mercoledì, 30 aprile 2008

La filosofia ricopre un ruolo estremamente importante nel dibattito culturale di tutti i giorni. I filosofi vengono chiamati a commentare i fatti di cronaca, la politica, il gossip, l’estetica e tutto lo scibile umano passante per il piccolo schermo o sulla carta dei giornali. Stranamente, tuttavia, nessuno si è chiesto se tale faccenda abbia un senso alcuno. A 2500 anni di distanza dalla sua nascita, i filosofi hanno qualcosa da dire anche al mondo contemporaneo?

Come disciplina la filosofia nacque in una civiltà estremamente primitiva e del tutto insignificante, quella greca. Da lì ha iniziato la sua trionfale cavalcata attraverso la storia umana. Assorbita nel Cristianesimo- eh sì, la vera erede della filosofia classica è la Chiesa cattolica- ha continuato a brillare anche nell’evo oscuro. Da qui giunse all’evo moderno, evo da cui ha iniziato a ricevere ceffoni. Mentre i filosofi hanno disquisito per due millenni di essere, anime  e demiurghi, dal seno della filosofia nacque e si sviluppò la Scienza. Grazie alla rivoluzione concettuale dell’esperimento scientifico, i filosofi vennero cacciati a calci in culo dallo studio della realtà. Sapete com’è. In due millenni e mezzo la filosofia ha prodotto il demiurgo, le sostanze e non so cos’altro. La Scienza nell’ultimo secolo ha prodotto la Relatività e la Meccanica Quantistica.

Cacciati da un campo, i filosofi han continuato imperversare negli altri. Nonostante la nascita di altre discipline quali l’Antropologia, la Sociologia e la Psicologia. Il che è davvero incomprensibile. Esaminiamo il modus operandi del nipotino medio di Aristotele e Cartesio. Prima di tutti assistiamo al litigio feroce, all’insulto facile. Dopo di ché troviamo una produzione libraria prolifica. Buona parte della filosofia presuppone lo studio di quanto affermato da un primitivo e selvaggio vissuto decine di secoli orsono. Il fatto che poi si sia rivelato del tutto errato non ricopre importanza alcuna. Capito studenti? Studiate, studiate il Demiurgo plutoniano o l’opera di Hegel. Si rivelerà sbagliato? Eh, che vuoi che sia. Sono pur sempre stati dei grandi del pensiero umano. Al che si inferisce che la grandezza si misura nel numero degli errori e delle cazzate dette.

Si dirà che il ruolo della filosofia non si riduce allo studio di ignoranti vissuti ere fa, ma prevede anche la riflessione sulla realtà contemporanea. Vero, verissimo. Dopo essersi coperti di ridicolo per due millenni e mezzo si è ben pensato di continuare questa nobile tradizione. Ma come riflettono i nipotini di Tommaso e Cartesio? Semplice. Per prima cosa ignorano completamente la realtà, i fatti. Così, mentre gli scienziati sia sociali sia matematici si sporcano le mani in cerca di dati e cercano sempre di confrontare le proprie teorie con l’osservazione dei fenomeni, ai filosofi ciò non serve. A loro basta il puro pensiero. Grazie ad esso svolazzano per le vette elevate della conoscenza. Portandosi dietro, ovviamente, il bagaglio filosofico di tutte le ere. Concetti quali “bene, male, anima, libero arbitrio” non hanno alcun senso? E allora? Forse che la filosofia abbia un senso alcuno? E così si può iniziare, anzi si deve iniziare, ogni opera con la citazione di qualche primitivo vissuto secoli fa, anche, se non soprattutto, se è poi stato irriso dai fatti.

Alla riflessione sì geniale, si è aggiunto l’impegno politico. Vedi i vari Cacciari e Buttiglione. A distanza di due millenni e ¾ si è realizzato il sogno di Platone, quello del Re filosofo. Un paese di Severino, Galimberti, Cacciari, Buttiglione…

Al che si pone un quesito. Com’è possibile dare tanta importanza a gente che passa la vita a studiare scienza delle merendine? Credete forse che i fisici studino l’astrologia?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 30, 2008 19:22 | Permalink | commenti (14)
categoria:astrologia, filosofia, scienza
mercoledì, 30 aprile 2008

In una liberal- democrazia non vi è nulla di più importante dell’informazione. Così si possono conoscere i programmi politici, i candidati, il loro operato. L’informazione serve sia per conoscere sia per controllare l’operato della politica.

In questo articolo focalizzerò l’attenzione sul ruolo della stampa. A pochi giorni dal V2 day si può raccogliere la sfida lanciata da così tanta gente in piazza. L’accusa principale riguarda l’asservimento della carta stampata verso i “poteri forti”. Il che è abbastanza palese. Ma, se permettete, proporrei una soluzione con l’altro campo d’imputazione, quello dei finanziamenti pubblici.

Il finanziamento pubblico attuale è semplicemente ridicolo. Non si dovrebbe, in uno stato civile, dare i soldi ai giornali di partito o a quelli di Confindustria. Insomma, qui sì che si dovrebbe fare piazza pulita. Mantenendo, tuttavia, il finanziamento pubblico. Perché  e a chi? Perché la carta stampata è indispensabile in un regime democratico. E a giornali che svolgono una funzione pubblica. L’idea è questa, quella di dare una effettiva funzione pubblica a testate sovvenzionate pubblicamente. Il che comporta, logicamente, una distribuzione gratuita delle stesse. Non si può mica pagare un prodotto due volte.. Liberi da condizionamenti economici dovrebbe essere più semplice per i giornali evitare le influenze di poli d’interesse privato o di partito.

 Le nuove testate non saranno assolutamente di partito, né avranno azionisti di riferimento. Saranno giornali veri, che riportano FATTI  e poi, solo in seconda battuta, le opinioni. Saranno gestiti da giornalisti VERI, che informano e non leccano il culo. In contemporanea a questo sistema verrà proibito a privati di metter su testate di propaganda propria. Ma non sarà sufficiente. Nulla impedisce ai “poteri forti” di seguire la propria azione da lobby da dietro le quinte.

E qui che entra in scena l’ordine dei giornalisti. Di per sé non è un’idea sballata. Il problema è l’attuale degenerazione dello stesso. Nel nuovo sistema editoriale l’ordine avrebbe il compito sia di vigilare la correttezza dell’informazione fornita dalla carta stampata, sia di arginare eventuali infiltrazioni dei poteri privati.

E fin qui ci siamo dedicati all’aspetto logistico e finanziario. L’aspetto che generalmente meno si evidenzia, purtroppo, è quello culturale. Se notate, i giornali hanno una determinata area culturale di riferimento. Chi compra i giornali, non cerca un dibattito o uno scambio di idee, ma cerca un qualcuno che gli dica esattamente quello che lui pensa. E questo non vale solo in Italia, ma anche in tutto il mondo. Cosa che non sorprende i politologi. Nelle elezioni non conta il programma- che di per sé è solo carta straccia-, ma conta la cultura politica. Per questo si definisce di Destra o Sinistra. A  dispetto dell’operato della classe governante, a dispetto delle promesse elettorali, a dispetto dei programmi e dell’elettorato d’opinione. Si vota seguendo la propria speciazione bio- culturale, non altro. Io proporrei di intervenire anche su questo punto. Un giornale dovrebbe essere il luogo nel quale le idee si incontrano e si confrontano con gli argomenti. Ma, forse, questo è chiedere troppo… ci troveremmo, probabilmente, con testate libere da condizionamenti economici, ma inadatte a controllare i condizionamenti culturali.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 30, 2008 18:20 | Permalink | commenti
categoria:cultura, informazione, giornali, finanziamenti pubblici
mercoledì, 30 aprile 2008
 
   
 

 DI KHALID AMAYREH, DesertPeace
Credo fortemente che agli ebrei in tutto il mondo, compresi quelli in Israele, debba essere costantemente ricordato degli orribili crimini commessi in Palestina sotto il loro nome collettivo e che debbano comprendere la stretta somiglianza ideologica tra nazismo e sionismo.

Credo che questo sia uno strumento legittimo per ottenere che gli ebrei, specialmente quelli che hanno a cuore giustizia ed onestà, riconsiderino la loro identificazione e infatuazione per questa entità malvagia e per la sua altrettanto nefasta ideologia e le sue azioni.

Gli ebrei in tutto il mondo semplicemente non possono amare Israele e appoggiare la sua sfrenata criminalità contro il popolo palestinese e allo stesso tempo parlare al mondo delle crudeltà del nazismo. La coerenza morale è assolutamente di importanza primaria.

Appoggiare oppressione e razzismo è spesso tanto sbagliato quanto praticare oppressione e razzismo. Infatti un'oppressione qual'è l'occupazione non può persistere per un tempo tanto lungo senza l'appoggio materiale e morale e il sostegno di persone che possono spesso parlare con moderazione e sembrare gentili. Anche molti dei sostenitori dell’ Apartheid in Sudafrica e del nazismo in Germania parlavano con moderazione e sembravano gentili, non sapendo (o sapendo) che stavano tacitamente sostenendo criminali malvagi e razzisti che commettevano orrendi delitti contro l'umanità.

Il sionismo (la cui incarnazione centrale è lo Stato israeliano dell’ apartheid) è malvagio a causa della sua malvagia ideologia razzista e dei comportamenti ed azioni criminali in Palestina.

Il sionismo ha dichiarato che tutti gli ebrei sono un'etnia distinta, proprio come i nazisti avevano dichiarato che tutti tedeschi erano un'etnia distinta.

Intanto il sionismo quanto il nazismo desideravano costruire uno ‘Stato’ che sarebbe stato ‘ redento’ tramite una purificazione violenta (nel caso della Germania nazista) e un ‘muro d'acciaio’ (nel caso dell'Israele sionista).

In entrambi i casi la pulizia etnica è stato il maggiore strumento utilizzato per cancellare gli ‘inferiori’, i portatori d'acqua e tagliatori di legna in modo da creare insediamenti per ‘soli tedeschi’ in Europa e per ‘soli ebrei’ in Palestina.

In tutta onestà non ci sono differenze fondamentali tra il socialismo nazionale ebraico (sionismo) e il socialismo nazionale tedesco (nazismo). I nazisti predicavano la ‘ razza dominante’ per giustificare il nazismo mentre i sionisti hanno adottato l'antico mito del ‘popolo eletto’ per giustificare il sionismo.

Inoltre non possiamo davvero ignorare l'assoluta somiglianza tra la conquista etnica sionista della Palestina con l'inserimento di ‘coloni ebraici’ alle spese dei nativi cristiani e musulmani palestinesi e la spinta nazista per il ‘Lebensraum’ in Polonia con l'importazione di ‘Ariani’ a spese della popolazione indigena.

Già, in Europa i nazisti hanno cercato di appropriarsi dei Sudetenland [regione dei Sudetti n.d.t.] mentre in Palestina i sionisti stanno rubando la Cisgiordania. Gli argomenti sono gli stessi, le bugie le stesse e i mezzi praticamente identici.

Dobbiamo sottolineare queste somiglianze e il ‘terreno comune’ tra sionismo e nazismo indipendentemente da quante persone saranno urtate da questi paragoni. La verità è sempre di per sé un valore supremo.

Non c'è dubbio che il terzo Reich abbia commesso contro gli ebrei indifesi crimini mostruosi e molto maggiori di quelli commessi da Israele contro gli egualmente indifesi palestinesi. Sì, sappiamo tutti di Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen, Treblinka e degli altri campi di detenzione dove molti ebrei, in gran parte non sionisti e anti sionisti, sono morti per mano degli sterminatori nazisti.

Però poniamoci la seguente domanda: i nazisti erano ‘nazisti’ solo perché crearono e utilizzarono le camere a gas per bruciare le loro vittime ebraiche e non ebraiche? I nazisti sarebbero stati meno malvagi e perciò ‘meno nazisti’ se avessero sterminato le loro vittime tramite proiettili anziché forni, o facendole morire di fame come Israele ha fatto ai palestinesi? Inoltre, se gli ebrei hanno avuto il diritto di definire “nave dell'esodo” una Auschwitz galleggiante, perché dovrebbe essere sbagliato per i palestinesi descrivere come “nazista” l'estirpazione in corso di un intero popolo dalla propria patria ancestrale? Gli ebrei hanno un diritto esclusivo di definire i loro critici e nemici come “nazisti” mentre gli altri, ad esempio i palestinesi, non hanno un diritto simile di definire “nazisti” i crimini e i criminali israeliani?

Inoltre dovremmo astenerci dall’usare l'epiteto di nazista per descrivere i criminali razzisti del nostro tempo, ovunque essi siano e indipendentemente a quale religione aderiscano, a meno che, o sino al momento in cui, essi inizino ad utilizzare camere a gas per sterminare le loro vittime?

Più precisamente, per quale logica Israele e i suoi sostenitori utilizzano la seconda guerra mondiale (una guerra crudele in cui alcuni milioni di ebrei e quasi 50 milioni di non ebrei sono morti) come giustificazione e copertura per espropriare, disumanizzare e praticare la pulizia etnica ai danni del popolo indigeno palestinese?

Bene, Israele potrebbe in teoria sterminare gran parte dei palestinesi con armi nucleari, chimiche o biologiche, o semplicemente tramite un'intensa campagna di massiccio bombardamento aereo e tramite l'artiglieria. Un tale atto renderebbe gli israeliani meno ‘nazisti’?

Voglio chiedere a coloro che potrebbero agitarsi e scrivere contro di me la seguente domanda: in quale momento dovremo iniziare a definire ‘nazista’ Israele? Quando il numero delle sue vittime raggiunge un milione? Due milioni? O forse 6 milioni? O quando i sionisti iniziano ad utilizzare lo Zyklon B per ucciderci? O quando il 90% dei palestinesi sono racchiusi in campi di detenzione, circondati da muri di cemento alti 8 metri pieni di torri di guardia gestite da una Gestapo sionista dal grilletto facile?

So che alcuni apologeti dei sionisti saranno pronti, quasi istintivamente, ad argomentare che, a differenza di Israele, il terzo Reich aveva stabilito in anticipo un piano, una soluzione finale, per sterminare tutti gli ebrei in Europa e nel mondo.

Indipendentemente dall'autenticità storica di una tale affermazione sfiderei i sionisti e i loro sostenitori ed apologeti a dimostrare che Israele non ospita una soluzione finale per i palestinesi.

L'estirpazione brutale virtualmente di un intero popolo dalla propria madre terra storica non equivale ad un genere di soluzione finale? La pulizia etnica non è una forma di soluzione finale? Che dire dell’affamare continuamente, del circondare e perseguitare i palestinesi? Inoltre, c'è una fondamentale differenza tra il tentare di distruggere un intero popolo in base ad un piano e tentare di distruggerlo senza un piano? L'esito ultimo non sarebbe lo stesso?

Non invocate la calunnia del terrore. Sappiamo, e sapete, e tutto il mondo sa che parole come ‘terrore’, ‘terrorista’, ‘asse del male’ e ‘nemici della libertà’ sono tutti termini ideologici usati in modo tendenzioso dai potenti e dagli arroganti, quali Israele e gli Stati Uniti, per giustificare il loro autentico terrore contro i deboli e gli oppressi. Persino lo stesso Satana chiamerebbe terroristi i suoi nemici.

Come analisi finale, il ‘terrorismo’ neè la guerra del povero contro il potente e l'arrogante, e la ‘guerra’ è il terrorismo del forte contro il debole e l'oppresso.

È vero, lo scopo dell'Olocausto nazista è maggiore di quello dell'occupazione criminale sionista della Palestina. Ma la mentalità, la psicologia, la malizia, l'odiosità e specialmente lo scopo autenticamente malvagio in entrambi i casi non sono certamente così distanti l'uno dall'altro.

Nella mia mente non c'è alcun dubbio che Israele avrebbe sterminato, o almeno cercato di sterminare, il popolo palestinese molto tempo fa se fossero state disponibili le ‘circostanze obiettive’. Non c'è bisogno di dire che per ‘circostanze obiettive’ intendiamo qui un grande evento internazionale (per esempio una guerra nucleare, un disastro globale o un qualche gigantesco evento) che sposterebbe o allontanerebbe la tensione internazionale da un tale evento genocida.

È vero che Israele preferirebbe ‘risolvere il problema’ senza una campagna di terrore e omicidi di massa, per esempio terrorizzando e maltrattando i palestinesi, o la grande maggioranza di loro, sino a fargli lasciare la propria patria ancestrale.

Eppure non c'è dubbio che Israele contemplerebbe l'ipotesi di ricorrere allo ‘scenario peggiore’ nel caso che i palestinesi rimanessero legati alla loro patria e rimanessero ostinatamente nelle loro case, città e villaggi.

Nel 2001, alcuni giorni dopo gli eventi dell'11-9 negli Usa, l'allora ministro della difesa israeliano Benjamin Ben Eliezer si vantò di come la preoccupazione dei media internazionali per gli eventi negli Usa avesse concesso a Israele la possibilità di uccidere più palestinesi in Cisgiordania senza essere criticato dalla comunità internazionale.

Similmente, l'ex primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, disse agli studenti della Bar Ilan University nel 1989 che “ Israele avrebbe dovuto sfruttare la repressione della manifestazione in Cina (gli eventi di piazza Tiananmen) che aveva focalizzato l'attenzione del mondo su tale paese, per portare avanti un'espulsione di massa degli arabi dai territori”.

Persino oggi, i leader israeliani affermano sfacciatamente che vorrebbero svegliarsi e trovarci tutti morti.

Infatti la morte della palestina come nazione è sempre stata e continua a essere lo scopo finale del sionismo, questo è il motivo per cui il sionismo non riconosce la nostra esistenza come popolo, e quando lo fa o è costretto a farlo sotto la pressione della realtà, insiste che la Palestina è la Giordania e che la capitale della Palestina è Amman e non Gerusalemme.

Inoltre non c'è dubbio che i quotidiani atti di omicidio, terrore, umiliazione e violenza a cui sono costantemente sottoposti i comuni cittadini palestinesi per mano dei soldati israeliani dal grilletto facile che gestiscono i checkpoint e i posti di blocco in tutti i territori occupati sono paragonabili in molti aspetti agli stessi atti di umiliazione e terrore che ebrei e non ebrei dovettero subire nell'Europa occupata dai nazisti.

I nazisti hanno stampato numeri sulle braccia dei prigionieri ebrei, e gli israeliani hanno fatto lo stesso ai palestinesi.

I nazisti hanno trattato gli ebrei come semplici numeri piuttosto che come esseri umani, e gli israeliani hanno fatto la stessa cosa ai palestinesi.

La Gestapo brutalizzò, affamò e maltrattò gli ebrei nel ghetto di Varsavia per distruggere la loro volontà e Israele sta facendo la stessa cosa i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.

I nazisti praticavano ogni genere di comportamento sadico ai danni degli ebrei, come, ad esempio, costringere i musicisti ebrei a suonare musica per i soldati della Gestapo e della Wehrmacht e gli israeliani hanno fatto la stessa cosa ai check point della Cisgiordania.

Non so se gli ebrei siano stati costretti a bere l'urina dei soldati tedeschi come le guardie di confine israeliane hanno obbligato le loro vittime palestinesi.

Durante gli anni delle due Intifada ho viaggiato attraverso la Cisgiordania, passando attraverso i check point e i posti di blocco dell'esercito israeliano. Lì ho visto quanto bestialmente si comportino verso gli indifesi palestinesi i soldati israeliani, molti dei quali nipoti dei sopravvissuti dell'Olocausto.

Ho visto soldati uccidere persone innocenti su due piedi per nessuna ragione. Ho visto soldati costringere i giovani palestinesi a spogliarsi nudi e rimanere per ore sotto la pioggia battente. Ho visto soldati rilassarsi e godersi il dolore e la sofferenza inflitte a migliaia di palestinesi, passeggeri ed automobilisti, la cui unica ‘colpa’ era essere deboli e palestinesi.

Ho visto con i miei occhi gli atti oscenamente sadici praticati dagli ebrei contro le loro vittime indifese. Questo comportamento non avviene in incidenti isolati. Questa è la norma, non l'eccezione.

L'occupazione in stile nazista della Palestina da parte di Israele non è opera di pochi ebrei israeliani. Non è nemmeno opera del solo establishment militare. È un atto collettivo di una società moralmente desensibilizzata che ha quasi perso la sua umanità soccombendo ad una psicosi collettiva che non è dissimile dalla cecità morale che colpì il popolo tedesco quasi sessant'anni fa.

Oggi gran parte degli ebrei sono più o meno o sostenitori entusiasti, oppure silenziosi e apatici, per quanto riguarda le atrocità perpetrate in loro nome a Gaza, nella Cisgiordania e in Libano.

Di fatto esagererei poco nel dire che molti, probabilmente una maggioranza, degli ebrei israeliani stanno ricavando benefici dall'occupazione.

Per alcune cose ai palestinesi è andata peggio che alle vittime di Hitler; la tragedia palestinese è ancora in corso e i palestinesi, a differenza degli ebrei, che ancora ricevono un risarcimento per perdite vecchie di sessant'anni non ricevono alcun risarcimento per la proprietà personale perduta, e nemmeno un riconoscimento da parte dei loro tormentatori di alcuna responsabilità per queste espropriazioni.

Sessant'anni fa i sionisti demolirono 438 villaggi palestinesi e avvelenarono o distrussero i pozzi in modo da assicurarsi che i loro legittimi proprietari non sarebbero tornati. Oggi i sionisti continuano a comportarsi più o meno secondo queste tradizioni, demolendo case, distruggendo fattorie e restringendo gli orizzonti delle persone, tutto ciò con lo scopo di farle emigrare.

Oggi in ogni scuola media d'America gli studenti leggono Anna Frank, mentre in ogni liceo ‘Notte’ di Elie Wiesel è una lettura obbligatoria. Questo è l'uomo che afferma sfacciatamente che egli si identifica prontamente con i crimini di Israele e che non potrebbe mai arrivare a dire cose negative di Israele.

Le vittime della prima Notte dei Cristalli godono dell'approvazione e della simpatia del mondo, mentre allo stesso tempo sono riusciti a demonizzare un intero popolo per il quale la notte dei cristalli rimane ancora una notte senza fine.

Ma, a differenza dei nazionalsocialisti tedeschi, i nazionalsocialisti ebraici falsificano la storia e la realtà per giustificare i loro crimini contro l'umanità. La narrativa dell'Olocausto, che è stata elevata allo stato di religione, permette allo Yad Vashem, il museo dell'Olocausto a Gerusalemme, di invocare il mantra ‘ mai più’ e allo stesso tempo di sorgere su terra araba rubata a Ein Karem affacciandosi sulle tombe senza nome dei palestinesi massacrati dai terroristi giudeo-nazisti a Deir Yassin.

È triste, veramente triste, che gran parte degli ebrei si trovino ora, consciamente e consapevolmente, nei panni dei loro vecchi oppressori.


[Vittime del massacro sionista nei campi profughi palestinesi in Libano di Sabra e Shatila .]

Il 23 agosto 1947, quasi un anno prima della nascita di Israele, Harry Truman scrisse le seguenti parole a Eleanor Roosevelt, apparentemente in seguito ad un'altra atrocità ebraica in Palestina:

“Ho veramente paura che gli ebrei siano come tutti gli sconfitti. Quando si trovano al vertice diventano tanto intolleranti e crudeli quanto lo erano le persone verso di loro quando erano essi a trovarsi in basso. Mi dispiace davvero tanto questa situazione perché la mia simpatia e sempre stata dalla loro parte.”


Oggi, alla luce del comportamento nazista di Israele in Palestina, è difficile guardare alle parole profetiche di Truman con indifferenza. Infatti è un obbligo morale del primo ordine opporsi al sionismo con lo stesso vigore e la stessa determinazione che il mondo dimostrò nei confronti del nazismo.

Alcuni ebrei, per ignoranza, per lealtà tribale o per entrambe le cose, insistono che l'opposizione al sionismo è antisemitismo. Bene, se oppressione e razzismo sono coerenti con l'essere ebraici, allora il mondo sarà obbligato ad essere in un certo senso antiebraico. Infatti se l’antisionismo è antisemitismo allora lo stesso antisemitismo diventa un obbligo morale per le persone coscienziose come argomenta eloquentemente Michael Neumann, professore di filosofia alla Trent University in Ontario, Canada.

“Oggi, quando Israele potrebbe avere la pace a portata di mano conduce deliberatamente e lentamente un altro giro di espropriazioni, rendendo la Palestina invivibile per i palestinesi e vivibile per gli ebrei. E lo scopo qui non è quello di ottenere sicurezza, come vorrebbero farci credere i propagandisti e i promotori di Israele. Il vero scopo è l'estinzione di un popolo, il popolo palestinese.

E Israele dispone di un numero sufficiente di esperti di pubbliche relazioni per eliminare i palestinesi con un livello di violenza di tipo americano piuttosto che di tipo hitleriano. Questo è un genocidio più leggero, gentile e strisciante che ritrae i perpetratori come vittime e le vittime come terroristi.”

“È assolutamente chiaro che Israele stia costruendo uno Stato razziale, non uno Stato religioso. Come i miei genitori io sono sempre stato ateo. Per la biologia della mia nascita ho diritto alla cittadinanza israeliana; forse voi siete i più ferventi credenti del giudaismo ma non ne avete diritto. I palestinesi vengono schiacciati e uccisi per me, non per voi. Devono essere spinti con la forza in Giordania, perire in una guerra civile. Perciò sparare ai civili palestinesi non è come sparare ai civili vietnamiti o ceceni. I palestinesi non sono ‘danni collaterali’ in una guerra contro una ben armata forza separatista o comunista. Si spara contro di loro perché Israele pensa che tutti i palestinesi dovrebbero scomparire o morire, in modo che la gente con un nonno ebreo possa costruire dei lotti sulle macerie delle loro case. Questo non è un sanguinoso errore ma una emergente crudeltà, la deliberata strategia di uno Stato dedito e progettato per un sempre più crudele nazionalismo etnico. Esso ha la responsabilità di un numero relativamente basso di cadaveri, ma le sue armi nucleari possono uccidere forse 25 milioni di persone in poche ore.”


Francamente credo che i sionisti non siano nemmeno moralmente adatti a parlare al mondo delle crudeltà del nazismo, e la ragione per questo sta non solo nei crimini nazisti del sionismo contro il popolo palestinese e gli altri popoli del medio oriente. Va ben al di là di ciò.

Il sionismo cooperò e collaborò col nazismo, non necessariamente per salvare ebrei, come si afferma mentendo, ma piuttosto per portare a compimento il sionismo e lo Stato sionista. E per accelerare lo scopo malvagio, i sionisti acconsentirono quietamente all'omicidio di centinaia di migliaia di ebrei che sarebbero potuti essere salvati e mandati in altre parti del mondo, specialmente nel Nord America.


[La lettera del 1941 con cui il gruppo armato sionista Lehi, di cui faceva parte il futuro primo ministro israeliano Yitzhak Shamir, offriva collaborazione alla germania nazista. Vedi storia su Wikipedia.]

Nel 1949 l'intelligence israeliana impiegò Walter Rauff, un ufficiale delle SS che si ritiene sia stato responsabile dell'omicidio di almeno 100.000 persone e che era ricercato dagli alleati come criminale di guerra. Israele, invece di portarlo alla giustizia, lo pagò per i suoi servigi e lo aiutò a scappare in sud America. Rauff che aveva escogitato un piano per distruggere gli ebrei in Palestina non fu il solo criminale nazista impiegato da Israele.

Certo, è sbagliato incolpare ogni singolo ebreo sulla terra per i crimini di Israele. Gli ebrei però, se lo desiderano, possono fare la differenza parlando contro la criminalità e il razzismo israeliani.

Titolo originale: " Why Zionism-Nazism comparisons are legitimate"

Fonte: http://desertpeace.wordpress.com/
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16.04.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO
postato da: CyberMostro alle ore aprile 30, 2008 08:45 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 28 aprile 2008

di Paolo Franceschetti.

 

Premessa
In questo articolo approfondiamo alcuni degli argomenti trattati nel precedente articolo sull’omicidio massonico e chiariamo alcuni dubbi che l’articolo aveva suscitato specialmente in merito al caso Pantani.
In primo luogo l’articolo precedente terminava con una domanda. Mi chiedevo cioè il motivo dell’immenso numero di persone “suicidate” (come si dice in gergo) mediante impiccagione, e facendo toccare alla maggioranza di essere le ginocchia per terra.
Voglio poi rispondere alle molte domande che mi vengono spesso rivolte: come si distingue l’omicidio massonico? E perché dico che Pantani fu quasi sicuramente ucciso?

Impiccagioni e avvelenamenti, overdose
In primo luogo un lettore mi ha inviato la sua spiegazione. il "suicidio in ginocchio" rappresenta "l'omicidio consacrato" cioè la morte per "volere divino"... cosi come si viene investiti degli onori alla vita, cosi si viene investiti degli onori alla morte.


Mi è pervenuto inoltre uno scritto, tratto dal libro di un esoterista che ha, appunto, trattato questo argomento che riportiamo. Il libro è di Lino Lista e si intitola: “Raimondo di Sangro. Il principe dei veli di pietra”. In forma romanzata vengono rivelati alcuni aspetti del ritualismo massonico che hanno quindi dato una risposta alla mia domanda sul motivo dei tanti impiccati.
La corda e l’impiccagione sono i simboli di Giuda e del tradimento di Cristo.

Ma il lavoro di Lino Lista svela anche un altro mistero. Un’altra modalità frequente di uccisione, tanto frequente da gettare più di un sospetto, ad esempio, è quella dell’avvelenamento da overdose, in cui sono incappati, per fare qualche nome, il ciclista Pantani, poi di recente un altro componente della sua squadra, il ciclista Valentino Fois, e a Viterbo il medico Manca, ovvero il medico che pare abbia curato il boss mafioso Bernardo Provenzano.
Muoiono poi avvelenati anche molti testimoni di processi importanti. Morì avvelenato in carcere Sindona. E poi molti “malori” improvvisi, talvolta nell’anticamera di un giudice, in un tribunale, o nella buovette di montecitorio come capitò al generale Giorgio Manes.
Voglio citare integralmente il passo del libro di Lino Lista:
La corda...(omissis)...è il segno dominante, che mai deve mancare, di una vendetta massonica. Con riferimento alla leggenda di Hiram, volendo spandere un maggior numero d’indizi, convenientemente si potrebbero lasciare accanto al cadavere del giustiziato, seppur di veleno: dell’acqua, in ricordo della fontana alla quale il Vendicatore smorzò la sete; un osso spezzato di cane, in onore dell’Incognito che si mutò in tal bestia; un abito nero, in memoria del lutto per Padre Hiram. Volendo eccedere, ma mai una società segreta dovrebbe eccedere perchè troppi indizi talvolta sono considerati alla stregua di una prova, si potrebbe collocare sulla salma del traditore un mattone, simbolo muratorio.

Queste morti da overdose, quindi, non sono un caso. Anche l’avvelenamento è una modalità “massonica” perché simboleggia la morte per mano del serpente, simbolo dell’infedeltà e dell’inganno.
Ecco quindi perché Pantani morirà dopo aver ingerito diverse dosi di coca.

Perché sostengo che sia un omicidio? Perché ogni qualvolta l’incidente, o il malore, o il suicidio, sono provocati, e sono quindi un omicidio, immancabilmente partono, a seguito del fatto, i depistaggi e gli occultamenti che solo un potere come quello massonico è in grado di fornire: sparizione dei fascicoli dai tribunali, morte dei testimoni, la pervicace volontà degli inquirenti nell’ignorare determinate prove (per collusione, paura, o per la mancata conoscenza del problema), le irregolarità procedurali, ecc…



Il caso Pantani
Esaminiamo il caso Pantani, così come ce lo descrive un giornalista, Philippe Brunel, in un recente libro “Gli ultimi giorni di Marco Pantani” su cui ci basiamo per la nostra ricostruzione.
E’ noto che Pantani morirà all’hotel Le rose di Rimini per una presunta overdose da cocaina.
Anche qui troviamo tutti gli elementi di un omicidio massonico, ovverosia le firme, nonchè tutti le mdalità procedurali investigative che gli inquirenti seguono quando il delitto è massonico.

Ad esempio troveremo:
- testimoni che cambieranno versione;
- gli inquirenti che ignorano particolari fondamentali nell’indagine: ad esempio nel cestino dei rifiuti della stanza dell’hotel verranno rivenuti resti di una cena presa da un ristorante cinese. Ma Pantani non mangiava cibo cinese. Allora chi c’era con lui quell’ultima notte?
- Sul corpo compaiono segni di colluttazione ma nessuno accerterà mai se, ad esempio, sotto le unghie compaiano o meno dei resti di DNA altrui per verificare se Pantani fu forzato a ingerire cocaina (v. pag. 278).
- Errori e omissioni varie nelle autopsie.
- Una volante della polizia, con due agenti, interverrà sul luogo dell’incidente, ma non redigerà mai il verbale relativo. Perché questa irregolarità nelle procedure?
- Le varie perizie medico legali fanno una gran confusione sull’ora della morte che collocano tra le 11,30 (la perizia del dottor Fortuni) e le 19 (il medico Toni).
- Il medico legale che dopo l’autopsia si accorge di essere seguito.
- La camera fu trovata in disordine come se ci fosse stato un corpo a corpo.

Poi ci sono le domande irrisolte.
- Perché Pantani, volendosi suicidare, prende una stanza in un albergo a pochi chilometri dalla casa dove abitava?
- Perché prima di suicidarsi ci resta qualche giorno? Cosa lo fa rimanere in una stanza di albergo quando aveva la sua abitazione lì vicino?
- Uno degli inquirenti dichiara al giornalista di avere avuto pressioni dal Ministero dall’interno per concludere in fretta l’indagine. Ma il ministero non dovrebbe avere fretta di concludere; casomai dovrebbe avere la volontà di accertare la verità senza lasciare dubbi. Curioso poi che il Ministero si disinteressi del fatto che dopo decenni non sia mai venuta fuori la verità per stragi come Ustica, o per il sequestro Moro, e improvvisamente abbia fretta di concludere per un personaggio come Pantani. Difficile pensare che sotto ci sia una voglia di arrivare velocemente alla verità, dato che l’occultamento della verità è sistematico nella storia giudiziaria italiana. Mai abbiamo sentito un politico affermare che nel programma elettorale c’era la volontà di scoprire la verità sulle tante stragi impunite per dare giustizia alle migliaia di morti e alle decine di migliaia di famiglie delle vittime delle stragi. Mai. Anzi, in compenso alcuni degli autori di crimini assurdi, come l’ex terrorista D’Elia, hanno addirittura avuto incarichi istituzionali (sottosegretario alla camera nel governo Prodi). Personaggi che hanno avuto pesanti responsabilità in vicende come il sequestro Moro verranno addirittura fatti presidenti della Repubblica (Cossiga). Nessuna fretta di scoprire chi ha abbattuto l’aereo di Ustica, nessuna fretta di arrivare alla verità sul Moby Prince, nessuna fretta di scoprire chi c’è dietro ai delitti del Mostro di Firenze, dietro ai Georgofili, dietro a Piazza Fontana, dietro alla strage di Bologna. Ma una gran fretta di chiudere il caso Pantani. Curioso no?

Tutte queste contraddizioni, depistaggi, ecc., sono sempre l’indizio sicuro della presenza della massoneria.
In alternativa può ipotizzarsi che si tratti di incuria o superficialità nell’indagine.
Ma si tratta di incuria e superficialità troppo ricorrenti per essere casuali.

Poi ci sono le firme. Quelle firme che chi non si è mai occupato di massoneria non riesce a vedere. Ma immediatamente visibili per chi vive in mezzo a queste vicende.
Anzitutto Pantani muore all’hotel Le Rose, il cui nome potrebbe non essere casuale ma essere la firma della Rosa Rossa. D’altronde anche i suoi amici diranno che la morte di Pantani in quell’hotel non deve essere un caso, ma forse voleva lasciare un messaggio a qualcuno perché lui era un uomo che non faceva nulla a caso (pag. 52). Forse, aggiungo io, non era lui che voleva lasciare un messaggio, ma chi l’ha ucciso.
E poi viene trovato accanto al corpo un biglietto con una frase apparentemente senza senso: Colori, uno su tutti rosa arancio come contenta, le rose sono rosa e la rosa rossa è la più contata.
Non sono in grado di capire il senso di questo biglietto; ci vorrebbe un esperto e pochi in Italia sono in grado di capire questi messaggi. Ma indubbiamente sembra un messaggio in codice.
Probabilmente c’è un significato anche nel fatto che sia morto a San Valentino, giorno in cui tradizionalmente si regalano rose alla fidanzata.
Qualcuno ipotizza che abbia un senso anche la data della sua morte: 14/02/2004, data la cui somma fa 13, che nelle carte dei tarocchi non a caso è la carta della morte.

Nonostante non sia in grado di decodificare tutti i particolari è evidente però che Pantani fu in qualche modo costretto ad andare in quel preciso albergo affinchè poi il delitto fosse firmato.
Ovviamente dire che dietro un delitto c’è la Rosa Rossa significa poco. Essendo la Rosa Rossa un’organizzazione internazionale, e contando centinaia di affiliati in Italia, è come dire che si tratta di un delitto di mafia o di camorra. Cioè significa affermare una cosa talmente generica da essere pressocchè inutile a fini investigativi, e tuttavia dovrebbe essere un buon indizio perlomeno per non archiviare la cosa come suicidio.

D’altronde che gli attacchi a Pantani provenissero da ambienti massonici risulta evidente dal fatto che qualche anno prima ebbe un incidente anomalo nella discesa di Superga. Un auto entrò nella zona vietata al traffico e investì Pantani e altre due persone.
Un incidente casuale? Difficile, da pensarsi, perché sulla collina di Superga sorge quella cattedrale omonima, che venne costruita nel 1717, anno in cui venne ufficialmente fondata la massoneria. Una basilica e una collina, insomma, che hanno un particolare significato per la massoneria. Per chi sa anche solo poche cose sulla massoneria si tratta di una firma manifesta, specie alla luce delle stranezze di quell’incidente (inspiegabile ad esempio è come avesse fatto la macchina a inserirsi nella zona vietata, tanto che Pantani fece causa alla città di Torino per questo fatto).


La parola ai testimoni
Per chi conosce le vicende delle stragi italiane gli incidenti stradali per rottura dei freni o dello sterzo, non sono una novità, I testimoni di queste stragi, i personaggi scomodi, muoiono sempre così: non solo impiccati e avvelenati, ma anche in incidenti banali in cui l’auto (o la moto) escono di strada all’improvviso per un malfunzionamento.
Qualcuno ogni tanto si salva.
Ricordo a memoria – tra gli scampati - il carabiniere Placanica (implicato nei fatti del G8), il giudice Forleo (ma non così fu per i genitori, che morirono in un incidente analogo senza ovviamente che gli inquirenti volessero indagare).
Persino il famoso Enrico Berlinguer disse di aver avuto un incidente da cui si era salvato per miracolo, durante un suo viaggio in Bulgaria nel 1973, in cui morirono però altre due persone; disse che l’incidente era voluto, ma nessuno gli credette.
Di recente Fabio Piselli, scampato al rogo della sua auto, più volte nominato nei miei articoli.

Ma in tanti hanno avuto “incidenti anomali” e non si sono salvati. Ne abbiamo parlato in precedenti articoli e non voglio ripetermi.
Voglio invece ricordare alcuni morti del mondo dello sport e dello spettacolo.
Ayrton Senna, cui fu montato male lo sterzo della sua formula 1.
Per non parlare del Torino Calcio; l’aereo ebbe un guasto imprecisato e si schiantò contro – guarda tu che caso - la collina di Superga.
Il cantante Rino Gaetano che ebbe due incidenti identici, con la stessa auto; nel primo incidente si salvò; nel secondo morì, anche perché 5 ospedali si rifiutarono (misteriosamente) di prenderlo in cura. Il cantante morì il 2 giugno 1981 nello stesso identico modo in cui muore il protagonista di una sua canzone, La ballata di Renzo. Statisticamente le probabilità che un cantante descriva la morte di qualcuno perché viene rifiutato da 5 ospedali, e che poi muoia nello stesso identico modo sono…. nulle.

E statisticamente, le probabilità che qualcuno svolga veramente delle indagini sono le stesse di questi incidenti: nulle.

Mass Media e delitti
Molta strana è anche la morte del ciclista Valentino Fois, della squadra di Pantani. Anche lui muore per cause da accertare, ma alcuni giornali parlano di overdose. E già questo fa venire qualche sospetto, in quanto probabilmente muore nello stesso modo del suo ex amico.

Occorre a questo punto fare una considerazione di ordine generale sui mass media in Italia.
In Italia muoiono per omicidio circa 2500 persone all'anno. E altrettante ne muoiono suicide. Giornali e Tv si disinteressano di questi fatti, selezionando accuratamente solo le notizie che piacciono e sono funzionali al sistema.
Quando però su un fatto scatta l’attenzione dei media, in genere questo è un segnale che sotto c’è dell’altro.
Quindi viene spontanea la domanda. Perché i giornali si interessano alla morte di un ciclista poco conosciuto come Fois?
E perché poi, nei pochi secondi che i TG dedicano alla notizia, occorre precisare che era implicato in un furto di portatili? Quand’anche si voglia dar risalto alla morte di un uomo, non c’è alcuna necessità di informare il pubblico che costui – forse – aveva rubato dei PC. In primo luogo perché la notizia è generica e posta in forma dubitativa. In secondo luogo perché non si capisce quale collegamento possa sussistere tra un furto di PC e una morte per overdose.
Il sospetto che sia un omicidio, e che la televisione abbia volutamente voluto riportare l’immagine di una persona drogata e dedita al furto, è molto forte. Il messaggio che si vuole trasmettere è questo: è morto un ladro e per giunta drogato e depresso.
Ma chi invece ha capito come funziona l’informazione in Italia capisce chiaramente un altro messaggio: probabilmente si tratta di un omicidio e c’è sotto qualcosa. E allora il pensiero corre al fatto che qualche prima avesse rilasciato un intervista alle jene (intervista che trovate a questo indirizzo: http://it.youtube.com/watch?v=RRvhdi1gHqk).

Aggiungiamo poi una cosa. Chi frequenta a livello professionistico il mondo dello sport sa che il doping è un fenomeno assolutamente diffuso, nel senso che probabilmente non è possibile partecipare a qualsiasi tipo di sport senza doparsi.
Nella mia esperienza del passato, per anni ho praticato Body Building e ho seguito corsi per diventare istruttore di questa disciplina. E il doping era una materia di studio assolutamente ufficiale, nel senso che nella preparazione atletica di uno sportivo professionista non si poteva prescindere dal doping. Il problema era solo come eludere i controlli, stare attenti ai tempi di eliminazione della sostanza ecc...

C’è quindi il forte sospetto che Fois sia morto in questo modo per aver “tradito”, come Pantani, e che i due abbiano pagato con la vita la loro maggiore pulizia e onestà intellettuale rispetto al resto dell’ambiente in cui vivevano.

Considerazioni finali
C’è anche (non il sospetto ma) la certezza, che la verità non verrà mai a galla. Anzi, a dire queste cose, purtroppo, si rischia di passare per matti o visionari.

La cosa che mi dà tristezza, in tutta questa vicenda, non è la gravità delle collusioni istituzionali a tutti i livelli, né la scarsa preparazione di molti inquirenti in materia che si traduce in una mancata tutela del cittadino. Questo ho imparato ad accettarlo, perché viviamo in una democrazia troppo giovane perché sia veramente una democrazia. Le mentalità e i costumi di secoli non possono cambiare in pochi anni. L’oligarchia mascherata in cui viviamo, in fondo, un giorno dovrà finire per dare spazio ad una nuova era.
Ciò che mi dà tristezza è pensare che la maggior parte delle famiglie di queste vittime non saprà mai la verità.
La maggior parte muore senza che i familiari sospettino un omicidio. Io stesso dopo il primo incidente che mi capitò pensai ad un caso. E dopo il secondo pensavo che ce l’avessero con la mia collega e che avessero manomesso contemporaneamente sia la mia moto che la sua per maggior sicurezza di fare danni a lei. In altre parole; potevo morire senza sapere neanche perché e pochi avrebbero sospettato qualcosa. Solo dopo qualche tempo mi spiegarono chi ce l’aveva come me e perché. Ora, perlomeno, so che mi potrebbe succedere qualcosa e so anche il perché. Ogni volta che prendo l’auto sono consapevole che lo sterzo potrà non funzionare, che un auto che viene in senso inverso all’improvviso potrà sbandare e venire verso di me, o magari che potrò avere un malore nell’anticamera di una procura come è successo al capo dei vigili testimone della Tyssen Krupp. Ma all’epoca dei primi incidenti, non avevo neanche il sospetto di essere stato “condannato a morte”. Perché non ero consapevole di quale colpa avessi commesso e di quale peccato mi fossi macchiato.
Mi domando se Senna sapeva il destino che lo aspettava, se i familiari avranno capito. I familiari del Torino Calcio cosa penseranno di quell’incidente terribile? E i genitori di Fois? E la Forleo, cui scrissi “una lettera aperta” dalle pagine di questo blog… avrà capito esattamente cosa le è successo oppure penserà che il suo incidente d’auto sia stato casuale?
I familiari delle vittime di via dei Goergofili, di Ustica, del Moby Prince, hanno capito. Lì sono troppo grosse le collusioni, troppo evidenti gli omicidi e i depistaggi perché qualcuno non capisca.
Ma gli altri?
I familiari dei testimoni di processi apparentemente normali, come quelli della Tyssen Krupp, o del Mostro di Firenze, che apparentemente sembra un normale caso di un serial Killer? E i familiari di tutte quelle persone che parevano condurre una vita normale, perché il delitto è maturato in un luogo ove nessuno sospetterebbe l’ingerenza così pesante dei cosiddetti poteri occulti, come il mondo sportivo?
Ho telefonato ai genitori di Pantani prima di scrivere questo articolo. Dal loro silenzio successivo al mio fax presumo che abbiano pensato che io sia un folle, magari un mitomane in cerca di pubblicità.
E’ normale che lo pensino, come è normale che la maggior parte delle persone che leggeranno queste righe le prendano per un delirio.
Allora voglio ricordare le parole dell’onorevole Falco Accame, a proposito degli incidenti anomali (come quello capitato ai genitori del giudice Forleo) o dei suicidi dei vari testimoni di processi importanti. Parlavamo dell’incidente capitato al giudice Forleo, e mi disse “inizialmente, quando mi occupai di queste cose, credevo al caso. Non volevo credere che fosse una cosa voluta perché mi pareva fantascienza. Poi, quando mi accorsi che i testimoni morivano tutti, sistematicamente, ho capito… E’ una cosa che è difficile da accettare.”

Questo articolo, come il precedente, è scritto per tutti i familiari di persone suicidate, impiccate, morte in incidenti inspiegabili che hanno sempre capito che la versione ufficiale data dagli inquirenti non quadrava, affinchè perlomeno loro sappiano la verità. Oramai sono troppe le vittime sparse per la penisola, perché non si cominci a sospettare. E sono troppi i sopravvissuti perché qualcosa prima o poi non venga fuori.
Oramai parlo con tante persone esperte e mi confronto. Molti, tanti, hanno capito. Un mio amico medico legale, a cui ho raccontato le mie “scoperte” mi ha lasciato di stucco quando mi ha detto “si Paolo, lo sapevo. Lo sapevo perché da medico legale mi rendo conto quando ci prendono in giro in TV e sui giornali. Tutti quei suicidi in carcere per soffocamento con buste di plastica sono impossibili dal punto di vista di medico legale. Analizzando alcuni dei più importanti casi dal punto di vista medico legale mi sono accorto che ci prendono in giro. E poi sono un appassionato di esoterismo, e quindi i loro simboli e messaggi io li vedo. Vedi? L’esoterismo è un linguaggio. Se non lo conosci è come camminare per strade di una nazione straniera; vedi la gente, vedi le scritte, ma non ti dicono nulla; in certi casi potrebbero sembrarti innocui disegnini. Ma se invece lo conosci allora riesci a leggere oltre la superficie e capire i messaggi profondi che vengono lanciati e gli innocui disegnino diventano frasi precise. Capisci tutto, ma con la maggior parte delle persone non puoi parlare perché ti prendono per matto. E il problema principale, quando capisci il sistema, è continuare a fare la vita di sempre senza impazzire”.

Questo, signori, è il sistema in cui viviamo ma con un po’ di studio e di intuito si può imparare a capirlo. Il paradosso è che non sono mai stato un appassionato né di gialli, né di spionaggio, né di esoterismo; ma credo che neanche la più fervida fantasia di qualsiasi scrittore abbia mai immaginato un sistema del genere. La realtà, per chi la vuole vedere, supera sempre di gran lunga la fantasia. Anche quella di Stephen king, che forse non a caso ha scritto una serie di telefilm che si intitola The Red Rose, e che forse per i suoi libri non si è ispirato alla sua sola fantasia (ad es. nei “Lupi del Calla”, occorre proteggere una sola rosa rossa che sta in una Torre nera; e se la Rosa venisse distrutta per qualche motivo la Torre cadrebbe insieme alla Rosa).


_______________

Ps finale. Quando facevo il quarto ginnasio rubai tre biscotti (erano dei Ringo per la precisione) al mio miglior amico, Daniele. Voglio precisare, in caso di suicidio da parte mia, che i due fatti non sono collegati, al fine di evitare che i media mi facciano lo scherzo di Fois e che riportino la notizia e facendomi passare per un ladro di biscotti. Peraltro confessai il mio crimine a Daniele, il quale dopo 25 anni non manca mai di ricordarmelo.
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/04/lomicidio-massonico-2-il-caso-pantani-e.html
postato da: CyberMostro alle ore aprile 28, 2008 23:09 | Permalink | commenti
categoria:doping, massoneria, omicidi, suicidi, marco pantani, valentino fois, omicidio massonico
lunedì, 28 aprile 2008

E così si è definitivamente conclusa questa tornata elettorale. Ancora una volta, secca sconfitta del PD e di quel che rimane della "Sinistra". Perché? Mah, non saprei. Forse per via di due anni di governo?

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 28, 2008 20:24 | Permalink | commenti
categoria:sinistra, elezioni, voto, sinistrato
domenica, 27 aprile 2008

Dopo l’11 settembre gli Europei hanno scoperto che l’Islam esiste. Sapete com’è, un miliardo e due di islamici passano facilmente inosservati. Al che, fu scontato sparare cazzate sul più e sul meno. Soprattutto se si poteva, in contemporanea, smargiassarsi la propria ex religione, quella cristiana. Inutile parlare di Europa che dimentica le proprie radici. L’Europa è o non è cristiana. Se lo è stata in passato non vuol dire che lo sia pure oggi, no? E se non lo è, ragazzi miei, non vuol dire dimenticarsi le radici. Con la solita furbizia si confonde l’identità (l’oggi) con la tradizione (il passato). Siete Cristiani? Bene, allora rispondete a questa domanda. Conoscete e seguite i precetti della religione? Ovvero vivete in povertà e porgete l’altra guancia? Stendiamo un velo pietoso sulle risposte…

Che si è detto, allora? Che l’Islam è una religione violenta- citando un paio di passi su 5000 pagine-, che non conosce la divisione fra religione e stato- vero-, che è incompatibile con la democrazia e, quindi, con un nesso incomprensibile, anche con la libertà. Curioso no? Per due millenni la democrazia è stata considerata in antitesi con la libertà…

Superfluo aggiungere che per il Cristianesimo tale discorso non valga. Non è essa una religione di amore e libertà? Be’, verifichiamo con i libri di storia alla mano.

Da un passo evangelico- “date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio”- i cristianisti ricavano che è la loro religione ad aver inventato la separazione fra Stato e Chiesa. Davvero? Ma il Cristianesimo non ha trionfato, nonché si è formato, tramite concili convocati dal potere politico centrale? Constantino vi dice niente? Nicea, Constantinopoli, Efeso?

Il Cristianesimo ha portato la libertà di culto. Davvero? E i Valdesi e i Catari? Notoriamente, inoltre, le guerre di religione le hanno combattute gli atei e gli agnostici.

La libertà d’opinione? Giordano Bruno, Galilei…

L’amore per il prossimo? Eh sì. Crociate, Inquisizione, guerre qua e là.

Il rispetto per la donna? Fino a 40 anni fa dopo lo stupro seguiva il matrimonio d’onore. Nella credente Sicilia, non in Pakistan. Chissà perché, poi, il Femminismo è avvenuto nel secolo scorso.

Molte delle libertà vanto dell’Occidente sono figlie dell’Illuminismo. Furono gli Illuministi a combattere per la libertà di culto, la libertà d’opinione, la soppressione dell’Ancien Regime, nato e prosperato sotto la guida cristiana della società. E stiamo parlando di 1700 anni dopo Cristo. Ma il merito fu dei cristiani, eh. Ci hanno solo messo quasi due millenni  a capire il presunto messaggio d’amore e libertà cristiano…

E l’Islam? Di sicuro non ci troviamo di fronte ad una religione libertaria. Ma, sempre libri di storia, alla mano, fu tale religione a garantire un minimo di libertà d’opinione e di culto. Damasco, Cordova e Baghdad vi dicono niente? Sarà solo con il 18° secolo- il secolo dei lumi, almeno in Europa- che l’Islam conoscerà l’involuzione che abbiamo oggi sotto i nostri occhi.

Spettacolare, no? Il Cristianesimo si prende il merito degli altri- gli Illuministi- e diffama una religione sua rivale, misconoscendo la storia, la sua e quella degli altri.

Com’è possibile? Evidentemente non sono solo gli italiani ad avere la memoria corta… e come ogni religione ci troviamo di fronte all’oblio dei fatti per avallare le chiacchiere.

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 27, 2008 21:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:religione, islam, cristianesimo
domenica, 27 aprile 2008

Inter, pazza Inter amala. Se guardate gli spot pubblicitari noterete che è in vendita ogni lunedì un dvd dedicato alle vittorie della Juve, per un totale di otto dvd. Cosa non nuova di per sé. Ogni tanto escono queste collane dedicate ai successi sportivi di una squadra. Era successo qualche anno fa, con l’uscita in contemporanea dei successi del Milan e della Juve. All’epoca fu facile l’ironia. Si diceva che per Milan e Juve occorressero dei dvd, mentre per l’Inter fosse più che sufficiente un floppy dysk. Bene, miei cari faziosi antisportivi, vi annuncio che ora è tutto cambiato. Al Milan serviranno pure nove dvd, alla Juve otto. Ma l’Inter è sulla strada del recupero. Ormai ha raggiunto il ragguardevole traguardo del cd, da ben 700 mb. Nel quale saranno presenti non solo i successi, ma persino un’appendice dedicata a Calciopoli con tanto di intercettazioni e sentenze. Rodete antisportivi, rodete.

Ovviamente per ragioni di un non minor blasone sportivo, il prezzo di vendita sarà eguale ed equipollente, non euro di più, non un euro di meno, a quello di Milan e Juve. Rodete, rodete.

Z.M.

P.S. Con allegato, addirittura, uno scudetto dell'Inter. Quale? Quello di cartone, ovviamente.

postato da: Pippem alle ore aprile 27, 2008 20:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:milan, dvd , inter, successi, juve, calciopoli
domenica, 27 aprile 2008

di Paolo Barnard, freelance ed ex collaboratore di Report, rai 3.

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. E’ la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti ‘fuori dal coro’. Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d’informazione ve lo illustro citando il mio caso. Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto. Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (”Little Pharma & Big Pharma”). Col comparaggio (reato da art. 170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: “Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie”) e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA). L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003. Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte. Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare. Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi. All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo. La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4) E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.* *(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi). Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me. La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere. Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: “La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima”.(6) Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità. Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che “la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio. è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso. Finirà tutto in nulla.”(7) Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8) Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari. Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo. Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno. Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori. Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare. Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità. Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema. Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate. In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sarà piacevole per me. Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva. Grazie di avermi letto.
Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it
Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume “Le inchieste di Report” (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: “.alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili”. Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: “Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:.porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria.”.
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: “Lei in qualità di avente diritto. esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria”.
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: “la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005.”. (si veda nota 4)

postato da: CyberMostro alle ore aprile 27, 2008 00:42 | Permalink | commenti
categoria:censura, libertà dinformazione, paolo barnard
venerdì, 25 aprile 2008

Oggi, 25 aprile, giorno della Liberazione. Un giorno speciale, soprattutto per chi abita a Torino. I fortunati possono beneficiare di ben due spettacoli. Uno istituzionale delle solite forze sinistrate, l’altro di Beppe Grillo.

Quest’ultimo, come al solito, ha sollevato critiche. Come può un comico, chiedere l’abolizione della Legge Gasparri, dei finanziamenti pubblici all’editoria- soprattutto se di partito- e l’abolizione dell’ordine dei giornalisti? Che ingrato… è pensare che sono leggi che proprio un comico dovrebbe apprezzare di più.

La Legge Gasparri prevede che uno disponga di tutte le televisioni private. In caso di vittoria alle elezioni potrà mettere la mani anche sulla RAI. Vi sembra una legge ingiusta? Ma allora siete proprio dei comunisti.

La legge sui finanziamenti pubblici prevede che paghiate i giornali. Non li comprate ma pagate lo stesso? E allora? Avete solo da comprarli. Così pagherete doppio, ma avrete anche doppia soddisfazione. Vuoi mettere? Fate girare l’economia e aiutate il mondo dell’editoria.

Quanto all’ordina dei giornalisti, non ho nulla da dire. Come si può attaccare il frutto dell’italico genio, dell’ardore fascista? L’Italia è l’unico paese al mondo che può disporre di simile genialità! E voi volete abolirlo? Inconcepibile.

Giuste le critiche di demagogia. Come può un comico pretendere l’attuazione di un’informazione libera e corretta? Insomma, ringraziate la nostra classe politica che vi difende da simili demagogie. Nel mentre, inoltre, che sono impegnati a ridurre l’Ici, a caciare gli immigrati, a far crescere il PIL…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 25, 2008 17:13 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, demagogia, beppe grillo, finanziamenti pubblici
venerdì, 25 aprile 2008

In Italia si sa, la memoria è corta, cortissima. Quel che è peggio, se la memoria è labile, meglio non si può dire per i mezzi di supporto, mediatici o cartacei che siano. Il che è un vero peccato. Come si può apprezzar meglio l’incompetenza della politica, se non con una memoria di ferro?

Prendiamo le recenti elezioni. Uno dei cavalli di battaglia dei destrorsi è stato il problema sicurezza. E a ragione, direi. La microcriminalità e sì un grave problema di ordine sociale, anche perché pone l’attenzione su tematiche affini- lunghezza dei processi, certezza della pena, follia di parte del sistema legislativo… In aggiunta non si deve dimenticare che quattro regioni italiane su venti continuano ad essere in mano ad organizzazioni criminali. Come dite? In campagna elettorale nessuno ne ha parlato, se non di sfuggita? Boh, si vede che il zingaro di turno è più pericoloso del boss…

Sia come sia, il nuovo governo promette tolleranza zero. Che di per sé mi sa di blasfemia. La legge non si applica a dosi o come ti gira quel giorno. La legge o si applica o non si applica. Al che questa tolleranza zero non la capisco. Ricordo che la legge non ha valore indicativo, ma prescrittivo. Pazienza, sarà solo un modo di dire politico. Non dimenticate che il politico medio si rivolge a gente che ha l’intelligenza di un dodicenne che ha scuola stava all’ultimo banco, senza brillare particolarmente.

E c’è al mondo uno schieramento politico migliore per garantire la legge? Direi proprio di no. A riguardo abbiamo lo schieramento che più si è distinto negli ultimi anni nella applicazione della legge. Chi è che ha votato la legge sulle Rogatorie internazionali, sul mandato di cattura europeo, la Cirami, il Lodo Maccanico, la Cirielli, chi è che ha vietato le intercettazioni, chi è che era aduso ai condoni, chi ha diversi esponenti pluri- indagati? Come dite, ciò non va bene? Davvero? Non credete che per fermare il crimine non si debba, rispettivamente, rendere inutili la documentazione estera, rendere introvabili gli indagati alle varie corti di giustizia europee, dimezzare i tempi di prescrizione mentre i tempi giudiziari si allungano sempre più, vietare la raccolta di informazioni, premiare chi non ha pagato le tasse facendolo pagare di meno?

Non va bene? Ma, allora, mi consolo con Alemanno. Lui sì che promette- ancora!- tolleranza zero. Come dite? Alemanno è un uno dei due esponenti di AN che han votato l’indulto?

Ma, allora, scusate, come può certa gente presentarsi come il partito della legge e dell’ordine? Ah, già, dimenticavo. In Italia non c’è memoria…

Z.M.

postato da: Pippem alle ore aprile 25, 2008 17:00 | Permalink | commenti
categoria:destra, legge, tolleranza zero