chirurgici e senza farmaci? Questo è quello che si fa, SI FA GIA’, anche se in pochi casi, con l’adroterapia. Ed è il principio della radioterapia, sia pure meno precisa e mirata. Ma, visto che c’è di mezzo la salute della gente, perché non provare a essere prudenti? Il caso Di Bella in Italia non ha davvero insegnato nulla?
E veniamo ai tempi e ai costi. 5-15 anni, dice Cardone, “per l’impianto di studio della produzione di neutroni e per quello di produzione di energia”, per un costo totale di 300 milioni di dollari. Strano, perché fino a poco prima si era capito che un prototipo di laboratorio funzionava già…
Il finale è un lungo ragionamento di Cardone sulla curvatura dello spazio intorno ai nuclei atomici. Un ragionamento nel quale Socci entra con domande interlocutorie, quasi a spezzare un lungo monologo. A me il testo è risultato del tutto incomprensibile, allora copio e incollo perché qualcuno mi spieghi:
“Com’è nata la prima idea di questa ricerca?
«La prima idea, che nelle sue premesse dura da circa 20 anni, è nata dal desiderio di ampliare ed estendere la teoria della relatività e la meccanica quantistica. È stata seguita l’analogia di quanto accade in teoria della relatività attorno al sole ove lo spazio non è piatto. Infatti è noto, sin dall’eclisse di sole del 1919, che la luce delle stelle gira attorno al sole curvando come una cometa, e mettendo così in evidenza sensibilmente la realtà che lo spazio attorno al sole non è piatto».
Cosa ne avete dedotto?
«Si è pensato che anche attorno al nucleo dell’atomo lo spazio non fosse piatto e questo avrebbe permesso un modo nuovo di vedere le forze nucleari e la loro azione. Viceversa, come in meccanica quantistica esiste per ogni fenomeno una quantità minima e fissata di energia che lo realizza, così si è pensato che esistesse una quantità minima e fissata di energia tale da impedire allo spazio di restare piatto».
Con quale conseguenza pratica?
«La conseguenza di tali idee ha comportato che le nuove reazioni nucleari dovute alla pressione non si realizzano sempre, ma solo quando si supera la quantità di energia fissata dalle forze di natura per impedire allo spazio di restare piatto nel corso della reazione».
In sostanza avete trovato la chiave…
«Sì. La ricerca ha portato quindi a costruire una macchina in grado di generare ultrasuoni con una potenza tale da accedere allo spazio non piatto dei nuclei ed in condizioni tali da produrre reazioni che liberassero i neutroni dei nuclei reagenti».”
Una domanda: perché la curvatura dello spazio dovrebbe comportare la possibilità o l’impossibilità delle “nuove” reazioni nucleari? Nuove in che senso? Potrebbero essere reazioni di fusione, o di fissione, che avvengono in condizioni particolari (e la cui riproducibilità potrebbe fare il paio con quella della fusione fredda di Fleischman e Pons).
A meno che non entri in gioco la nuova reazione scoperta da Socci: la confusione nucleare. Brevettiamola, non si sa mai…
P.S. È bene, però, in questa mattinata, che chiarisca un punto fondamentale. Non sto giudicando la scoperta o meno di Cardone e Mignani in sé. Saranno gli esperimenti di altri a verificarla o a falsificarla.
Sto parlando dell’errore di Socci dal punto di vista giornalistico. Se solo uno avesse idea di come funzionano le cose di scienza, avrebbe dovuto porre al suo interlocutore una sola, semplice domanda: “Ma, professore, perché viene a raccontarlo proprio a me?”. Così, invece, ha solo contribuito a screditare il suo interlocutore presso la comunità scientifica.