Ultimamente la stampa inglese mostra un dente piuttosto avvelenato nei confronti dell’Italia. Prima che parta il piagnisteo del complotto internazionale- seguito dall’italietta che striscia presso i potenti per poter essere considerata pari a loro (spettacolo imbarazzante)- ricordo che queste e più pesanti critiche erano presenti anche ai tempi di Prodi. Sia come duplice Presidente del Consiglio, sia per la sua carriera nella UE. Motivazioni? Molteplici. Prima di tutto gli stereotipi e i pregiudizi sull’Italia e gli italiani godono di ottima salute all’estero. Secondo, gli stessi italiani fanno di tutto per avvalorare questi ultimi. Terzo non è da escludere che le critiche sulla organizzazione del G8 siano corrette. Ma proprio quest’ultima, condita dalla richiesta dell’espulsione dell’Italia, merita una maggiore attenzione.
Gli inglesi hanno ragione a ricordare che il G8 raccoglie i maggiori otto (in futuro di più) paesi industrializzati e non è una rendita di posizione immortale, ma una condizione che può venir meno. E l’Italia fra gli 8 è l’ottavo paese… Ma nel contempo rischia meno rispetto al regno di sua maestà la regina. Dopo la recente ubriacatura finanziaria e relativa crisi mondiale, il sole sembra tornare a splendere sull’industria e la produzione reale. Guarda caso la Gran Bretagna ha un tessuto industriale in sfacelo e un ruolo nell’economia mondiale principalmente finanziario. Nella UE, invece, i paesi più forti a livello industriale sono la Germani, la Francia e puta caso l’Italia. Sulla carta la posizione più complessa è proprio quella inglese, con una Spagna incalzante. Sulla carta, ovviamente, data la crisi strutturale che attanaglia l’Italia e la sua incapacità di venirne fuori. Ma non dimenticate che certi articoli inglesi sono anche tentativi di esorcizzare lo spauracchio del declino inglese… nonché potrebbero essere persino corretti nelle critiche da loro mosse.
Z.M.
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